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Tutele e curatele: i Comuni vogliono mantenere il sistema attuale?

Tribunale di famiglia, c’è chi dice “no”

LORENZO QUADRI - Il mattino della domenica 17 aprile 2011

Per i genitori non affidatari il modello comunale in vigore non è sostenibile, non funziona ed è contrario al nuovo diritto federale.
E’ ormai da parecchio tempo che si parla di una revisione del sistema delle tutele e delle curatele in Ticino. Un settore estremamente delicato, specie in considerazione dell’alto numero di divorzi e della necessità di decidere su affidamento dei figli e diritti di visita dei genitori. Un settore che incide in maniera così importante sulla vita privata delle famiglie, sui loro affetti non può permettersi di non funzionare. A ciò si aggiunge che anche a livello federale il diritto di famiglia è cambiato. Sistema claudicante e nuovo diritto federale: questi due elementi impongono una riorganizzazione del settore delle tutele e delle curatele.

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Responsabilità genitoriale condivisa: tavola rotonda a Berna
Berna, 15.04.2011
In occasione di una tavola rotonda sulla responsabilità genitoriale condivisa venerdì si sono riuniti a Berna oltre 30 rappresentanti di associazioni di genitori e di tutela della famiglia e dell’infanzia. Lo scambio di opinioni era stato indetto dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Sotto i riflettori due aspetti della responsabilità genitoriale condivisa: l’autorità parentale congiunta e le questioni alimentari.

La consigliera federale Sommaruga, intenzionata ad ascoltare di persona gli argomenti dei gruppi d'interesse, ha dichiarato di ritenere l'autorità parentale congiunta un'importante rivendicazione della politica sociale, cui intende dar seguito celermente. Al contempo si propone di affrontare senza indugio anche le questioni alimentari, settore che occorre smuovere per garantire che l'autorità parentale congiunta sia in effetti nell'interesse del bambino.agna_sommaruga
Con l'aiuto di tutte le parti coinvolte s'intende ora disciplinare quanto prima ambedue gli aspetti della responsabilità genitoriale condivisa al fine di proporre una normativa rispettosa dell'interesse del figlio, equa per entrambi i genitori e scevra di potenziale conflittuale. I cenni e gli spunti emersi durante l'incontro saranno analizzati e integrati negli ulteriori lavori. In un secondo tempo il Consiglio federale dovrà rispondere alla mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale che chiede di disciplinare rapidamente le due questioni privilegiando un approccio graduale. La consigliera federale Sommaruga ritiene probabile che il Consiglio federale accolga tale richiesta.

Il nostro rappresentante Pietro Vanetti ha partecipato alla tavola rotonda, con l'occasione ha consegnato all'onorevole Sommaruga il libro di Vittorio Vezzetti "Nel nome dei figli", con dedica dell'autore.
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Sommaruga in Ticino, AGNA le consegna una lettera

Contenuto della lettera consegnata all'Onorevole Consigliera Federale Simonetta Sommaruga, in occasione della sua presenza in Ticino.

Progetto di Autorità parentale congiunta: 5 anni sono troppi

Onorevole Consigliera Sommaruga,

AGNA (l'associazione dei genitori non affidatari) si associa alla presa di posizione di GeCoBi (l'associazione Svizzera per la bigenitorialità) della quale è un membro fondatore, ed esprime tutta la sua indignazione per l'ulteriore rinvio della presentazione del progetto sull'autorità parentale congiunta deciso dal Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia.

La nostra associazione protesta con decisione sia per i tempi che per i modi di questa decisione.

È da ben 5 anni che il governo sta elaborando un nuovo progetto, e da oltre due anni una proposta più che accettabile si trova nei cassetti del Dipartimento. La maggioranza della popolazione e dei parlamentari federali ha manifestato da tempo l'assenso sul "principio dell' autorità parentale congiunta per legge" , ed è dunque pretestuoso rinviare ulteriormente la questione, adducendo la necessità di elaborare un testo per raggiungere un consenso più vasto.

Con il trucco di voler legare il diritto di visita alla questione del mantenimento, non si fa che ravvivare una guerra di posizione che si voleva finalmente superare.  Forse, il nuovo Consiglio Federale non ha ancora capito il senso e lo spirito dell'autorità parentale congiunta, che presuppone una divisione equa delle responsabilità: in caso di separazione, entrambi i genitori si devono preoccupare della rappresentanza, dell'educazione, come pure del mantenimento dei figli.

Questo è però possibile solo se il diritto di custodia, di visita e soprattutto di rappresentanza del figlio (ossia l'autorità parentale) , viene regolamentata più equamente.

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Dalla parte dei padri

Corriere del Ticino: Lettere al Corriere del 1 marzo 2011

Senza nulla togliere o aggiungere al­la terribile tragedia che sta colpendo la famiglia Schepp e le due gemelline, mi sono chiesto come mai in questi giorni nessuno (almeno sui media) si sia cala­to nella parte del padre per almeno com­prendere superficialmente il tremendo dolore che doveva attanagliarlo prima di arrivare ad un simile folle gesto (preme­ditato o no).

Solo chi è passato da una separazione forzata (senza o con una mi­nima colpa, ma semplicemente per l'egoismo del partner e la miopia del giu­dice), dal distacco dai propri figli, dalla propria casa, sa cosa si prova dentro e quanto sia devastante il dolore per la per­dita del bene più amato per la vita.

C'è chi riesce a trovare una ragione, ad an­dare avanti incurante del passato, chi in­vece il dolore lo sente continuo, giorno per giorno; qualsiasi atto giornaliero ti riporta alla tua realtà perduta, famiglia distrutta, figli persi senza i loro padri ac­canto; e allora, in questo stato di estre­ma depressione e senza obiettivi futuri alternativi (senza bisogno di essere se­lezionati subito tra i folli), passa per la testa di tutto (anche se 5 minuti prima si era nel pieno della propria razionali­tà), pensieri di suicidio, omicidio, ingiu­stizia, non adeguatezza.

È ora che ci si accorga che la nuova legge sul diritto matrimoniale non è adatta a risolvere i veri problemi familiari (al limite mala­mente solo quelli monetari); occorre, e in fretta, se non si vuole creare una fa­scia di società che si ritrova povera di beni, disperata per i progetti di vita di­strutti, con figli a cui manca una vera fi­gura paterna, usciti dalla porta del di­vorzio, che qualcuno si occupi della an­gosce dei padri distrutti; non sempre ci sono gli amici a sostenerli.

Da noi l'As­sociazione genitori non affidatari (AGNA) fa il possibile per prestare il primo aiu­to, ma non basta…

Silvano Giannini,
Orselina

 
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