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Ora aspettiamo il Tribunale di famiglia

pdf1  La Regione - Cantone - 28 settembre 2012

Tutele, Vanetti (Agna): emendamenti accolti, non ricorreremo. Killer (Atfmr): dalla politica un segnale forte

Aula_GCUn mercoledì da incorniciare per la ticinese Agna, l'Associazione genitori non affidatari. A Berna un'ampia maggioranza del Nazionale dice sì all'autorità parentale congiunta. A Bellinzona il Gran Consiglio vota gli adeguamenti normativi cantonali in materia di tutele e curatele alle nuove disposizioni federali in vigore dal prossimo 1° gennaio: soprattutto sottoscrive, a netta maggioranza, gli emendamenti formulati da quattro deputate (Rückert della Lega, Kandemir Bordoli del Ps, Gysin dei Verdi, Viscardi del Plr) e caldeggiati dall'Agna, ma anche dall'Associazione delle famiglie monoparentali e ricostituite. Tutto questo l'altro ieri. « Per noi, due ottime notizie. Per giunta in un solo giorno, che ricorderemo a lungo », gongola il presidente di Agna Pietro Vanetti. E a proposito del testo legislativo nel campo del diritto tutorio appena sfornato dal parlamento ticinese, aggiunge: « Ovviamente non ricorreremo al Tribunale federale e non lanceremo alcun referendum ».

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Un professionista alla presidenza delle tutorie

pdf1  Corriere del Ticino - Cantone - 27 settembre 2012

La determinazione di un poker di deputa­te ha avuto la meglio in Gran Consiglio nel quale la maggioranza è saldamente nelle ma­ni degli uomini. Con 56 sì, 13 no e 5 asten­sioni il plenum ha accolto la proposta di Amanda Rückert (Lega), Pelin Kandemir Bor­doli (PS), Greta Gysin (Verdi) e Giovanna Vi­scardi (PLRT) che con un emendamento han­no fortemente voluto professionalizzare la fi­gura del presidente delle Autorità regionali di protezione, ovvero delle tutorie.

In futuro questi dovranno dedicare almeno un'occupa­zione dell'80% in questo delicato compito. È questa la principale modifica introdotta dal Parlamento al progetto del Governo di Legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele che entrerà in vigore il prossimo 1. gennaio.

La novità dell'ultimo mi­nuto non è stata osteggiata dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che ha però chiesto più tempo per adeguar­si: «Propongo di lasciare tempo al Governo fino al 1. luglio 2013 per passare alla profes­sionalizzazione». Le quattro donne hanno co­sì chiesto una breve interruzione della sedu­ta per valutare la richieste e in seguito han­no detto sì a Gobbi.

La professionalizzazione è stato tema di scon­tro in aula, anche in casa PLRT tra Viscardi (favorevole) e Franco Celio (contrario). Celio ha affermato che «professionalizzare signifi­ca burocratizzare».

La riforma approvata ieri non è che la prima tappa di una riforma che si orienta verso una struttura di tipo giudiziario (mantenendo pe­rò le attuali 18 commissioni tutorie). Duran­te la prima fase il progetto prevede di modi­ficare l'autorità di reclamo, passando dall'Uf­ficio di vigilanza sulle tutele al Tribunale di appello (con la creazione di una «Camera di protezione» e il potenziamento con un giudi­ce). Nella seconda fase della riforma si pre­vede la costituzione, entro il 2018, del «Tri­bunale di famiglia», ma la sua messa in atto pratica non è stata ancora definita.

 
Messaggio 6611 - Il Gran Consiglio approva la nuova legge

Rudy Novena alla Trasmissione "MODEM" - RSI - del 27 settembre 2012

Una piccola riforma, una legge ponte: cosi è stata definita la modifica della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele approvata dal parlamento ticinese.

Si tratta principalmente di adeguare la legislazione cantonale alle nuove disposizioni del Codice civile svizzero (che entreranno in vigore il 1 gennaio 2013) ma visti i tempi stretti senza procedere ad una riorganizzazione radicale del sistema tutorio (con la creazione ad esempio di tribunali di famiglia) .

Si tratta inoltre di andare incontro alle accresciute esigenze della popolazione. Ma sull'efficacia delle attuali 18 commissioni tutorie regionali, che verranno trasformate in autorità regionali di protezione, i pareri divergono, in particolare sulla necessità di introdurre una maggiore professionalizzazione della figura del presidente della commissione tutoria: la maggioranza dei gran consiglieri ha accettato la proposta di aumentare all'80 la percentuale di lavoro minima richiesta a questa figura chiave.

Una revisione-compromesso che non soddisfa totalmente nemmeno lo stesso esecutivo.

Ne parleremo a Modem con

il direttore delle Istutuzioni, Norman Gobbi,

con il Presidente della comissione tutoria di Massagno , avvocato Francesco Hurle e

Rudi Novena dell'Associazione genitori non affidatari.

Link - ASCOLTA LA TRASMISSIONE - sito ufficiale della RETE UNO della RSI

 
AUTORITÀ PARENTALE CONGIUNTA DIVENTA LA REGOLA

Berna: 26 Settembre 2012

Questa mattina il Consiglio nazionale ha dibattuto sulla modifica del Codice Civile e approvato l'introduzione del nuovo concetto che vuole l'autorità parentale congiunta anche dopo separazione o divorzio. Per noi di AGNA si tratta di un tema centrale per il raggiungimento dell'obbiettivo per il quale ci battiamo dalla nostra costituzione del 2005, ovvero la protezione delle relazioni parsonali tra figli e genitori separati.

Salutiamo quindi con piacere quanto approvato dal Consiglio Nazionale, ma non lo consideriamo come un punto di arrivo, bensì come un punto di partenza per raggiungere quelle parità di considerazione dei due ruoli genitoriali.

Oggi questo non avviene, si da per scontato che per il bene dei figli l'assegnazione dell'autorita parentale e dell'affido alla madre siam la cosa piu giusta per i figli.

Con la decisione odierna del Consiglio Nazionale si da il via ad una riforma concettuale importante, e che, una volta entrata in vigore, in pochissimo tempo, ne siamo convinti, favorirà la realzione dei figli con i genitori separati. AGNA assieme alle altre Associuazioni nazionale per la bigenitorialità si è battuta anche per:

la sostituzione del termine "autorità" in "responsabilità" parentale;

l'introduzione dell'obbliga della madiazione in caso di divergenze che ostacolano il diritto alle relazioni personali con l'altro genitore;

una formulazione appropriata dell'art 220 del Codice penale, che renda punibile la negazione del contatto personale tra il bambino e l'altro genitore.

Il consiglio nazionale non ha voluto, in questa occasione, entrare in materia su questi tre punti con motivazioni diverse, ma il dibattito ha comunque dimostrato che i temi citati meritano un approfondimento. Il dibatto agli Stati potrà gia essere una prima occasione, così come in occasione della revisione, in corso, del diritto in materia di mantenimento dei figli.

Pietro Vanetti
presidente

 
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