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Ora aspettiamo il Tribunale di famiglia PDF Stampa E-mail

pdf1  La Regione - Cantone - 28 settembre 2012

Tutele, Vanetti (Agna): emendamenti accolti, non ricorreremo. Killer (Atfmr): dalla politica un segnale forte

Aula_GCUn mercoledì da incorniciare per la ticinese Agna, l'Associazione genitori non affidatari. A Berna un'ampia maggioranza del Nazionale dice sì all'autorità parentale congiunta. A Bellinzona il Gran Consiglio vota gli adeguamenti normativi cantonali in materia di tutele e curatele alle nuove disposizioni federali in vigore dal prossimo 1° gennaio: soprattutto sottoscrive, a netta maggioranza, gli emendamenti formulati da quattro deputate (Rückert della Lega, Kandemir Bordoli del Ps, Gysin dei Verdi, Viscardi del Plr) e caldeggiati dall'Agna, ma anche dall'Associazione delle famiglie monoparentali e ricostituite. Tutto questo l'altro ieri. « Per noi, due ottime notizie. Per giunta in un solo giorno, che ricorderemo a lungo », gongola il presidente di Agna Pietro Vanetti. E a proposito del testo legislativo nel campo del diritto tutorio appena sfornato dal parlamento ticinese, aggiunge: « Ovviamente non ricorreremo al Tribunale federale e non lanceremo alcun referendum ».

 

Ricorso e referendum che l'Associazione genitori non affidatari aveva minacciato se il Gran Consiglio non avesse apportato correttivi agli adattamenti alle nuove norme nazionali prospettati dal governo nel messaggio dello scorso marzo. « Ci saremmo appellati a Mon Repos – riprende Vanetti – se non fossero passati gli emendamenti, che invece sono stati accolti e alla grande, cosa che francamente non ci aspettavamo ». Al referendum « rinunciamo perché il parlamento, seguendo l'invito del rapporto di maggioranza (relatore il socialista Stojanovic, ndr), ha stabilito che già entro la fine del 2014 il Consiglio di Stato dovrà elaborare proposte concrete per passare dall'odierno modello amministrativo al modello giudiziario ». Con l'istituzione di « un Tribunale di famiglia multidisciplinare ». Che è poi « il nostro obiettivo principale e che vorremmo veder realizzato al più tardi nel 2016, e non nel 2018 o più tardi come indicava il governo ».

Nell'attesa del modello giudiziario, mercoledì il Gran Consiglio ha dato luce verde a quella che è stata definita una "soluzione ponte". Con l'adozione però di misure, oggetto degli emendamenti, tese a professionalizzare le Autorità regionali di protezione, le Arp (così si chiameranno le Commissioni tutorie regionali, oggi diciotto). Dal 1° luglio 2013 infatti il "grado di occupazione" dei presidenti delle Arp "non potrà essere inferiore all'80 per cento". Presidenti, inoltre, che non potranno fungere da patrocinatori "in alcuna procedura nell'ambito del diritto tutelare". Di più. Soltanto i candidati che il Consiglio di Stato giudicherà "idonei" potranno essere nominati nell'Autorità regionale di protezione. « I politici – osserva il presidente dell'Agna – hanno capito che non ci si può più occupare di tutele a titolo accessorio. Così come hanno capito che è fondamentale contare su persone preparate, date le grosse implicazioni di carattere sociale del tema. A guadagnarci, ci si augura, saranno qualità e rapidità dei provvedimenti ». Come associazione « confidiamo quindi in una miglior gestione degli incartamenti e in decisioni rese in tempi ragionevolmente brevi da parte delle Arp » . Decisioni, auspica Vanetti, « che vengano meglio condivise dalle parti. Bisognerà perciò che i membri delle Arp lavorino anche sulla mediazione, sulla pedagogia e sulla psicologia, aspetti a cui ora, secondo noi, non si presta sufficiente attenzione ». Ma il responsabile dell'Agna guarda avanti: « Quello compiuto ieri (mercoledì, ndr) dal parlamento cantonale lo riteniamo solo il primo passo verso un Tribunale di famiglia multidisciplinare, che dovrà assolvere pure i compiti attualmente assegnati alle Commissioni tutorie regionali, autorità amministrative. Ed è per l'istituzione di questo tribunale che ora ci batteremo ».

Soddisfatta di quanto uscito dal Gran Consiglio anche Sandra Killer , segretaria dell'Associazione ticinese delle famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr). « Con il via libera a quegli emendamenti, la politica ha lanciato un segnale forte – sottolinea Killer –. La nostra speranza è che adesso si volti effettivamente pagina e si cominci a operare nell'interesse e per il bene di coloro che si rivolgono alle Commissioni tutorie regionali. Peccato che dal rapporto Affolter, che aveva già evidenziato delle lacune nell'organizzazione ticinese, siano passati diversi anni ».

 

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