-->
             
2014 – Verifica dell'efficacia delle misure in merito alla riorganizzazione delle ARP in autorità giudiziaria

19 maggio 2014 - Pomeriggio di studio

Primi riscontri sulle modifiche intervenute nella professionalizzazione delle ARP,
analisi dell’efficienza attuale, quali i possibili correttivi?

Nell’ambito dell'approvazione della revisione del diritto tutorio, il Gran Consiglio ha incaricato il Consiglio di Stato di

 verificare entro il 31 dicembre 2014 l'efficacia delle misure della legge e delle disposizioni di esecuzione ai sensi del diritto federale, indirizzando al Gran Consiglio un rapporto in merito e proponendo i necessari adeguamenti legislativi per la riorganizzazione delle ARP in autorità giudiziaria"

Nella fattispecie, sarà la Camera di Protezione del Tribunale di Appello, coinvolgendo il suo Ispettorato a fornire i dati necessari per permettere al Consiglio di Stato di verificare nei termini stabiliti l'efficacia delle disposizioni d'esecuzione adottate dal Gran Consiglio e a esporre la propria valutazione sulle cause di eventuali disfunzioni - con riferimento anche all'attuale sistema giuridico istituzionale - e le sue proposte per porvi rimedio. Siamo convinti che per esercitare il controllo non basti attendere un resoconto da parte di ispettori, bensì poter approfittare di qualsiasi fonte attendibile, nell’interesse del mandato pubblico ricevuto.

Per contribuire al dibattito, raccogliere le nostre e le vostre esperienze, sentire chi è direttamente coinvolto sul campo, promuoviamo un incontro specifico al quale

siete invitati a partecipare per poter trasmettere direttamente le vostre impressioni in merito a questo importante tema. Questo ci consentirà di completare le informazioni che verranno trasmesse al Grand Consiglio.

Obiettivi

Gli obiettivi di questo pomeriggio di studio sono:

  • · problemi organizzativi (presidenti itineranti: presenza e reperibilità, uniformità delle procedure, eccessivo carico di lavoro amministrativo);
  • · supporto, verifica, efficacia e tempistica delle decisioni;
  • · formazione del personale (attenzione all’aspetto umano e alle relazioni interpersonali);
  • · valutazione di auspicabili correttivi operativi.

Il materiale raccolto e le osservazioni che scaturiranno da questo incontro  verranno inviate al Consiglio di Stato quali indicazioni aggiuntive per l’elaborazione del suo rapporto al Gran Consiglio.

scarica l'invito con i dettagli


 
Relazione sulla nostra Assemblea de soci AGNA

Circa la metà dei matrimoni oggi termina con un divorzio. Questo significa che la metà dei mariti e delle mogli, ad un certo punto della loro storia, decidono di prendere strade diverse. Nella gran parte dei casi, i mariti e le mogli sono anche padri e madri. Così i figli devono seguire soltanto uno dei genitori e lasciare l'altro.L'affido, salvo casi estremi, viene sempre dato alla madre.

La legislazione esistente per regolare i nuovi rapporti tra ex marito ed ex moglie è, in materia di figli, del tutto squilibrata a favore della madre e finisce col privare il padre di ogni diritto. Sono centinaia i casi nel solo Ticino in cui questa evidenza è dolorosamente dimostrata. Basta una decisione della madre – partecipare a una festa di famiglia, mandare il figlio a una giornata sportiva – e il padre non vedrà i bambini per un mese intero. E questo se i rapporti tra i due ex non sono particolarmente difficili. Altrimenti la situazione è ben peggiore.

Leggi tutto...
 
Genitori: state con i vostri figli: ne hanno bisogno!

Da: Giornale del Popolo - 20 marzo 2014

Papa Francesco ha dedicato la catechesi a San Giuseppe rivolgendosi a tutti i papà e ai genitori. Il Papa ha parlato di tre dimensioni dell’educazione tratte dal Santo falegname: la custodia educativa, la sapienza e la grazia. «Sarebbe un grave errore pensare che un padre o una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio», ha detto Francesco. Al termine il Papa ha pregato con la piazza per tutti i papà: quelli in terra e quelli già in Cielo.

Udienza Centomila fedeli per la festa del papà con papa Francesco

«Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Oggi, 19 marzo, celebriamo la festa solenne di san Giuseppe, Sposo di Maria e Patrono della Chiesa universale. Dedichiamo dunque questa catechesi a lui, che merita tutta la nostra riconoscenza e la nostra devozione per come ha saputo custodire la Vergine Santa e il Figlio Gesù. L’essere custode è la caratteristica di Giuseppe: è la sua grande missione, essere custode.

La custodia educativa di San Giuseppe

Oggi vorrei riprendere il tema della custodia secondo una prospettiva particolare: la prospettiva educativa. Guardiamo a Giuseppe come il modello dell’educatore, che custodisce e accompagna Gesù nel suo cammino di crescita «in sapienza, età e grazia», come dice il Vangelo. Lui non era il padre di Gesù: il padre di Gesù era Dio, ma lui faceva da papà a Gesù, faceva da padre a Gesù per farlo crescere. E come lo ha fatto crescere? In sapienza, età e grazia. Partiamo dall’età, che è la dimensione più naturale, la crescita fisica e psicologica. Giuseppe, insieme con Maria, si è preso cura di Gesù anzitutto da questo punto di vista, cioè lo ha «allevato», preoccupandosi che non gli mancasse il necessario per un sano sviluppo. Non dimentichiamo che la custodia premurosa della vita del Bambino ha comportato anche la fuga in Egitto, la dura esperienza di vivere come rifugiati – Giuseppe è stato un rifugiato, con Maria e Gesù – per scampare alla minaccia di Erode. Poi, una volta tornati in patria e stabilitisi a Nazareth, c’è tutto il lungo periodo della vita di Gesù nella sua famiglia. In quegli anni Giuseppe insegnò a Gesù anche il suo lavoro, e Gesù ha imparato a fare il falegname con suo padre Giuseppe. Così Giuseppe ha allevato Gesù.

San Giuseppe: esempio e maestro di sapienza

Passiamo alla seconda dimensione dell’educazione, quella della «sapienza». Giuseppe è stato per Gesù esempio e maestro di questa sapienza, che si nutre della Parola di Dio. Possiamo pensare a come Giuseppe ha educato il piccolo Gesù ad ascoltare le Sacre Scritture, soprattutto accompagnandolo di sabato nella sinagoga di Nazareth. E Giuseppe lo accompagnava perché Gesù ascoltasse la Parola di Dio nella sinagoga.

Educare i figli a cercare la grazia di Dio

E infine, la dimensione della «grazia». Dice sempre San Luca riferendosi a Gesù: «La grazia di Dio era su di lui» (2,40). Qui certamente la parte riservata a San Giuseppe è più limitata rispetto agli ambiti dell’età e della sapienza. Ma sarebbe un grave errore pensare che un padre e una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio. Crescere in età, crescere in sapienza, crescere in grazia: questo è il lavoro che ha fatto Giuseppe con Gesù, farlo crescere in queste tre dimensioni, aiutarlo a crescere.

«Che i papà siano sempre vicini ai figli»

Cari fratelli e sorelle, la missione di san Giuseppe è certamente unica e irripetibile, perché assolutamente unico è Gesù. E tuttavia, nel suo custodire Gesù, educandolo a crescere in età, sapienza e grazia, egli è modello per ogni educatore, in particolare per ogni padre. San Giuseppe è il modello dell’educatore e del papà, del padre. Affido dunque alla sua protezione tutti i genitori, i sacerdoti – che sono padri –, e coloro che hanno un compito educativo nella Chiesa e nella società. In modo speciale, vorrei salutare oggi, giorno del papà, tutti i genitori, tutti i papà: vi saluto di cuore! Vediamo: ci sono alcuni papà in piazza? Alzate la mano, i papà! Ma quanti papà! Auguri, auguri nel vostro giorno! Chiedo per voi la grazia di essere sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini, vicini! Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore. Siate per loro come san Giuseppe: custodi della loro crescita in età, sapienza e grazia. Custodi del loro cammino; educatori, e camminate con loro. E con questa vicinanza, sarete veri educatori.

Grazie per tutto quello che fate per i vostri figli: grazie.

«Preghiamo insieme per tutti i papà»

A voi tanti auguri, e buona festa del papà a tutti i papà che sono qui, a tutti i papà. Che san Giuseppe vi benedica e vi accompagni. E alcuni di noi hanno perso il papà, se n’è andato, il Signore lo ha chiamato; tanti che sono in piazza non hanno il papà. Possiamo pregare per tutti i papà del mondo, per i papà vivi e anche per quelli defunti e per i nostri, e possiamo farlo insieme, ognuno ricordando il suo papà, se è vivo e se è morto. E preghiamo il grande Papà di tutti noi, il Padre. Un «Padre nostro» per i nostri papà: Padre Nostro…».

FRANCESCO

 
Festa del papà ?

È la Festa del Papà ma come ogni anno tanti padri separati o divorziati la dovranno festeggiare da soli.

Ma anche chi potrà godere della compagnia dei propri figli sa che per un giorno in più trascorso con loro, ci sono settimane in cui non li vede. Tanti parlano della "qualità" del tempo che trascorri con i figli e vogliono convincerci che non è importante quanto tempo passi con loro ma come lo passi. Ebbene non siamo d'accordo, e come noi la pensano molti altri padri.

Qualcuno ha scritto: "l'aspetto più importante della paternità è la presenza e il tuo sguardo sul bambino. Quando gioca dice sempre: "Papà, guardami!". Questo gli fa capire che gli vuoi bene e che sei con lui e questo gli permette di crescere autonomo e sicuro".

Ma per tante madri e purtroppo anche per Pretori e avvocati questo non conta, secondo loro conta la "qualità" del tempo che si trascorre assieme. Ma fateci il piacere!

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

 

Sportello2

10 Anni di storia

Libretto 10 anni AGNA

Libri consigliati

LePietreDiEdoardo

divertente e toccante...

Newsletter

Mantieniti informato iscrivendoti alla nostra Newsletter
è possibile cancellarsi automaticamente in ogni momento.

con il sostegno di

Fai una donazione libera

Enter Amount:

Contribuisci con la tassa sociale