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Divorziare bene - Falò 23 luglio 2020

Trasmissione di Falò del 23 luglio 2020

Divorziare bene di Renato Pugina - RSI

Circa la metà dei matrimoni finiscono con un divorzio. Si tratta di un fenomeno sociale consolidato, un segno della nostra società e della mutazione del concetto di famiglia. Divorziare è una realtà frequente e spesso molto dolorosa, per moglie e marito: litigi, ricatti, angherie di ogni genere. Ma la rottura di un matrimonio diventa spesso un’esperienza drammatica per i figli, che si trovano nel mezzo della contesa. Dunque è giusto chiederci se è possibile divorziare bene, ossia sciogliere un matrimonio evitando la guerra. La risposta in un documentario di Falò, che raccoglie l’esperienza concreta e incoraggiante di chi ha dimostrato che è possibile divorziare bene.

 

 
Papà separati e diritti di visita nel periodo COVID-19

Approfondimento della RSI, nella trasmissione Il Quotidiano, sul tema legato alle famiglie separate, alle relazioni personali genitori e figli, nel tempo del COVID-19. Quali sono state le problematiche legate alle autorità a sostegno di queste famiglie

 
ARP, nuova autorità in vista

da RSI News - 7 maggio 2020

Il Cantone vuole istituire un nuovo ufficio giudiziario specializzato in diritto di protezione. Messaggio entro fine anno

Il Governo ticinese intende istituire una nuova autorità giudiziaria specializzata nel diritto di protezione, rendendo di fatto le attuali autorità regionali di protezione (ARP) superate. La nuova autorità si presenterà come un nuovo soggetto nel settore del diritto di famiglia. La novità è emersa al termine dell'analisi eseguita dal gruppo di esperti e il messaggio governativo arriverà in Parlamento entro la fine dell'anno.

“Lo scopo definito dalla legge è quello di applicare il diritto di protezione – spiega alla RSI la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti –, e questo non cambierà rispetto a oggi. Non si tratta pertanto di un fallimento, quanto piuttosto un cambiamento organizzativo. Si passerà da autorità comunali ad autorità cantonali, che saranno delle vere e proprie autorità giudiziarie che applicano il diritto civile”.

Le ARP sono spesso state al centro di polemiche, e con questa “rivoluzione” si vuole anche dar più forza alle decisioni emanate: “L’autorevolezza delle decisioni sarà così incrementata, rispondendo a una chiara richiesta sia dei cittadini oggetto delle decisioni, sia verso l’estero, dove riscontriamo problemi di riconoscimento delle decisioni delle attuali autorità di protezione negli stati esteri che non conoscono il nostro sistema”.

Concretamente il cittadino si troverà davanti a un giudice e a dei membri specializzati in ambito psicologico ed educativo. “Le richieste saranno quindi esaminate da un gremio specializzato” conclude Andreotti.

 

 
Papà e figli sempre più lontani anche per colpa del coronavirus

Corriere del Ticino, 6 aprile 2020 di Carlo Silini

Pure l’Associazione genitori non affidatari lancia l’allarme: come regolare il diritto di visita mentre perdura il contagio? Al momento non esistono direttive ufficiali sui comportamenti da tenere - Pietro Vanetti: «Il guaio è quando manca il dialogo fra adulti»

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Mamme che cercano di sbarcare il lunario col telelavoro coi i figli da accudire mentre impazza il coronavirus. Ne parlavamo qualche giorno fa ricordando la situazione delle famiglie monoparentali. Poi c’è la controparte: il genitore non affidatario, nell’85% dei casi il papà, che in tempi di pandemia non riesce a vedere i figli. Il problema è il diritto di visita. Il fatto è che - coronavirus o meno - i genitori che sono lontani dai figli vogliono comunque vederli. E viceversa.

Separazioni conflittuali

«Si dimentica quasi sempre, ci ha scritto il consulente sociale Simone Banchini, che, se c’è un figlio da qualche parte c’è anche un padre. E sempre di più la separazione avviene in modo conflittuale. Allora, per calmare gli animi, si affidano i figli alla madre e il padre, per decisione legale o amministrativa potrà vederli solo ogni due fine settimana».

La materia è delicata già in tempi «normali», ma può essere esplosiva ora che la maggior parte della popolazione è chiusa in casa per difendersi dal contagio. Per ora, come segnalava qualche giorno fa l’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr), non esistono direttive ufficiali sul comportamento da seguire in materia di diritto di visita per i genitori separati o divorziati durante l’emergenza Coronavirus.

«Le ARP (Autorità regionali di protezione, ndr) – si legge nel comunicato - sono state chiamate a decidere, in caso di disaccordo tra i genitori, senza disporre di un’aggiornata base legale. La questione è assai delicata perché dà adito a incomprensioni e a conseguente conflitto tra i genitori, anche laddove si chiede di optare per un esercizio alternativo del diritto di visita, attraverso ad esempio le videotelefonate, in ottemperanza alle limitazioni della libertà personale decise dal Consiglio di Stato per arginare la diffusione del virus».

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