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Esercizio del diritto di visita durante le misure federali per Coronavirus

Raccomandazioni per i diritti di visita della COPMA del 3 aprile 2020

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tradotto dalla versione orginale in tedesco link-documento in tedesco

Molti genitori, autorità e istituzioni sono incerti se e come le norme esistenti sui diritti di visita possano essere attuate durante la pandemia della corona. Con l'obiettivo di affrontare queste incertezze, la COPMA ha emanato delle raccomandazioni.

Situazione iniziale

Durante la pandemia di corona si applicano norme speciali di igiene e di comportamento  e i contatti sociali devono essere ridotti al minimo. L'ordinanza 2 sulle misure di lotta contro il virus corona del 13 marzo 2020 (dal 2 aprile 2020) non vieta il contatto tra il bambino e i due genitori. Poiché i servizi di assistenza all'infanzia possono essere mantenuti, le sospensioni generali di tutti i contatti con i visitatori appaiono sproporzionate; è necessario valutare la questione caso per caso.
I genitori sono responsabili dell'attuazione delle direttive e delle raccomandazioni della Confederazione . I genitori devono decidere caso per caso, con il coinvolgimento del bambino, come mantenere il contatto genitore-figlio durante la pandemia di corona. A seconda del mandato, il consulente può sostenere i genitori nell'elaborazione di soluzioni amichevoli, ma non è compito del consulente stesso emanare regolamenti. Il KESB interviene solo se il contatto o il mancato contatto in un caso individuale rappresenta una minaccia concreta per il benessere del bambino. In tali casi, la KESB può impartire istruzioni o regolamentare, limitare o ritirare il contatto.

Principio: i contatti di visita continuano ad avere luogo

La pandemia di corona non cambia fondamentalmente il diritto del bambino ad un contatto adeguato con entrambi i genitori. Soprattutto in tempi incerti, è importante che il bambino possa trovare un sostegno affidabile e continuo a contatto con il padre e la madre come suoi più importanti caregiver.

La raccomandazione di mantenere i contatti sociali al minimo non si riferisce alla famiglia nucleare (rapporto genitore-figlio), anche se i genitori vivono in famiglie separate. I bambini dovrebbero anche essere in grado di mantenere il contatto con entrambi i genitori durante la pandemia di corona. Se esiste un regolamento sui diritti di visita o una decisione del tribunale sui diritti di visita, questo in linea di principio continuerà ad essere applicato nonostante la pandemia della corona.

Per quanto riguarda la questione di come organizzare al meglio i contatti tra il bambino e i genitori in considerazione delle esigenze della Confederazione, le seguenti domande svolgono, tra le altre, un ruolo importante: Come arriva il bambino all'altro genitore? Come si possono evitare, per quanto possibile, i contatti con persone diverse dal genitore avente diritto di visita?

La situazione particolare richiede che i genitori prendano accordi più intensivi, per evitare che la mutua comprensione, tolleranza speciale e flessibilità.

Eccezione: i contatti avvengono tramite forme di contatto alternative

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'Il coronavirus motivo in più per riorganizzare le Arp'

La regione - 27 marzo 2020

L'Associazione genitori non affidatari: 'Sempre più casi di madri che non fanno vedere i figli all'ex marito, per le tutorie servono regole chiare'
di Jacopo Scarinci e Andrea Manna

“Facciamo del coronavirus un’opportunità per i diritti alle relazioni personali dei bambini con ambedue i loro genitori”. È l’appello lanciato dall’Associazione genitori non affidatari (Agna) con una lettera inoltrata nei giorni scorsi a consiglieri di Stato, granconsiglieri, sindaci, municipali e presidenti di partito. Un appello «necessario», spiega da noi interpellato il presidente dell’Agna Pietro Vanetti: «Con l’insorgere di questo virus siamo confrontati con molti casi dove madri separate, con il sostegno di patrocinatrici e presidenti delle Autorità regionali di protezione (Arp), sfruttano la situazione per allontanare, cancellare i padri dalla vita dei figli». Risposte a questo appello? «Una sola, un ringraziamento per aver spedito il materiale, da parte di un deputato. Fine, stop. Siamo molto preoccupati». E il motivo è che «le Arp vanno riorganizzate, il prima possibile».

Pietro Vanetti (Agna): 'Non si può vivere incrociando le dita sperando in rapporti civili, occorre una linea'

L’attualità, riprende Vanetti, «non fa che confermarlo. Una madre, dietro consiglio della patrocinatrice, ha comunicato all’ex marito e padre dei suoi figli che se avesse voluto incontrarli per i regolari diritti di visita deve presentare un tampone negativo, insomma, dimostrare di non avere il virus. Non può farlo, perché non ha sintomi. Si rivolge all’Arp ma nessuno risponde proprio a causa del virus...». E di casi simili ve ne sono «tanti».

Non colpevolizza più di tanto comportamenti come questi, il presidente dell’Agna. «Magari è anche comprensibile», concede: «Ma i padri separati non possono vivere incrociando le dita che i rapporti con la madre siano civili, le Arp devono dare indicazioni chiare». E non lo fanno? «No che non lo fanno», risponde. Nel senso che «è dal 2008, dalla pubblicazione del rapporto Affolter, che tutti sanno cosa serve per la loro riorganizzazione: più risorse umane, preparazione professionale, predisposizione personale al diritto di famiglia, coordinamento e uniformità nelle decisioni, promozione della mediazione e promozione dell’affido condiviso». Insomma, «bisogna muoversi» conclude Vanetti.

Andreotti (Divisione giustizia): 'I servizi essenziali sono assicurati'

«Come tutte le autorità, anche le Arp hanno dovuto limitare per quanto possibile il loro lavoro: cercano però di rispondere ai bisogni di protezione pure in questo difficile periodo», dice alla 'Regione' Frida Andreotti, direttrice della Divisione giustizia al Dipartimento istituzioni -. Come riferitomi dalla Camera di protezione del Tribunale d'appello, i servizi essenziali sono assicurati: le decisioni relative alla privazione del diritto di determinare il luogo di dimora, quelle di sospensione dell’esercizio delle relazioni personali, i ricoveri a scopo di assistenza, l’adozione e/o la modifica di misure urgenti di protezione. Tengo inoltre a ricordare che anche in questo periodo chi non condivide un provvedimento dell'Autorità regionale di protezione ha la facoltà di ricorrere alla Camera di protezione, la quale continua pure a vigilare sull'operato delle Arp».

Quanto all’esercizio dei diritti di visita delle famiglie affidatarie, nel rispetto comunque dei provvedimenti sanitari adottati dal Consiglio di Stato, «le Arp e i curatori educativi si adoperano da settimane per aiutare i genitori a valutare vie alternative, dando loro la possibilità di concordare una soluzione accettabile per entrambi e intervenendo unicamente quando questa non sia possibile o percorribile», spiega la responsabile della Divisione giustizia. Insomma, «si dà ai genitori l'opportunità di tentare di trovare delle soluzioni, anziché vedersele imposte.

E non si può escludere che alla fine di questa crisi certe soluzioni possano consolidarsi, visto che le Arp non mancheranno di tenere conto di ciò che è stato negoziato tra i genitori se quanto concordato ha 'funzionato'». Riguardo alla futura organizzazione del settore tutele e curatele in Ticino, il Gruppo di progetto istituito dal governo, e di cui fa parte anche Andreotti, propende per il modello giudiziario. In sintesi: tot nuove Preture, distribuite sul territorio cantonale, in ognuna delle quali un pretore e specialisti in ambiti come quello sociale o pedagogico adotterebbero le misure del caso in materia di diritto di protezione del minore e dell'adulto.

«Su questo scenario - indica Andreotti - siamo in attesa che il governo si pronunci».

 

 
Sì al giudiziario, ma ci si muova

laRegione - 7 Dec 2019 - Di Andrea Manna

Padlina (avvocati): occhio però alle formalità, maggiori rispetto all’amministrativo

Settore delicato, riorganizzazione da anni in cantiere

Foto LaRegione COPMA 2«È da tempo che come associazione sosteniamo il modello giudiziario, per cui aver appreso dalla stampa che il Gruppo di progetto lo sta riconsiderando è per me motivo di soddisfazione. E mi convince anche, sempre da quello che ho letto, lo scenario abbozzato per concretizzare questo modello». Pietro Vanetti, presidente dell’Associazione genitori non affidatari (Agna) giudica in termini positivi i segnali giunti di recente dal palazzo della politica cantonale. Dove è tornata d’attualità la soluzione giudiziaria nell’annoso cantiere per la riorganizzazione del settore tutele e curatele in Ticino. Almeno cinque nuove Preture con competenze in materia di diritto di protezione del minore e dell’adulto, competenze oggi assegnate, nel vigente modello amministrativo, alle Arp, le Autorità regionali di protezione: cinque nuove Preture, distribuite sul territorio cantonale, con un organo che le coordini, in ognuna delle quali un pretore e due specialisti in campi come quello sociale o quello pedagogico deciderebbero l’adozione delle misure del caso. È lo scenario, tra quelli allo studio, che il Gruppo di progetto, designato dal Consiglio di Stato allo scopo di ridefinire ruolo e compiti delle strutture pubbliche che operano nel delicato settore, ha tratteggiato lunedì scorso nell’audizione davanti alla commissione parlamentare Giustizia e diritti.

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Arriva San Nicolao e sarà blu

TIO - ONLINE - 06.12.2019

L'iniziativa è organizzata dall'Associazione genitori non affidatari: «Troppi bambini non hanno la possibilità di trascorrere delle Festività serene»

di Giorgio Doninelli
Giornalista

Lugano 08 12 19 002LUGANO - Accanto ai classici San Nicolao in rosso, domenica 8 dicembre in davanti alla sede dell'Associazione genitori non affidatari (AGNA) a Lugano (e all’uscita dalla Messa anche sul Piazzale antistante la Cattedrale) ci sarà anche un San Nicolao blu. Come i suoi colleghi in rosso, ai bambini distribuirà piccoli doni, mentre agli adulti distribuirà dei volantini per renderli attenti e consapevoli della sistematica violazione dei diritti dell’uomo (e anche dei bambini) da parte delle autorità svizzere.

Perché un San Nicolao Blu? Quando arriva, San Nicolao nella sua veste di rosso, porta amore felicità, doni e gioia ai bambini. Purtroppo, però, ad troppi bambini viene impedito di avere contatti sereni con uno o l’altro dei suoi genitori se questi vivono separati. I bambini diventano tristi: da qui la veste di San Nicolao che diventa blu, fredda.

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