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Corte Europea condanna l'Italia per aver negato a un padre divorziato l'incontro con il figlio
Giovedì 09 Dicembre 2010 11:42

resizeLa Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non aver messo in atto tutte le misure necessarie per garantire ad un padre divorziato la possibilità di incontrare il proprio figlio.

Il ricorso a Strasburgo è stato presentato da Alessandro Piazzi residente a Rimini. L’uomo, dopo il divorzio, nell’arco di tre anni ha dovuto fare ricorso al Tribunale dei minori per aver incontrato sempre maggiori difficoltà ad esercitare il suo diritto di far visita, ogni 15 giorni, al figlio che, con la separazione, era stato affidato alla ex moglie.

Il tribunale di competenza ha dato ragione all’uomo e interessato i servizi sociali che, vista la difficile situazione psicologica del bambino e i rapporti tra i due ex coniugi, avevano il compito di assicurare le visite. Ma Piazzi, come denunciato alla Corte di Strasburgo, non riuscirà mai più a vedere il figlio.

Nella sentenza, la Corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto la delicatezza della situazione e le difficolta’ incontrate dalle autorita’ nel far rispettare le proprie decisioni.
Tuttavia ha constatato che ”tutte le autorita’ coinvolte non hanno agito tempestivamente”.

Inoltre, i giudici europei hanno sottolineato che le autorità hanno adottato misure ”automatiche e stereotipate senza adattarle al caso specifico, e che di fatto non hanno assicurato all’uomo di poter effettivamente godere del suo diritto a vedere il figlio”.

Ad Alessandro Piazzi sono stati anche riconosciuti 15 mila euro di danni morali che, con la condanna, lo stato italiano dovrà pagare.

Ansa

pdf1Sentenza CEDU del 2 novembre 2010

 
Falò 2 dicembre 2010 - Non commettere matrimonio

falo2007_logo-bNon commettere matrimonio

di Paola Santangelo e Fabio Pellegrinelli

Matrimonio, no grazie! È questa l’amara conclusione cui sono giunti molti padri separati o divorziati in Ticino. Quasi sempre privati dei figli si sentono discriminati rispetto alle ex mogli, anche da un punto di vista economico. La questione degli alimenti da versare è un punto cruciale e dolente, ma non è l’unico cui devono far fronte gli uomini che intendono divorziare. Per molti il diritto non è semplicemente giusto e gli stessi avvocati tenderebbero ad approfittarsene. E non sono poche neppure le madri divorziate con figli a carico che hanno motivo di lamentarsi. Che fare? E’ possibile divorziare in modo civile ed equo? Ed è dappertutto uguale o ci sono paesi in cui lasciarsi è un po’ più facile? Falò si occupa ancora una volta di divorzio: un tema che nel nostro paese tocca una famiglia su due. Ne discuteranno in studio l’avv. Cinzia Lemhann-Belladelli mediatrice familiare, Andrea Prospero dell’Associazione genitori non affidatari e Adriano Heitmann del Movimento Papageno.

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purtroppo non tutti noi ragazzi abbiamo avuto i genitori, oppure li abbiamo avuti.. ma solo all'anagrafe.. o comunque poco presenti.. psicologicamente, emotivamente, moralmente.. ed una volta occupatisi del darci da mangiare e mandarci a scuola.. non hanno fatto altro (e magari ce l'hanno pure rinfacciato.. ed in tal caso bisognerebbe ricordare loro che è davvero il "minimo sindacale" e che lo Stato prevede addirittura l'arresto per quei genitori che non facessero NEPPURE questo..).


DUNQUE.. E SE I MIEI GENITORI NON MI AIUTANO?

Nel mondo complesso e ramificato di oggi, il vero dono, d'amore e rispetto, che può fare un genitore verso i figli non è quello di dar loro la mattina un bicchiere di latte ed una pacca sulle spalle, ma bensì educarli e guidarli alla vita con impegno e sincerità.

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