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Rapporti padri-figli non sempre facili

da CdT del 9 aprile 2010

La lettera di una nonna paterna (giovedì 18 marzo) non è passata inosservata.
Anzi, ha fatto riflettere moltissimo. Un caso delicato presentato con tanto amore. Quello di una nonna paterna che sa che il suo abiatico, nel caso chiamato nipote, soffre moltissimo per la lontananza del proprio padre. Gli aspetti di sofferenza attorno a questa triste situazione lasciano molto addolorati. Perché, purtroppo, nel mondo ma anche in cerchie di conoscenze a noi più vicine, questi casi sono presenti a centinaia. Centinaia di bambini, ragazzini e giovani che sono costretti a vivere nelle condizioni di un ambiente monoparentale. A stretto contatto con la mamma alla quale, di solito, viene affidata la custodia dei figli. Mentre il padre lo vedono ogni due settimane, di regola due volte al mese. I più fortunati, trascorrono con il papà anche qualche periodo di vacanze ma
 di certo la lontananza della figura paterna origina nel bambino o del ragazzino un'enorme sofferenza.

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Domani (19 marzo) è la festa di tutti i papà?

Corriere del Ticino - Lettere al corriere del 18 marzo 2010

Caro nipote, il sole splende, una nuova giornata mi attende e io ti penso.
Difficile immaginarti completamente felice nella tua particolare situazione.
Dopo il divorzio dei tuoi genitori è iniziata per te una vita, man mano che crescevi, sempre più carica di tensioni.
A un certo punto tua madre, a suo modo di vedere per proteggerti, prese la decisione di averti tutto per sé, non valutando che potesse causare a te dolore, insofferenza e soprattutto danni allo sviluppo della tua personalità.
Vani i tentativi di tuo padre di porre fine a questa insostenibile quanto incresciosa situazione. Iniziò così, per lui e per te, un periodo ancora più pesante, quattro lunghi anni di calvario passati tra avvocati, giudici, psicologi, tutori, con l'unico risultato di rovinare il bel rapporto che avevi con tuo padre e aver tolto a un ragazzino adolescente la serenità. Tre parole (genitore non affidatario) vi hanno divisi, proprio nel momento in cui il bisogno della figura paterna diviene più imperante. Stringe il cuore pensare che ora, disorientato e confuso, nell'incertezza e insicurezza del tuo vivere, si è instaurato in te un totale lavaggio del cervello che ti ha portato a negare tutto il bene ricevuto, i momenti di gioia trascorsi con tuo padre, che sono sicura non hai dimenticato. Parlano di te le cartoline che entusiasta mi scrivevi dalle vacanze e dai tuoi viaggi trascorsi con lui, i filmati in cui emozionato baciavi un delfino, imparavi a nuotare e quelli in cui, raggiante di felicità sulla neve, sperimentavi i primi passi sugli sci. Poi l'ultima e più cara fotografia dove sei vicino a me nel giorno radioso della tua prima comunione. Queste righe a te rivolte non vogliono essere solo di rimpianto o tristezza, ma di speranza che tu possa riprenderti un giorno tutto l'amore di chi ti vuole bene. Soprattutto desidero ardentemente che tu non abbia a perderti nei pericoli che incombono intorno a te, nei meandri di questo pericoloso mondo, tuttora vivendo e crescendo con questa spina nel cuore, il rancore per uno dei tuoi genitori. Mi farebbe piacere rivederti, ascoltarti, rispecchiarmi nei tuoi bellissimi occhi azzurri e intelligenti; mi basterebbe anche solo sapere che tu un giorno possa riabbracciare tuo padre, unico giusto augurio per te. Con amore ti saluta la tua nonna paterna.

Lettera firmata

 
PARTECIPATE
Scritto da Giorgio Colautti   

Rieccoci qui, cari Amici Genitori Non Affidatari,

Siamo sempre presenti al vostro fianco per portare avanti le nostre rivendicazioni - e quelle dei nostri figli - a poter godere della reciproca compagnia, anche se non quotidiana.


Avete visto che abbiamo rinnovato anche il nostro sito? Fateci sapere se vi piace, fateci avere i vostri commenti, i vostri suggerimenti e le vostre osservazioni.

In altre parole: PARTECIPATE!

Sappiate e ricordate sempre che l’associazione AGNA è l’associazione di tutti i genitori Non Affidatari, ma anche di quelle persone, e ci auguriamo siano tante, che hanno a cuore il benessere di quelli che adesso sono bambini / ragazzi, ma che tra qualche anno prenderanno decisioni importanti per il mondo!

Non è retorica, ma chi si affaccia adesso alla vita, tra qualche anno occuperà le posizioni che le persone mature di adesso dovranno per forza abbandonare. E allora? Non è meglio essere governati da qualcuno che ha avuto un’infanzia serena? E chi dà questa serenità se non la Famiglia, se non 2 genitori, anche se separati, entrambi consapevoli di volere il bene dei loro figli?

E allora coraggio! Facciamo valere il diritto sacrosanto alla bi-genitorialità!
Smascheriamo i mezzucci loschi che genitori affidatari imbecilli utilizzano per fare del vero e proprio mobbing sui giovani, denunciamo le carenze, il pressappochismo, se non addirittura il menefreghismo, di certe istituzioni!
Chiunque abbia un problema ci contatti o chieda aiuto al nostro sportello: quando si è soli si viene sopraffatti dall’angoscia e dalla disperazione (ci siamo passati tutti, purtroppo!), ma se stiamo insieme, se impariamo a conoscere i nostri diritti attuali e se prendiamo coscienza che anche i nostri figli ne hanno, se riusciremo ad ottenere che ce ne vengano riconosciuti altri (pensiamo soltanto all’affidamento condiviso) allora saremo forti!

Alla prossima,
e buona fortuna!

 
Separazioni e divorzi: una legge iniqua

Corriere del Ticino - 4 marzo 2010 - lettere al Corriere

Scrivo per esternare la mia indignazione sulla legge riguardante le separazioni e i divorzi, con particolare riferimento agli alimenti che gli uomini devono dare per i figli e per le ex mogli. Esistono molti casi di donne sleali, che lasciano sul lastrico i mariti dopo avergli già portato via tutto, la casa, i figli, la sicurezza di una stabile vita in comune.

Questi uomini devono far fronte a una vita diversa contro la loro volontà, affrontando non solo il crollo emotivo, ma anche quello finanziario. Ma coraggiosamente, ricominciano da capo, riprendendo i cocci della loro vita e riprovando a vivere di nuovo felici. Ne avranno il diritto? Ebbene, se la risposta è sì, che gli si lascino almeno tutti i soldi che guadagnano, per stare bene.

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