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L’ANSIA DEI CONTI E L’ETICA PDF Stampa E-mail
"Il Caffé" del 24.05.2009 
SIMONETTA CARATTI, vice direttore

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È pericoloso ignorare decine e decine di genitori che protestano contro le decisioni delle tutorie
, dotate di un potere enorme, quasi di vita o di morte, su quelle famiglie, giudicate “cattive famiglie”, che si vedono togliere i figli. A volte a ragione. A volte a torto. Ma di cattivo c’è anche un sistema che non funziona più. Casi critici e ricorsi raddoppiano; le tutorie non stanno al passo anche per l’incompetenza di alcuni membri; la rabbia di mamme e papà contro lo Stato aumenta.

E i malumori, complice la crisi, montano come la panna. Quando lo stipendio non basta, la tensione va scaricata e spesso a farne le spese sono i più indifesi. Un circolo vizioso di frustrazioni che sta crescendo di giorno in giorno, sotto i nostri occhi, ma nella generale indifferenza dei partiti, che a parte qualche intervento della Lega, sembrano occupati solo in alchimie contabili. Se è vero che Berna sta pensando a sgravi fiscali per quelle famiglie che lasciano i bimbi in asilo o alla tata, va anche detto che i numerosi appelli di genitori disperati sono urla nel deserto. Come quella mamma ridotta qualche mese fa ad elemosinare, in centro a Lugano, i soldi per ricorrere contro una decisione della tutoria. Silenzio e indifferenza sono un ottimo fertilizzante per far crescere quelle tensioni, di cui si nutre la violenza. Ma dalla politica non aspettiamoci troppo. Quando il partito più vicino ai valori cattolici propone di affrontare il profondo rosso della sanità tagliando le cure costose ai malati terminali oncologici… non c’è da stare allegri. Chissà quali proposte arriveranno per gestire le famiglie lacerate da dissidi o vittime di decisioni sbagliate. Forse togliere le cure ai figli? Crescere e morire con dignità deve rimanere un diritto che né bilanci né politica devono violare.
 

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