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L’idea: una casa per i mariti messi alla porta
20 minuti - mercoledì, 17 settembre 2014

Padri stremati da divorzi onerosi, indebitati, licenziati, costretti a dormire in auto per settimane.

I casi non si contano allo sportello di consulenza dell'Associazione ticinese dei genitori non affidatari (Agna). Tanto che l'ente no profi t sta progettando di realizzare una "casa del papà" in Ticino per offrire sostegno e accoglienza temporanea a chi, come Marco, con il divorzio ha «perso tutto, – racconta – a cominciare dalla dignità».

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Separarsi bene, separarsi meglio

Trasmissione radio - Millevoci
di Isabella Visetti giovedì 07/08/14 11:10

Un paio di mesi fa, la coppia glamour Chris Martin e Gwyneth Paltrow ha annunciato la loro “separazione consensuale”. Un ossimoro? Forse. In realtà questa definizione si rifà a una guru statunitense di mediazione familiare che ha messo a punto un piano di 5 settimane per separarsi in modo collaborativo. Una farsa hollywoodiana, una chimera, un obiettivo impossibile? In quest’epoca dove i divorzi sono sempre più ricorrenti e le relazioni di coppia sempre più liquide, siamo in un certo senso costretti a imparare le modalità per gestire in modo meno conflittuale separazioni e divorzi. Anche per non sottovalutare le conseguenze emotive che questa decisione porta con sé e per essere coscienti delle ricadute dolorose che ha sui figli. La terapia famigliare e la mediazione famigliare sono gli strumenti che possono aiutare in questa sfida, affinché l’idea di una buona separazione non rimanga solo un mito.

Prima parte - Solo ospiti

Seconda parte - interventi in diretta

Ospiti:
Renata Dozio Bernasconi, direttrice del consultorio  familiare “comunità familiare” e psicoterapeuta
Maddalena Ermotti-Lepori, mediatrice famigliare

ATME Associazione Ticinese per la mediazione

Associazione Comunità familiare

 
Il Quotidiano - 19.05.2014 - Tutele sotto la lente

LA 1, lunedì 19 maggio 2014, Temi: Società | Giustizia - Trasmissione: Il Quotidiano

Tutele e curatele: a poco più di un anno dalla riforma dell' organizzazione siamo già al momento del bilancio. Lo dovrà redigere entro fine anno il Governo. Ma da oggi ci stanno pensando concretamente anche AGNA e ATFMR.

 


 
Tutorie, bilancio a fine anno

da: La Regione - 13 maggio 2014 - Andrea Manna

In vista del rapporto del governo, Agna e Atfmr organizzano un pomeriggio di studio
Tutorie, bilancio a fine anno
di Andrea Manna

Il seminario si terrà il 19 maggio a Bellinzona. Poi un documento all’indirizzo del Consiglio di Stato.
Arp e Camera di protezione in funzione dal gennaio 2013

Tutele e curatele, si avvicina il momento dei bilanci. Entro la fine di quest’anno il governo dovrà redigere e sottoporre al Gran Consiglio un rapporto sulla nuova organizzazione ticinese, caratterizzata principalmente da tre elementi: le Autorità regionali di protezione (Arp), la professionalizzazione dei rispettivi presidenti e la Camera di protezione. La “verifica” è stata chiesta e inserita dal parlamento nella legge proposta a suo tempo dal Consiglio di Stato per adattare norme e strutture cantonali al riformato diritto tutorio federale. Quest’ultimo è entrato in vigore all’inizio dello scorso anno e dal 1° gennaio 2013 sono in funzione anche le Arp, che hanno preso il posto delle Commissioni tutorie regionali, e la Camera di protezione, ovvero l’autorità giudiziaria, attiva in seno al Tribunale d’appello, chiamata a deliberare sui ricorsi contro i provvedimenti delle Autorità regionali di protezione e a vigilare sul loro operato per il tramite di ispettori. Accolta dal popolo nella votazione del marzo 2013, la professionalizzazione dei presidenti (grado di occupazione pari almeno “all’80 per cento”) è scattata alcuni mesi dopo, in autunno. Ebbene, in vista del rapporto che il governo stilerà, l’Associazione genitori non affidatari (Agna) e quella delle famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr) organizzano due «pomeriggi di studio». Il primo lunedì prossimo, dalle 14.30, all’Auditorium di Banca Stato a Bellinzona. All’incontro Agna e Atfmr hanno invitato rappresentanti fra gli altri dei dipartimenti Istituzioni e Sanità e socialità, della polizia, delle Arp, dell’Ordine degli avvocati e della Piattaforma azione famiglie. «Abbiamo invitato pure i Municipi: vorremmo infatti conoscere anche il parere dei Comuni sul lavoro svolto dalle Arp e quali eventuali correttivi auspicano gli enti locali», tiene a puntualizzare il presidente dell’Associazione genitori non affidatari Pietro Vanetti nella conferenza stampa indetta per illustrare contenuti e obiettivi del seminario del 19 maggio dedicato ai “Primi riscontri sulle modifiche intervenute nella professionalizzazione delle Arp”.

‘Incontro costruttivo’

L’obiettivo del pomeriggio di studio, spiega la giornalista Katya Cometta , che lunedì fungerà da moderatrice, «è di elaborare, sulla base di quanto emergerà dall’incontro, un documento che indirizzeremo al Consiglio di Stato». Un documento «che vuole essere un complemento a quello del governo e che conterrà le osservazioni e i suggerimenti che scaturiranno appunto dalla giornata». Si intende quindi dar vita, il 19, a «un incontro costruttivo», aggiungono il segretario generale di Agna Rudy Novena e Simone Banchini , operatore dello Sportello di consulenza attivato dall’Associazione genitori non affidatari e dall’Associazione famiglie monoparentali e ricostituite. Nel rapporto che in virtù della legge cantonale in materia di protezione del minore e dell’adulto sarà tenuto a redigere all’attenzione del parlamento, il Consiglio di Stato dovrà non solo fornire una valutazione dell’“efficacia” delle misure legislative adottate e “delle disposizioni di esecuzione ai sensi del diritto federale”. Ma anche “proporre i necessari adeguamenti” normativi “per la riorganizzazione delle Arp in autorità giudiziaria”. In altre parole, per il passaggio, verosimilmente nel 2018, dal modello amministrativo a quello giudiziario (si parla del Tribunale di famiglia). A confezionare il rapporto, fa sapere il segretario generale del Dipartimento istituzioni Guido Santini , sarà il citato dipartimento «in collaborazione con la Camera di protezione».

 
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