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Alcune riflessioni sulla festa del papà

Corriere del Ticino - 17 marzo 2012 - l'Opinione

Anche io ho un padre ma non lo vedo: questa è la risposta data da un sedicenne a un suo coetaneo che pure lui vive la si­tuazione di genitori separati ma che vede suo padre regolarmente e quando lo de­sidera. Il dialogo tra i due ragazzi è termi­nato lì perché la risposta secca, amara ha frenato altre possibili domande. Il motivo si intuisce facilmente, cosa pensa, cosa prova un figlio privato del diritto di vede­re suo padre? Ha forse voluto o dovuto cancellare tutto il passato? Se fosse così perché? Esiste una vera ragione? La situa­zione in cui si poteva chiarire c'è veramen­te stata? Colloqui brevi, assistiti da estra­nei a cosa poteva portare? Delusioni per il padre e confusione per il figlio. Chiaro è che viene calpestato il diritto dei figli, pic­coli o grandi che siano non sono ascolta­ti, non sono considerati, eppure sono lo­ro maggiormente coinvolti e disperati nel­le situazioni di divorzio. Spesso non solo il padre soffre e lotta inutilmente ma tut­ta la parentela, i nonni specialmente che con i nipoti hanno un legame molto for­te. Si spezzano cosi tutti i legami famiglia­ri. Situazioni assurde, inverosimili, tanto che chi non è coinvolto non riesce a cre­dere. Divieto di incontrare un figlio ? Il fi­glio non può avvicinare il padre? È alluci­nante, ma non esiste, non può essere ve­ro, qual è il motivo? In questo periodo i bambini delle scuole materne, alle ele­mentari, preparano con amore i lavoretti per la festa del papà. Cosa provano quel­li che sanno di non poter consegnare il proprio regalo? Perché non posso fare co­me gli altri? Perché papà non mi cerca? Possono sorgere in loro sensi di rabbia ma anche di colpa e di smarrimento con con­seguenze disastrose sul comportamento. Un elogio va fatto a tutte le persone che stanno lavorando su questo tema e cer­cheranno nell'ambito dei divorzi di ado­perarsi nel miglior modo possibile affin­chè i figli abbiano la giusta attenzione, non debbano subire violenze psicologiche pa­ragonabili, per le conseguenze, a un atto di pedofilia. Porre fine a queste increscio­se situazioni è un dovere per chi ha a che fare con i divorzi.

Mariangela Novena-Pagnamenta,
Canobbio

 
Verso una struttura di tipo giudiziario - I servizi saranno potenziati

Corriere del Ticino - 8 marzo 2012 - Cantone 

Il Ticino si sta preparando al­l'appuntamento con il nuovo di­ritto tutorio federale, che entrerà in vigore nel 2013. Le nuove di­sposizioni prevedono che l'auto­rità di protezione sia interdisci­plinare, composta da un collegio decisionale di un minimo di tre membri, fra cui un giurista re­sponsabile della corretta appli­cazione del diritto. Il Consiglio di Stato ha approvato un messaggio che contempla un adeguamen­to in due tappe e che pur mante­nendo le 18 commissioni tutorie regionali si orienta verso una struttura di tipo giudiziario. Nella prima fase, spiega il Gover­no, s'intende adeguare le norme cantonali limitatamente alle esi­genze poste dal diritto federale, optando, in un secondo tempo, per una riorganizzazione più in­cisiva. Sempre nella prima fase si prevede di mantenere le attuali Commissioni tutorie regionali (CTR), designare il Tribunale di appello quale autorità di recla­mo

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Per il bene dei figli

da: AZIONE del 23 gennaio 2012 - di Stefania Hubmann - scarica PDF

Famiglia In caso di divorzio l’autorità parentale congiunta diventerà la norma: operatori e parti coinvolte riflettono sulle diffcoltà di applicazione.

La legge adeguandosi ai bisogni della società civile colma sempre un ritardo a volte molto ampio e legato a significativi cambiamenti culturali. È il caso della recente decisione del Consiglio federale sulla revisione del Codice civile riguardo all’autorità parentale. Da anni le associazioni dei genitori non affidatari si battono per ottenere il riconoscimento dell’autorità parentale congiunta che sancisce il principio della bigenitorialità e rispetta l’uguaglianza tra uomo e donna oggi violata. In futuro – secondo le previsioni dal 2014 – l’autorità parentale congiunta diventerà la regola, indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Un genitore, precisa il Consiglio federale, potrà essere privato dell’autorità parentale soltanto se necessario per tutelare gli interessi del figlio. Il benessere dei bambini è quindi al centro di questa norma che salvaguarda il loro diritto di crescere con due figure di riferimento.

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Figli divorziati - con-testo - 21.12.2011

LA 1, mercoledì 21 dicembre 2011, ore 19:35 - Temi: Società | Giustizia- Ospiti: Canevascini Brenno | Novena Rudy

foto_ricordo_matrimonio_divorzio2-bCresce il dibattito sulle questioni legate alla separazione e al divorzio di coppie con i figli. Il diritto svizzero è adeguato e al passo con i tempi?
Davvero il bene dei bambini è al centro dell’attenzione?
L’associazione genitori non affidatari crede di no e propone un codice deontologico che trova la secca replica dell’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino.
A confronto Brenno Canevascini, avvocato e presidente dell’Ordine degli avvocati del Canton Ticino, e Rudy Novena, presidente dell’Associazione Genitori Non Affidatari.

 
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