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Controcanto «Ma così si limita la nostra libertà d’azione» E-mail
Nota di AGNA:
AGNA pubblica il seguente articolo perchè il suo contenuto canevascinisintetizza bene come l'agire di una parte di avvocati segue il pensiero espresso dal presidente dell'Ordine degli avvocati ticinesi. (vedi foto). L'intento delle associazioni AGNA e ATFMR, è proprio quello di chiedere a chi ha l'importante compito di accompagnare le famiglie che si dividono, quindi agli avvocati, di promuovere una nuova cultura del divorzio e della separazione, in modo che nessuno chieda più di essere spietati.
Importante è anche ricordare che questo progetto, che ha richiesto da parte di AGNA un lungo periodo di preparazione e studio, è stato sottoposto anche all'attenzione dell'Ordine degli avvocati ticinesi, che però non ha ritenuto di volerci rispondere o collaborare a tale progetto. Per parafrasare quanto dichiarato sempre dal presidente OATI, AGNA ritiene preferibile essere, estremizzando, "schiavi" di un codice di condotta che aiuti concretamente alla soluzione dei conflitti, piuttosto che divenire "schiavi" del volere del proprio cliente (che paga). 

da CdT - Pag. 3 - 11 novembre 2011

Parla il presidente dell’Ordine cantonale Brenno Canevascini
❚❘❙ L’iniziativa dell’Associazione genitori non affidatari (AGNA) e dell’Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricosti­tuite (ATFMR) non piace a tutti. «Va bene tener conto della deli­catezza di certe situazioni – esor­disce Brenno Canevascini, pre­sidente dell’Ordine degli avvoca­ti ticinesi – ma quello che hanno fatto le due associazioni è molto discutibile. Non avevano il dirit­to di stilare una direttiva deonto­logica (Codice di condotta per av­vocati che intervengono nelle pro­cedure in materia di diritto di fa­miglia, n.d.r.), chiedendo a circa 300 professionisti attivi sul terri­torio di sottoscriverla. La loro ini­ziativa pone un punto interroga­tivo sul principio di indipenden­za su cui dovrebbe poggiare il no­stro lavoro».

In che senso il codice proposto dalle associazioni mina l’indi­pendenza degli avvocati?
«L’indipendenza è uno dei capi­saldi della nostra professione, ed è iscritta nel nostro codice deon­tologico approvato dal Consiglio di Stato. Se un avvocato aderisce a una direttiva emanata da un’as­sociazione privata significa che rimane legato alla norma, estre­mizzando ne diventa schiavo e non è più in grado di svolgere il suo lavoro in piena libertà. Han­no ragione le due associazioni a sostenere un approccio “soft” al­le questioni familiari, è un setto­re del diritto che, rispetto ad al­tri, richiede più sensibilità. Ma il fatto di proporre una norma al­la categoria mi lascia molto per­plesso. L’Ordine degli avvocati ti­cinesi, a brevissimo termine, manderà una nota per informa­re tutti gli iscritti della sua posi­zione ».
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Albo e Norme deontologiche per avvocati che operano in diritto di famiglia

AGNA e ATFMR intendono promuovere, tra gli avvocati, una maggiore consapevolezza sulle ripercussioni del loro operato in seno ad una famiglia divisa in cui sono coinvolti dei minori. L’intento è inoltre, di valorizzare l’operato di coloro che già si assumono la responsabilità di accompagnare i propri assistiti verso una soluzione condivisa o definita ponendo al centro il benessere dei loro figli.

Riteniamo che la figura dell'avvocato é fondamentale e dovrebbe essere proprio uno di quei professionisti che potrebbe influire positivamente nel processo di trasformazione familiare, quando i genitori, dallo "stesso tetto" vanno a vivere sotto due "tetti diversi"  e c'è di mezzo il bene dei minori.

Per questo motivo, ispirandoci al "modello Cochem" , le nostre associazioni hanno redatto delle "regole deontologiche" su base volontaria, che proponiamo di sottoscrivere agli avvocati più sensibili su questo tema.

Visiona l'elenco degli avvocati che hanno già aderito a questo progetto.

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«Noi non molliamo»
Genitori in prima linea  pdf1

Giornale del Popolo - infoFamiglia
16 settembre 2011
a cura di GIOIA PALMIERI

Disposti a lavorare extra, a cambiare nazione e a rinunciare a un buon lavoro pur di garantire alla prole la possibilità di crescere felice e di avere una scolarizzazione serena. Sono genitori confrontati con drammi, ma che non scendono a compromessi per i figli.

«Soli sì, ma ben accompagnati»

...Marco è un geometra tecnico specializzato, ha due figli di sette e quattro anni. Con la compagna viveva in Sudamerica fino al 2008, anno in cui hanno deciso di ritornare in Svizzera. «Il mio lavoro andava bene, il guadagno era ottimo, ma non era il posto giusto in cui crescere i figli», ci spiega papà Marco. «Venuti a vivere qui, la mia compagna ha avuto alcune difficoltà e dal 2009 mi occupo io dei miei figli. All’inizio è stata dura perché lavoravo dalle sei di mattina alle sei di sera. I nonni abitano lontani e non avevo grandi aiuti. I miei figli passavano troppo tempo a scuola ed erano sfiniti. Ho chiesto aiuto all’ATFMR e all’AGNA (Ass. Ticinese Famiglie Monoparentali e Ricostruite; Ass. Genitori Non Affidatari) e sono stati un vero sostegno», ci racconta. Marco ha fatto di tutto per tenere i suoi figli e per dare loro un presente e un futuro sereno, felice. «Ho trovato un lavoro con orari più flessibili. Li porto e li vado a prendere a scuola, frequentano il conservatorio e hanno un ottimo rapporto con la mia nuova compagna e i suoi figli...

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Conferenza Stampa - tribunale di famiglia

quoti_20072011Comunicato stampa di AGNA - di oggi a S.Antonino

Tratto dal Quotidiano di oggi - 20 luglio 2011

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