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Genitori e figli dopo il divorzio: una sentenza fondamentale

Corriere del Ticino - Opinione - 26 febbraio 2010

ANDREA PROSPERO *
Alienazione genitoriale e rifiuto di concede­re il diritto di visita al genitore non affida­tario; mediazione forzata e sanzioni pena­li a chi non osserva le regole: finalmente una chia­ra sentenza del Tribunale federale che fa scuola. La disgregazione della coppia è un problema che interessa lo Stato dal momento che genera po­vertà e innesca problemi sociali. In presenza di figli minorenni, il raggiungimento della separa­zione o del divorzio non esaurisce il conflitto: an­zi lo estende dalla coppia ai figli. Figli mercifi­cati, strumentalizzati, a cui si aggrappano quei genitori che, delusi dal loro partner, insegnano che l'altro genitore è capace di far soffrire e va tenuto lontano. Anche chi non si occupa di di­ritto di famiglia è a conoscenza di lancinanti se­parazioni coniugali che coinvolgono figli mino­renni. In Ticino esiste da qualche anno l'Associa­zione genitori non affidatari (AGNA), creata con l'intento di sostenere i genitori, spesso i padri, che faticano a vedere i loro figli dopo la separa­zione o il divorzio e che promuove il principio della bigenitorialità: entrambi i genitori devono continuare a mantenere pari diritti nelle relazio­ni con i figli, malgrado l'intervenuta separazio­ne o il divorzio. Il ricorso alla giustizia risulta allora l'unica so­luzione legalmente plausibile. Ma il risultato è scoraggiante: in attesa di conoscere il verdetto del tribunale o dell'autorità tutoria passano me­si in cui i figli non vedono un genitore.
il timer, in luoghi asettici e in presenza di specialisti che giudicano se quel genitore, che fino a prima della sepa­razione godeva della piena fiducia dei propri figli, è an­cora «capace» di essere un genitore e di stare con loro. Un dramma che in alcuni casi ha portato al suicidio del padre, alla crescita di fi­gli condizionati a ritenere un genitore superfluo e pericoloso, innescando profondi conflitti di le­altà, con conseguenze disastrose per il loro svi­luppo personale.
È in questo contesto che si inserisce una senten­za che crea un importante precedente, emessa il 9 dicembre 2009 dal Tribunale federale di Losan­na (5A_457/2009).
re negativamente la relazione tra padre e figli.
Il Dipartimento di giustizia del Canton Turgo­via aveva confermato la decisione dell'autorità tutoria, precisando che qualora la madre non si fosse attenuta al rispetto del dispositivo la stes­sa sarebbe stata multata, in quanto la decisione era provvista della comminatoria dell'art. 292 CP. Il Tribunale cantonale del Canton Turgovia ha confermato la decisione del Dipartimento di giustizia. La madre ha ricorso al Tribunale fede­rale, con esito negativo per lei.

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Ampi consensi per l’autorità parentale congiunta
Dipartimento federale di giustizia e polizia

Il Consiglio federale prende atto dei risultati della consultazione

Comunicati, DFGP, 16.12.2009

Berna. In futuro l’autorità parentale congiunta sarà la regola, indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Questa proposta ha raccolto ampi consensi in sede di consultazione. Mercoledì il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione e ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un messaggio in merito alla pertinente revisione del Codice civile.

Alcuni partecipanti alla consultazione hanno proposto di rendere l’autorità parentale congiunta la regola soltanto se i genitori si accordano su una convenzione. Il Consiglio federale non ritiene opportuna una tale soluzione, poiché in tal modo il disciplinamento dell’autorità parentale potrebbe continuare a essere oggetto di trattative e tentativi di pressione. Il Governo conferma pertanto l’avamprogetto, secondo cui in caso di divorzio è mantenuta per legge l’autorità parentale congiunta.

La proposta del Consiglio federale di attribuire automaticamente l’autorità parentale congiunta in caso di riconoscimento del figlio da parte del padre è stata respinta dalla maggior parte dei partecipanti. L’avamprogetto verrà pertanto rielaborato, attribuendo come finora soltanto alla madre l’autorità parentale in caso di genitori non coniugati. L’autorità parentale congiunta sarà applicata soltanto con il consenso della madre oppure se il giudice decide in tal senso su azione del padre. Tale soluzione risponde alla logica della convivenza, nella quale gli interessati in linea di massima regolano autonomamente la loro relazione.

L’autorità parentale congiunta non è minata

In sede di consultazione, alcuni partecipanti hanno chiesto di disciplinare in misura più dettagliata i diritti dei genitori che esercitano l’autorità parentale congiunta. In particolare, il genitore che si occupa maggiormente del figlio deve disporre di competenze supplementari. L’autorità parentale congiunta significa tuttavia che i genitori prendono di principio in comune le decisioni che riguardano i loro figli. Pertanto non urge un regime speciale delle competenze decisionali; la legge disciplina unicamente come procedere in caso di questioni urgenti e quotidiane nonché in caso di disaccordo dei genitori.

Nomina di un curatore soltanto se necessario per il bene del figlio
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