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Un professionista alla presidenza delle tutorie PDF Stampa E-mail

pdf1  Corriere del Ticino - Cantone - 27 settembre 2012

La determinazione di un poker di deputa­te ha avuto la meglio in Gran Consiglio nel quale la maggioranza è saldamente nelle ma­ni degli uomini. Con 56 sì, 13 no e 5 asten­sioni il plenum ha accolto la proposta di Amanda Rückert (Lega), Pelin Kandemir Bor­doli (PS), Greta Gysin (Verdi) e Giovanna Vi­scardi (PLRT) che con un emendamento han­no fortemente voluto professionalizzare la fi­gura del presidente delle Autorità regionali di protezione, ovvero delle tutorie.

In futuro questi dovranno dedicare almeno un'occupa­zione dell'80% in questo delicato compito. È questa la principale modifica introdotta dal Parlamento al progetto del Governo di Legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele che entrerà in vigore il prossimo 1. gennaio.

La novità dell'ultimo mi­nuto non è stata osteggiata dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che ha però chiesto più tempo per adeguar­si: «Propongo di lasciare tempo al Governo fino al 1. luglio 2013 per passare alla profes­sionalizzazione». Le quattro donne hanno co­sì chiesto una breve interruzione della sedu­ta per valutare la richieste e in seguito han­no detto sì a Gobbi.

La professionalizzazione è stato tema di scon­tro in aula, anche in casa PLRT tra Viscardi (favorevole) e Franco Celio (contrario). Celio ha affermato che «professionalizzare signifi­ca burocratizzare».

La riforma approvata ieri non è che la prima tappa di una riforma che si orienta verso una struttura di tipo giudiziario (mantenendo pe­rò le attuali 18 commissioni tutorie). Duran­te la prima fase il progetto prevede di modi­ficare l'autorità di reclamo, passando dall'Uf­ficio di vigilanza sulle tutele al Tribunale di appello (con la creazione di una «Camera di protezione» e il potenziamento con un giudi­ce). Nella seconda fase della riforma si pre­vede la costituzione, entro il 2018, del «Tri­bunale di famiglia», ma la sua messa in atto pratica non è stata ancora definita.

 

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