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Dalla parte dei padri

Corriere del Ticino: Lettere al Corriere del 1 marzo 2011

Senza nulla togliere o aggiungere al­la terribile tragedia che sta colpendo la famiglia Schepp e le due gemelline, mi sono chiesto come mai in questi giorni nessuno (almeno sui media) si sia cala­to nella parte del padre per almeno com­prendere superficialmente il tremendo dolore che doveva attanagliarlo prima di arrivare ad un simile folle gesto (preme­ditato o no).

Solo chi è passato da una separazione forzata (senza o con una mi­nima colpa, ma semplicemente per l'egoismo del partner e la miopia del giu­dice), dal distacco dai propri figli, dalla propria casa, sa cosa si prova dentro e quanto sia devastante il dolore per la per­dita del bene più amato per la vita.

C'è chi riesce a trovare una ragione, ad an­dare avanti incurante del passato, chi in­vece il dolore lo sente continuo, giorno per giorno; qualsiasi atto giornaliero ti riporta alla tua realtà perduta, famiglia distrutta, figli persi senza i loro padri ac­canto; e allora, in questo stato di estre­ma depressione e senza obiettivi futuri alternativi (senza bisogno di essere se­lezionati subito tra i folli), passa per la testa di tutto (anche se 5 minuti prima si era nel pieno della propria razionali­tà), pensieri di suicidio, omicidio, ingiu­stizia, non adeguatezza.

È ora che ci si accorga che la nuova legge sul diritto matrimoniale non è adatta a risolvere i veri problemi familiari (al limite mala­mente solo quelli monetari); occorre, e in fretta, se non si vuole creare una fa­scia di società che si ritrova povera di beni, disperata per i progetti di vita di­strutti, con figli a cui manca una vera fi­gura paterna, usciti dalla porta del di­vorzio, che qualcuno si occupi della an­gosce dei padri distrutti; non sempre ci sono gli amici a sostenerli.

Da noi l'As­sociazione genitori non affidatari (AGNA) fa il possibile per prestare il primo aiu­to, ma non basta…

Silvano Giannini,
Orselina

 
È colpa tua, papà, sei tu il responsabile della tua assenza: no, dice il padre

nelnomedeifigliUn bambino chiede al mondo: perchè sono cresciuto lontano dal mio papà?  In questo capitolo del libro del dott. Vezzetti (BookSprint edizioni) il mondo gli  risponde.

Nel nome dei figli è il primo romanzo-thriller italiano interamente ambientato nei meandri del Diritto di Famiglia.  

Un ritratto dell'Italia attraverso gli occhi dei bambini, la crisi della famiglia, il mondo dei tribunali.
Il primo romanzo italiano interamente ambientato nei labirinti del Diritto di famiglia.

L’autore, esperto riconosciuto nel campo della tutela legale dell’infanzia, ha voluto abbracciare in modo originale il pubblico più vasto possibile elaborando un testo con diversi piani di lettura.

Un primo piano, elementare, basato sul racconto ricco di colpi di scena derivati dall’immaginario patto di sangue tra un anziano legale e un giovane cliente.

Un secondo piano, più complesso, rivolto ai genitori separati e ai professionisti del settore che potranno apprendervi molti dettagli innovativi.

Un terzo piano legato alla riflessione su temi eterni quali il contrasto giustizia assoluta-giustizia degli uomini, quello fra libero arbitrio e destino prederminato, il rapporto uomo-donna nella famiglia e nella società.

Nel nome dei figli, di Vittorio Vezzetti, Booksprint edizioni, 418 pag., 15 euro.  ISBN 978-88-6595-0418

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Corte Europea condanna l'Italia per aver negato a un padre divorziato l'incontro con il figlio
Giovedì 09 Dicembre 2010 11:42

resizeLa Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver messo in atto tutte le misure necessarie per garantire ad un padre divorziato la possibilità di incontrare il proprio figlio.

Il ricorso a Strasburgo è stato presentato da Alessandro Piazzi residente a Rimini. L’uomo, dopo il divorzio, nell’arco di tre anni ha dovuto fare ricorso al Tribunale dei minori per aver incontrato sempre maggiori difficoltà ad esercitare il suo diritto di far visita, ogni 15 giorni, al figlio che, con la separazione, era stato affidato alla ex moglie.

Il tribunale di competenza ha dato ragione all’uomo e interessato i servizi sociali che, vista la difficile situazione psicologica del bambino e i rapporti tra i due ex coniugi, avevano il compito di assicurare le visite. Ma Piazzi, come denunciato alla Corte di Strasburgo, non riuscirà mai più a vedere il figlio.

Nella sentenza, la Corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto la delicatezza della situazione e le difficolta’ incontrate dalle autorita’ nel far rispettare le proprie decisioni.
Tuttavia ha constatato che ”tutte le autorita’ coinvolte non hanno agito tempestivamente”.

Inoltre, i giudici europei hanno sottolineato che le autorità hanno adottato misure ”automatiche e stereotipate senza adattarle al caso specifico, e che di fatto non hanno assicurato all’uomo di poter effettivamente godere del suo diritto a vedere il figlio”.

Ad Alessandro Piazzi sono stati anche riconosciuti 15 mila euro di danni morali che, con la condanna, lo stato italiano dovrà pagare.

Ansa

pdf1Sentenza CEDU del 2 novembre 2010

 
Falò 2 dicembre 2010 - Non commettere matrimonio

falo2007_logo-bNon commettere matrimonio

di Paola Santangelo e Fabio Pellegrinelli

Matrimonio, no grazie! È questa l’amara conclusione cui sono giunti molti padri separati o divorziati in Ticino. Quasi sempre privati dei figli si sentono discriminati rispetto alle ex mogli, anche da un punto di vista economico. La questione degli alimenti da versare è un punto cruciale e dolente, ma non è l’unico cui devono far fronte gli uomini che intendono divorziare. Per molti il diritto non è semplicemente giusto e gli stessi avvocati tenderebbero ad approfittarsene. E non sono poche neppure le madri divorziate con figli a carico che hanno motivo di lamentarsi. Che fare? E’ possibile divorziare in modo civile ed equo? Ed è dappertutto uguale o ci sono paesi in cui lasciarsi è un po’ più facile? Falò si occupa ancora una volta di divorzio: un tema che nel nostro paese tocca una famiglia su due. Ne discuteranno in studio l’avv. Cinzia Lemhann-Belladelli mediatrice familiare, Andrea Prospero dell’Associazione genitori non affidatari e Adriano Heitmann del Movimento Papageno.

Guarda la trasmissione completa:

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