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AGNA 2009
La casa dei papà PDF Stampa E-mail

20 settembre 2014 - su ReteUNO - intervista a Rudy Novena

 
finalmente una chiara sentenza del tribunale federale che fa scuola! PDF Stampa E-mail

Multa in caso di rifiuto di concedere il diritto di visita al genitore non affidatario e alienazione genitoriale, mediazione forzata: finalmente una chiara sentenza del tribunale federale che fa scuola!

Il 9 dicembre 2009 la seconda camera di diritto civile del tribunale federale di Losanna ha emesso un'importante decisione nella seguente fattispecie.

Si tratta di una coppia non coniugata, con 4 figli (di età che al momento della decisione varia dai 16 agli 11 anni).  La madre si oppone al diritto di visita. Il padre ha formalmente richiesto di avere il diritto di visita e di imporre la mediazione forzata.  L'autorità tutoria aveva raccomandato alla madre di attenersi alla convenzione sottoscritta l'8 febbraio 2001 che riguardava il diritto di visita con il padre, inoltre aveva invitato la madre a voler fissare le date per il diritto di visita e le ferie per l'anno 2008 e infine aveva invitato la madre a recarsi regolarmente insieme al padre dei propri figli ad effettuare una mediazione.  Infine la madre era stata ammonita nel senso di prendere sul serio la propria responsabilità genitoriale di fronte ai 4 figli e di impegnarsi per permettere un regolare diritto di visita e le ferie tra il padre e tutti e 4 i figli, impegnandosi a omettere tutto ciò che poteva influenzare negativamente la relazione tra i figli e il loro padre. 

L'autorità cantonale di controllo del Canton Turgovia (in quel Cantone è il dipartimento di giustizia) aveva confermato la decisione dell'autorità tutoria, precisando che qualora la madre non si fosse attenuta al rispetto del dispositivo la stessa sarebbe stata multata, in quanto la decisione era provvista della comminatoria dell'art. 292 CP. 

 

Entrambi i genitori hanno ricorso contro questa decisione al tribunale cantonale di Turgovia: la madre non voleva essere obbligata a rispettare la decisione, mentre il padre voleva che venisse ordinata anche una curatela educativa per salvaguardare il rispetto dei diritti di visita.

Il tribunale cantonale ha respinto entrambi i ricorsi e confermato la decisione del dipartimento di giustizia.

La madre ha ricorso al tribunale federale, il quale però ha confermato la decisione del tribunale cantonale.  Di seguito abbiamo estrapolato alcuni passaggi ripresi dalle argomentazioni del tribunale federale, che fanno giurisprudenza....: 

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Iniziativa per il congedo paternità PDF Stampa E-mail

congedo pat.fw

Necessario
La nascita di un figlio è un grande passo nella vita. Per la buona riuscita di questo inizio ci vuole un padre presente. Ogni padre. Non solo quelli che possono permettersi un congedo non pagato.

Al passo coi tempi
I papà di oggi vogliono assumersi le proprie responsabilità sin dall'inizio. La società addirittura glielo impone. Questo premette che sia messo a disposizione il tempo libero necessario.

Finanziabile
Il finanziamento dei 20 giorni di congedo paternità è già quasi completo perché i giorni di servizio militare sono in calo. Congedo paternità – un grande passo per i papà, un piccolo passo per l'assicurazione sociale.

Firma l'iniziativa ONLINE

Perché un'iniziativa?

Provate ad immaginarvi la seguente situazione: state per diventare papà, un evento unico e indimenticabile. Ma come regolare le assenze con il vostro datore di lavoro?

Oggi, per gli eventi che vi riguardano personalmente, il Codice delle obbligazioni riconosce un «diritto di assentarsi dal lavoro per il tempo necessario». Tuttavia non è stato definito quanto duri questo tempo e se è pagato. Questo significa che di fatto la Svizzera non ha un congedo paternità pagato. Eppure dopo la nascita la madre ha bisogno di cure, i fratelli e sorelle del neonato hanno bisogno di attenzioni e di assistenza, e il neonato vuole poter conoscere suo papà – e per bene.

È per questo che da anni le organizzazioni della società civile e le rappresentanze dei lavoratori richiedono un congedo paternità. Purtroppo né la via parlamentare, né le pressioni esercitate sulle aziende dell'economia privata sono riuscite ad ottenere risultati decisivi. Ma il consenso della società aumenta. Nel 2015 l'istituto Link, su incarico di Travail.Suisse, ha condotto uno studio rappresentativo ottenendo un risultato chiaro come il sole: l'81% è a favore di un congedo paternità pagato. Ecco dunque com'è nata l'iniziativa popolare.

L'associazione «Congedo paternità – ora!» ha lanciato in data 17 maggio 2016 l'iniziativa popolare «Per un congedo paternità sensato – a vantaggio di tutta la famiglia». L'iniziativa esige un congedo paternità pagato degno del suo nome: 20 giorni, da prendere in modo flessibile entro un anno.

Testo dell'iniziativa
Liste per le firme

 
Ci pensa papà - RSI - Falò 16.03.2017 PDF Stampa E-mail

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Thierry ha 42 anni e si occupa a tempo pieno delle figlie Sara, 15 anni e Céline 19. Dorme su un letto pieghevole in soggiorno e giorno dopo giorno cerca di reggere il peso della situazione. Luca e suo figlio Fabio,14 anni, hanno un rapporto di grande complicità. Ottenerne la custodia è stato difficile, ci sono voluti ben quattro anni di battaglie legali. Queste ed altre sono le storie di padri che allevano i loro figli da soli, affrontando quotidianamente le difficoltà di conciliare la vita privata e quella professionale.

 
Elezioni cantonali Bilancio di fine legislatura - Elogi e critiche - Auspici PDF Stampa E-mail

Cari soci e amici di AGNA,

La legislatura cantonale 2015/2019 sta per concludere e anche AGNA vuole esprimere un suo giudizio sull’operato del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio:

Giudizio purtroppo negativo!

Durante tutta la legislatura, la politica ha letteralmente cincischiato nel trattare la proposta di riorganizzazione delle autorità di protezione (ARP) sul tavolo dal dicembre 2014.

Le risoluzioni delle ARP incidono in modo importante la vita dei cittadini, in particolare quella dei bambini di genitori separati. È dal 2008 che è risaputo che alle ARP serve una riorganizzazione, ma l’impressione è che la politica non abbia veramente capito quanto questa sia importante.

E vista l’importanza del tema, questo atteggiamento non può che essere biasimato!

Per fortuna, alcuni (pochi) membri del parlamento hanno comunque avuto un’attenzione ad aspetti puntuali per noi importanti e ve li elenchiamo con i nostri piu sinceri ringraziamenti e auguri per le incombenti elezioni:

Sabrina Gendotti (PPD) ha sostenuto il nostro progetto Mu@k, per il calcolo degli alimenti proponendo con successo al parlamento, sulla base degli approfondimenti svolti che l’hanno convinta che il tema è di attualità e merita un approfondimento da parte del Consiglio di Stato.

Al CdS è stato chiesto di creare un gruppo di lavoro composto da Giudici di prima e seconda istanza, Presidenti delle Autorità regionali di protezione, avvocati, rappresentanti dei genitori non affidatari, dei genitori affidatari e dei bambini (tipo Kinderschutz, ASPI o Kinderanwaltschaft) e la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie che:

  1. affronti e approfondisca seriamente gli attuali criteri di calcolo dei contributi alimentari in favore dei figli;
  2. consideri l’opportunità di utilizzare il programma informatico mu©k sviluppato da AGNA con la collaborazione della facoltà di scienze informatiche dell’USI quale nuova base per il calcolo dei contributi alimentari in favore dei figli;
  3. allestisca un rapporto con le conclusioni del proprio lavoro e lo sottoponga al Gran Consiglio.

Massimiliano Ay (Partito Comunista) ha presentato la mozione #HeForShe: controlaviolenzasulledonne,lavorarecongliuomini che chiedealConsigliodiStatodistudiarelapossibilitàdicreareunacasa d'accoglienzae ascoltoper uominisoli.Sitrattadifornireunluogoperl'accoglienza laddovesipresentiunasituazioneprecaria,primachedivengadisperata,perl'ascoltoe l'accompagnamentodiunasofferenza,primachesirisolvainungestoirreparabilein ambitodomesticocontroledonneoiminori.
Una situazione in cui non pochi uomini si ritrovano dopo un divorzio. La mozione è ancora pendente.

Lara Filippini (UDC) ha presentato la mozione 16 ottobre 2017 presentata da deputati Lara Filippini e “Tutelare il ruolo dell’avvocato mediatore”

Luca Pagani e Maurizio Agustoni (PPD) hanno presentato l’iniziativa parlamentare “Per la regolamentazione della mediazione familiare nell'interesse della protezione del minore”

Entrambi gli atti parlamentari mettono in risalto l’importanza di questo metodo di risoluzione dei conflitti e

chiedono un riconoscimento e una protezione istituzionali del titolo di mediatore per evitare che qualsiasi persona che abbia frequentato dei corsi o meno possa improvvisarsi mediatore.
Anche, se non soprattutto, in questo campo la formazione professionale è di vitale importanza. Il parlamento ha condiviso e ha invitato il CdS ad elaborare un progetto che vada nel senso indicato dai mozionanti.

Amanda Rückert (LEGA) nella sua veste di Presidente della Sottocommissione della Legislazione ha speso molte ore per elaborare un progetto di riorganizzazione delle ARP che incontrasse il sostegno della maggioranza delle parti coinvolti. Purtroppo, con poco successo.

Matteo Quadranti (PLR) e Bruno Storni (PS) per aver sollecitato l’Ufficio presidenziale a sottoporre ancora nell’ultima sessione del parlamento la proposta di risoluzione di AGNA da indirizzare al Consiglio di Stato Basta tergiversare con la riorganizzazione delle ARP!È tempo che le istituzioni per la protezione degli adulti e dei minori agiscano nel rispetto dei diritti dei cittadini, in particolare dei bambini.

La proposta di risoluzione chiedeva:

  • Che nel gruppo di progetto che si occuperà della riorganizzazione del settore ARP recentemente istituito dal Consiglio di Stato vengano nominati anche rappresentanti delle Associazioni Civili attive in ambito di protezione dei minori e della famiglia, che, vantando anni di esperienza sul territorio e possono validamente contribuire a rendere ottimale l’organizzazione delle autorità di protezione.
  • Che ai lavori del Gruppo di progetto venga data assoluta priorità;
  • Che la sua proposta finale venga avvallata dal Governo, con il relativo messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio entro la fine di settembre 2019;
  • Che al messaggio venga data la medesima priorità da parte delle relative Commissioni nel licenziare i loro rapporti per permettere al Gran Consiglio di dibattere e decidere entro l’ultima sessione parlamentare del 2019.

Purtroppo, l’Ufficio Presidenziale ha dato più importanza alla prassi che vuole che le risoluzioni non vengono demandate di regola subito al GC ma prima passano da una commissione.

La forma a scapito della sostanza…… un ennesimo cincischiamento

Per concludere, il nostro auspicio per la prossima legislatura.

Come detto noi ci occupiamo, con il nostro sportello di consulenza ci occupiamo delle conseguenze dei divorzi e separazioni.

Il divorzio, o separazione, è un fatto giuridico che vede coinvolti volontariamente un cittadino adulto su tre
e involontariamente altrettanti bambini.

Vista la sua dimensione, ci aspettiamo la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni politiche alla riorganizzazione delle ARP, con tutto quello che vi ruota attorno.

E ci aspettiamo anche di essere coinvolti nell’elaborazione di questo progetto.

Ringraziamo per l’attenzione porgiamo i nostri più cordiali e distinti saluti.

PietroVanetti           
PresidenteAGNA                             

 
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