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Papà separati e diritti di visita nel periodo COVID-19

Approfondimento della RSI, nella trasmissione Il Quotidiano, sul tema legato alle famiglie separate, alle relazioni personali genitori e figli, nel tempo del COVID-19. Quali sono state le problematiche legate alle autorità a sostegno di queste famiglie

 
ARP, nuova autorità in vista

da RSI News - 7 maggio 2020

Il Cantone vuole istituire un nuovo ufficio giudiziario specializzato in diritto di protezione. Messaggio entro fine anno

Il Governo ticinese intende istituire una nuova autorità giudiziaria specializzata nel diritto di protezione, rendendo di fatto le attuali autorità regionali di protezione (ARP) superate. La nuova autorità si presenterà come un nuovo soggetto nel settore del diritto di famiglia. La novità è emersa al termine dell'analisi eseguita dal gruppo di esperti e il messaggio governativo arriverà in Parlamento entro la fine dell'anno.

“Lo scopo definito dalla legge è quello di applicare il diritto di protezione – spiega alla RSI la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti –, e questo non cambierà rispetto a oggi. Non si tratta pertanto di un fallimento, quanto piuttosto un cambiamento organizzativo. Si passerà da autorità comunali ad autorità cantonali, che saranno delle vere e proprie autorità giudiziarie che applicano il diritto civile”.

Le ARP sono spesso state al centro di polemiche, e con questa “rivoluzione” si vuole anche dar più forza alle decisioni emanate: “L’autorevolezza delle decisioni sarà così incrementata, rispondendo a una chiara richiesta sia dei cittadini oggetto delle decisioni, sia verso l’estero, dove riscontriamo problemi di riconoscimento delle decisioni delle attuali autorità di protezione negli stati esteri che non conoscono il nostro sistema”.

Concretamente il cittadino si troverà davanti a un giudice e a dei membri specializzati in ambito psicologico ed educativo. “Le richieste saranno quindi esaminate da un gremio specializzato” conclude Andreotti.

 

 
Papà e figli sempre più lontani anche per colpa del coronavirus

Corriere del Ticino, 6 aprile 2020 di Carlo Silini

Pure l’Associazione genitori non affidatari lancia l’allarme: come regolare il diritto di visita mentre perdura il contagio? Al momento non esistono direttive ufficiali sui comportamenti da tenere - Pietro Vanetti: «Il guaio è quando manca il dialogo fra adulti»

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Mamme che cercano di sbarcare il lunario col telelavoro coi i figli da accudire mentre impazza il coronavirus. Ne parlavamo qualche giorno fa ricordando la situazione delle famiglie monoparentali. Poi c’è la controparte: il genitore non affidatario, nell’85% dei casi il papà, che in tempi di pandemia non riesce a vedere i figli. Il problema è il diritto di visita. Il fatto è che - coronavirus o meno - i genitori che sono lontani dai figli vogliono comunque vederli. E viceversa.

Separazioni conflittuali

«Si dimentica quasi sempre, ci ha scritto il consulente sociale Simone Banchini, che, se c’è un figlio da qualche parte c’è anche un padre. E sempre di più la separazione avviene in modo conflittuale. Allora, per calmare gli animi, si affidano i figli alla madre e il padre, per decisione legale o amministrativa potrà vederli solo ogni due fine settimana».

La materia è delicata già in tempi «normali», ma può essere esplosiva ora che la maggior parte della popolazione è chiusa in casa per difendersi dal contagio. Per ora, come segnalava qualche giorno fa l’Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr), non esistono direttive ufficiali sul comportamento da seguire in materia di diritto di visita per i genitori separati o divorziati durante l’emergenza Coronavirus.

«Le ARP (Autorità regionali di protezione, ndr) – si legge nel comunicato - sono state chiamate a decidere, in caso di disaccordo tra i genitori, senza disporre di un’aggiornata base legale. La questione è assai delicata perché dà adito a incomprensioni e a conseguente conflitto tra i genitori, anche laddove si chiede di optare per un esercizio alternativo del diritto di visita, attraverso ad esempio le videotelefonate, in ottemperanza alle limitazioni della libertà personale decise dal Consiglio di Stato per arginare la diffusione del virus».

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Esercizio del diritto di visita durante le misure federali per Coronavirus

Raccomandazioni per i diritti di visita della COPMA del 3 aprile 2020

clicca qui per il documento in formato PDF

tradotto dalla versione orginale in tedesco link-documento in tedesco

Molti genitori, autorità e istituzioni sono incerti se e come le norme esistenti sui diritti di visita possano essere attuate durante la pandemia della corona. Con l'obiettivo di affrontare queste incertezze, la COPMA ha emanato delle raccomandazioni.

Situazione iniziale

Durante la pandemia di corona si applicano norme speciali di igiene e di comportamento  e i contatti sociali devono essere ridotti al minimo. L'ordinanza 2 sulle misure di lotta contro il virus corona del 13 marzo 2020 (dal 2 aprile 2020) non vieta il contatto tra il bambino e i due genitori. Poiché i servizi di assistenza all'infanzia possono essere mantenuti, le sospensioni generali di tutti i contatti con i visitatori appaiono sproporzionate; è necessario valutare la questione caso per caso.
I genitori sono responsabili dell'attuazione delle direttive e delle raccomandazioni della Confederazione . I genitori devono decidere caso per caso, con il coinvolgimento del bambino, come mantenere il contatto genitore-figlio durante la pandemia di corona. A seconda del mandato, il consulente può sostenere i genitori nell'elaborazione di soluzioni amichevoli, ma non è compito del consulente stesso emanare regolamenti. Il KESB interviene solo se il contatto o il mancato contatto in un caso individuale rappresenta una minaccia concreta per il benessere del bambino. In tali casi, la KESB può impartire istruzioni o regolamentare, limitare o ritirare il contatto.

Principio: i contatti di visita continuano ad avere luogo

La pandemia di corona non cambia fondamentalmente il diritto del bambino ad un contatto adeguato con entrambi i genitori. Soprattutto in tempi incerti, è importante che il bambino possa trovare un sostegno affidabile e continuo a contatto con il padre e la madre come suoi più importanti caregiver.

La raccomandazione di mantenere i contatti sociali al minimo non si riferisce alla famiglia nucleare (rapporto genitore-figlio), anche se i genitori vivono in famiglie separate. I bambini dovrebbero anche essere in grado di mantenere il contatto con entrambi i genitori durante la pandemia di corona. Se esiste un regolamento sui diritti di visita o una decisione del tribunale sui diritti di visita, questo in linea di principio continuerà ad essere applicato nonostante la pandemia della corona.

Per quanto riguarda la questione di come organizzare al meglio i contatti tra il bambino e i genitori in considerazione delle esigenze della Confederazione, le seguenti domande svolgono, tra le altre, un ruolo importante: Come arriva il bambino all'altro genitore? Come si possono evitare, per quanto possibile, i contatti con persone diverse dal genitore avente diritto di visita?

La situazione particolare richiede che i genitori prendano accordi più intensivi, per evitare che la mutua comprensione, tolleranza speciale e flessibilità.

Eccezione: i contatti avvengono tramite forme di contatto alternative

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