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Città protezione più professionale PDF Stampa E-mail

Cdt - 9 giugno 2012 - Lugano - di CLAUDIO MEIER

Un solo presidente, l'avv. Clarissa Torricelli, per le due Commissioni tutorie regionali Gli uffici verranno rinforzati in quantità e in competenza per fronteggiare le esigenze

Mariolini■ La Città che cresce in abbondanza cresce, purtroppo, anche nelle difficol­tà. Difficoltà che, per tutta una serie di casi e circostanze (l'età, la malattia, la famiglia, il disagio) non siamo più in grado di gestire da soli. E la Città sem­bra catalizzare o richiamare i casi più complessi. Al grido d'aiuto possono ri­spondere, tra tanti enti assistenziali, le Commissioni Tutorie. Le due di Luga­no (sedi a Breganzona e Pregassona) devono sobbarcarsi circa 2000 casi al­l'anno, in crescita esponenziale (il 50% in più nell'ultimo decennio).

La nuova legge federale, che amplia le competenze delle commissioni dando loro il nome di «Autorità Regionali di Protezione», richiede e consente degli aggiustamenti che Lugano sta imple­mentando per prima. Ecco dunque la decisione di unificare le due Commis­sioni sotto un'unica presidenza, quel­la dell'avvocato - ed ex-procuratrice pubblica - Clarissa Torricelli, attual­mente presidente della CTR 3 est.

Nota AGNA: "AGNA si rallegra che quanto auspicato anche in occasione della nostra conferenza stampa del 14 maggio 2012, venga recepito come necessario e venga applicato. Questo dimostra come se esiste la volontà i cambiamenti sono possibili in tempi brevi."

estratto da Il Quotidiano del 14 maggio 2012: guarda il video

Nel presentare le novità, la municipale Nicoletta Mariolini sottolinea che già nel 2005 lei aveva volontariamente ce­duto la sua rappresentanza quale dele­gata comunale all'assistente sociale An­drea Chiaruttini «affinché i commissa­ri della Tutoria potessero appoggiarsi a una persona a tempo pieno e con un profilo professionale ad hoc, rafforzan­do la loro indipendenza dalla politica. Devo tra l'altro ringraziare l'avvocato Forni che a luglio lascia la presidenza della CTR 8 e che ha partecipato a tut­to il dibattito anche a livello cantonale. Noi speriamo che questo passo smuo­va le acque anche altrove».

Oltre ad un presidente a tempo pieno, l'autorità luganese proporrà altre novi­tà. «Il Municipio - continua Mariolini - ha deciso di rafforzare la capacità del­le Commissioni, attraverso l'aumento della competenza, della professionaliz­zazione (con due figure al 100%) e del­le risorse, attraverso un aumento del personale, ad esempio per quello che concerne le funzioni di contabile. Quanto all'opportunità di riunire tutto in un'unica sede, anche se la massa cri­tica di abitanti e di casi c'è, bisogna com­piere una valutazione territoriale per capire se è meglio centralizzare proprio tutto o lasciare una rete più vasta».

Clarissa Torricelli apprezza «la sensi­bilità del Municipio nei confronti del­le Commissioni che lavorano a 360 gra­di per aiutare persone in difficoltà, sia adulti che minori. Il disagio purtroppo cresce costantemente, la nuova orga­nizzazione ci consentirà di essere più celeri. Operiamo in un settore di soffe­renza negli scenari più svariati e la pro­fessionalizzazione porterà grossi mi­glioramenti Finché non ci si lavora non ci si rende conto di quanti attori socia­li sono coinvolti e quanto sia importan­te averli».

Altri cambiamenti con la nuova legge? «I casi di tutela - continua Torricelli - non verranno più pubblicati sul Foglio ufficiale, per rispetto della privacy. Avre­mo maggiori competenze, ad esempio per l'interdizione delle persone o l'au­torità parentale. La nuova legge preve­de poi il mandato precauzionale, ovve­ro la persona ancora in grado di inten­dere potrà designare chi si occuperà di lei, e le direttive anticipate del pazien­te, ovvero a quali trattamenti non vor­rà essere sottoposto. Inoltre, in futuro il coniuge o il partner potrà occuparsi di questioni amministrative senza dover far capo alle Tutorie e le curatele do­vranno essere studiate «su misura».

Parti indispensabili del meccanismo sono i cosiddetti curatori privati, che si mettono a disposizione, dopo un'at­tenta selezione. Sono circa 350 a Lu­gano e possono occuparsi da uno fino a 20-30 casi. «La selezione di questi cu­ratori - sottolinea Andrea Chiarutti­ni - è molto delicata. Devono essere un connubio tra l'assistente sociale e l'economo/fiduciario. Tanti sono diven­tati o stanno diventando semi-profes­sionali ma non si può certo vivere solo di quello (vengono retribuiti 40 franchi lordi all'ora). Ci sono verifiche sistema­tiche del loro operato amministrativo, se ci sono segnalazioni di disagi vengo­no prese molto sul serio e in alcuni ca­si il curatore può essere sostituito».

«Un rischio c'è sempre - conclude Ma­riolini - ed è inevitabile. Quello che con questo nuovo sistema possiamo miglio­rare è la gestione del rischio. In futuro speriamo che si riesca sia a motivare che a ricompensare adeguatamente. È un investimento nell'interesse di tutta la società».

 

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