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Autorità Parentale, nuovo diritto accettato
La sessione estiva 2013 delle camere federali si è conclusa con l'adozione di diversi testi di legge, tra cui quello, molto atteso, relativo all'autorità parentale. Prossimamente diventerà la regola e non più l'eccezione, che entrambi i genitori, non importa se coniugati o meno, possano esercitare il loro diritto all'autorità parentale. Questo cambiamento era atteso da tutte le organizzazioni di genitori non affidatari come AGNA, così come altre associazioni nate con lo scopo di promuovere la bi-genitorialità. I nostri movimenti si auguravano che il Parlamento adottasse ulteriori misure di accompagnamento per rendere questo nuovo regime perfettamente operativo ed efficace. Purtroppo le nostre rivendicazioni non sono state accettate. Ci attendono nuove lotte e nuove sfide.

Autorità parentale congiunta: il nuovo regime ordinario

E così, il 21 giugno 2013, le due camere del Parlamento hanno votato il testo finale che instaura il nuovo regime dell'autorità parentale. Il Nazionale l'ha accettata per 160 voti favorevoli, 13 contrari e 18 astensioni, mentre il Consiglio degli Stati lo aveva accettato con 41 voti a favore, nessun contrario e 4 astenuti.

Sono passati ormai 10 anni da quando venne depositato il postulato Wehrli, che chiedeva lo studio di una modifica di legge in tal senso. In questo periodo, i genitori non affidatari, soprattutto padri, si sono organizzati in tutta la Svizzera. Nuove organizzazioni come AGNA, CROP e l'Associazione Svizzera per la bi-genitorialità (GeCoBi) hanno visto la luce, con l'intento di unire le loro forze.

Altra novità importante

Oltre alla condivisione dell'autorità parentale, il nuovo diritto introduce una limitazione al diritto di scegliere il luogo di domicilio dei figli da parte del genitore affidatario, così da non rendere volutamente impossibili le relazioni affettive dei figli con l'altro genitore. L'accordo di quest'ultimo sarà richiesto e, in caso di disaccordo, il giudice o l'autorità di protezione dei minori decideranno quando il nuovo domicilio fosse all'estero o qualora il trasloco comportasse delle difficoltà per l'altro genitore a svolgere l'esercizio dell'autorità parentale congiunta e a creasse difficoltà nei rapporti personali.

Il nuovo testo adottato lo si può trovare al seguente link:

Clicca QUI per il testo in PDF

Entrata in vigore e possibilità di richiedere l'autorità parentale congiunta

La finestra temporale per poter lanciare un eventuale referendum è di 100 giorni dalla pubblicazione ufficiale. Fino ad oggi non è stata espressa alcuna volontà di farlo, anche se dobbiamo ragionevolmente attenderci che il Consiglio Federale stabilisca l'entrata in vigore del nuovo testo a partire dal 1. gennaio 2014.

Dall'entrata in vigore del nuovo diritto, i genitori avranno a disposizione un anno per depositare la loro domanda. I padri non sposati che oggi non godono dell'autorità parentale congiunta, avranno a disposizione, appunto per presentare tale domanda, tanti anni quanti sono quelli di separazione dalla madre. I padri divorziati ai quali non è stata concessa, invece, potranno presentare domanda solo se il divorzio è stato pronunciato nei 5 anni precedenti la data di votazione della nuova legge: il 21 giugno 2013. In altre parole, il genitore non affidatario il cui divorzio sia stato pronunciato PRIMA deil 21 giugno 2008, non può presentare domanda per avere l'autorità parentale congiunta. È curioso ma è così: il nuovo diritto crea un'ulteriore discriminazione!

Ma attenzione! La possibilità di domandare l'autorità parentale congiunta non significa il suo automatico ottenimento. Spetterà al giudice o all'autorità di protezione del minore giudicare se la condivisione dell'autorità parentale nelle coppie separate, è conforme al bene del minore. E il giudice potrà anche tener conto del parere del minore stesso.

Sollievo. e rimpianti

Se da un lato AGNA non può che rallegrarsi per questo importante passo avanti verso la bi-genitorialità e una suddivisione più ugualitaria della responsabilità genitoriale, dall'altro non può esimersi dal biasimare il fatto che le misure di accompagnamento preconizzate non siano state prese in considerazione dal Parlamento. Le associazioni avevano chiesto che i genitori che non arrivassero ad un accordo sulla presa a carico dei figli e sui contributi di mantenimento, dopo separazione o divorzio, fossero obbligate ad una mediazione, alfine di trovare essi stessi una soluzione più rispondente alle loro esigenze e a quelle dei loro figli. AGNA giudica ugualmente indispensabile prevedere una specifica norma civile e/o penale che non lasci impunito il genitore che impedisce ai figli di avere un rapporto personale con l'altro genitore.

Il prossimo appuntamento con la politica federale è già fissato, con il nuovo diritto di cura della prole, di cui il Parlamento si dovrà occupare entro la fine di quest'anno. Parallelamente si annuncia un altro fronte caldo, e non solo in Svizzera ma addirittura su scala internazionale: l'affido alternato.

 
Ai Comuni il regolamento sulle Tutorie
La Regione - 17 maggio 2013 - Cantone
di Andrea Manna

‘Attendiamo le loro osservazioni. L’auspicio del Dipartimento istituzioni è di sottoporre a breve all’approvazione del governo le modifiche indicate’.

Guido_SantiniIl testo è in consultazione. La scorsa settimana il Dipartimento istituzioni ha trasmesso ai Comuni sede delle Autorità regionali di protezione (Arp) il progetto di modifica del Regolamento di applicazione della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Modifica necessaria per dar seguito alle norme sulla professionalizzazione delle stesse Arp, nel senso che dal prossimo 1° luglio il “grado di occupazione” dei loro presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. Così ha voluto il Gran Consiglio nel settembre del 2012 adeguando la legislazione ticinese al nuovo diritto tutorio federale, in vigore dal 1° gennaio.

«Aspettiamo ora le osservazioni dei Comuni», dice dal Dipartimento il responsabile della Divisione interni Guido Santini: «Sono stati invitati a prendere posizione in tempi brevi, dato che come abbiamo scritto loro il Dipartimento istituzioni intende ancora questo mese sottoporre all’approvazione del Consiglio di Stato le modifiche del regolamento». Il testo inviato ai Comuni sede delle Arp (come si chiamano da quest’anno le Commissioni tutorie regionali) «corrisponde nelle grandi linee a quello che abbiamo presentato nell’incontro del 24 aprile». Santini allude alla riunione indetta dai vertici del Dipartimento con i Comuni e svoltasi a Bellinzona nella sala del Gran Consiglio.

Nel frattempo il ministro Norman Gobbi ha risposto alla lettera del Comitato battutosi, con successo, per il sì alla professionalizzazione delle Arp in vista della votazione popolare del 3 marzo scorso. Composto fra gli altri dalle associazioni Genitori non affidatari e Famiglie monoparentali e ricostituite, il Comitato aveva scritto al capo del Dipartimento istituzioni dopo l’incontro del 24 aprile, chiedendo spiegazioni in merito anche alla designazione dei presidenti delle Arp. Annota al riguardo Gobbi: “I presidenti già in attività al 30 settembre 2012 – la cui carica scade solo nel 2016, salvo loro dimissioni – e che ossequiano le condizioni della legge e del regolamento, qualora disponibili per incrementare la loro attività quantomeno all’80 per cento, potranno essere confermati senza la procedura di concorso e ciò in applicazione della legge”. Inoltre Dipartimento e Comuni sede “sono giunti alla conclusione che la migliore soluzione ‘transitoria’ per ossequiare il mandato parlamentare, fosse il mantenimento delle vigenti 17 Arp con 8 presidenti, di cui 6 itineranti”.

pdf1 lettera di risposta dell' on. Norman Gobbi

 
Valli Non fusione ma un presidente per le tre Tutorie

Corriere del Ticino - 27 aprile 2013 pag. 14 - Bellinzona
Restano sedi a Faido, Acquarossa e Biasca I termini fissati non saranno però rispettati


MAURO VEZIANO

Una volta erano le Commissioni tuto­rie e ora sono le Autorità regionali di pro­tezione (ARP). Cambia non solo il nome ma anche la sostanza ed importanti deci­sioni sono state prese mercoledì sera per tutto il Ticino in generale (diviso in 17 ARP) e in particolare per le Tre Valli, che hanno già comunicato al Consiglio di Stato stupore e critiche, soprattutto per la tempistica, ma anche le loro decisioni. Eccole: i Comuni sede delle Tutorie, Fai­do, Acquarossa e Biasca, hanno deciso di mantenere quanto più possibile del siste­ma attuale, nel senso che rimarranno fisi­camente tre ARP nelle loro sedi geografi­che storiche. Dato che però la nuova leg­ge impone un presidente professionista, impiegato almeno all’80%, il giurista che verrà assunto dai tre Comuni di fatto sarà itinerante, percorrendo tutte le Tre Valli per svolgere la sua attività. Per attuare la professionalizzazione l’alternativa sareb­be stata quella della fusione delle tre Tu­torie in un’unica ARP con una sola sede fisica e un presidente «sedentario».
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Tutorie, il presidente itinerante

Incontro il 24 aprile 2013 fra Dipartimento e Municipi. Tra i nodi i costi della professionalizzazione

di Andrea Manna

article4 1Il Dipartimento istituzioni ha presentato ai Comuni sede delle Arp un progetto di regolamento per l’applicazione delle nuove norme in materia di tutele.

La futura organizzazione Tutele, il Dipartimento istituzioni ha confezionato un progetto di regolamento e ieri a Bellinzona lo ha illustrato ai rappresentanti dei Municipi dove hanno sede le Arp, le Autorità regionali di protezione (ex Commissioni tutorie regionali). Quanto sfornato dal Dipartimento è una revisione del precedente regolamento. Revisione necessaria per poter applicare le norme – in particolare quelle sulla professionalizzazione dei presidenti delle Arp –che il Gran Consiglio ha varato lo scorso settembre, adattando la legislazione ticinese al riformato diritto tutorio federale. Il pacchetto di regole uscito dal parlamento è stato avallato in marzo dal popolo dopo il referendum lanciato da una settantina di Comuni contrari alla professionalizzazione. Le disposizioni riguardanti quest’ultima scatteranno a breve: dal 1° luglio il “grado di occupazione” dei presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. L’incontro con i Municipi si è svolto nel tardo pomeriggio nella sala del Gran Consiglio. Dalla riunione – tenutasi rigorosamente a porte chiuse – è emersa anche quella che sarà verosimilmente la futura organizzazione. Il numero delle Autorità regionali di protezione – oggi 17/18– – resterà sostanzialmente immutato. Una diminuzione minima. Peraltro già avvenuta, dopo che tra i Comuni sede Bellinzona e Giubiasco hanno dato vita di recente a una sola Arp. Si ridurrà invece in maniera importante il numero dei presidenti delle Autorità: in pratica verrebbe dimezzato. Ci saranno persone alla testa di più Arp e dei rispettivi comprensori. Saranno, come sono stati definiti, presidenti itineranti.

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