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Tutorie, ad aprile l’incontro con i Comuni PDF Stampa E-mail

La Regione Ticino 22/03/2013, Pagina 4

Dopo il sì popolare alla professionalizzazione. Santini, Divisione interni: il regolamento andrà aggiornato
A.MA.

Il governo lo ha ancora ricordato di recente: col prossimo 1° luglio scatta la norma sulla professionalizzazione dei presidenti (“Grado di occupazione minimo all’80 per cento”) delle Autorità regionali di protezione, le Arp, come si chiamano da quest’anno le Commissioni tutorie regionali. Norma contestata da una settantina di Comuni tramite referendum ma poi salvata dal popolo nella votazione del 3 marzo. E con il sì alla professionalizzazione i cittadini hanno accolto anche le altre disposizioni su tutele e curatele varate dal Gran Consiglio lo scorso settembre adattando così la legislazione ticinese al riformato diritto tutorio federale, entrato in vigore in gennaio. Il 1° luglio si avvicina. Il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ha nel frattempo indetto, dietro mandato del Consiglio di Stato, un incontro con i Municipi dei Comuni sede delle Arp per discutere dei futuri “scenari”. Si terrà a Bellinzona, nel tardo pomeriggio del 24 aprile nella sala del parlamento cantonale. Le convocazioni sono appena partite.

« Per dare il la alla discussione », dice dal Dipartimento istituzioni il titolare della Divisione degli interni Guido Santini , il governo prospetta « due scenari di fondo ». Che sono quelli ipotizzati nella nota stampa di un paio di settimane fa in cui l’Esecutivo manifestava l’intenzione di organizzare in tempi brevi una riunione con gli enti locali. Ovvero: “Diminuire il numero dei presidenti demandando al ‘professionista’ il compito di svolgere la propria attività su più comprensori; ridurre il numero delle Arp”. L’importante, riprende Santini, « è arrivare con i Comuni attualmente sedi delle Autorità regionali di protezione a una soluzione condivisa ». Ovviamente, aggiunge il responsabile della Divisione interni, « siamo pronti come Dipartimento ad approfondire eventuali proposte alternative a quelle da noi indicate ».

Quanto emergerà dall’incontro del prossimo mese servirà anche a impostare la revisione del regolamento riguardante l’applicazione dell’organizzazione e della procedura in materia di tutele e curatele. « Andrà aggiornato – aggiunge Santini – alla luce delle disposizioni uscite dal parlamento nel settembre del 2012, successivamente approvate in votazione popolare, e alla luce di ciò che scaturirà dalla riunione che avremo con i Comuni ». Del resto, come afferma la nuova legge, è il regolamento che “definisce i comprensori giurisdizionali e le sedi” delle Arp. Comprensori che dovranno essere “sufficientemente popolati al fine di garantire l’occupazione minima dei presidenti come previsto dalla presente legge”. E quest’ultima prevede quanto segue: “Il presidente dell’Autorità regionale di protezione deve essere licenziato in diritto e il suo grado di occupazione non potrà essere inferiore all’80 per cento”. Questo e altro stabilisce la ‘Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto’. Il testo è stato pubblicato sul ‘Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi’ del 15 marzo, alcuni giorni dopo l’esito delle urne.

E quello popolare è stato un verdetto chiaro: quasi il cinquantasette per cento dei votanti ha avallato la riforma, inclusa la professionalizzazione delle Autorità regionali di protezione. Soddisfatte fra gli altri l’Associazione dei genitori non affidatari (Agna), presieduta da Pietro Vanetti , e quella delle famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr). Le due associazioni, aveva dichiarato Vanetti alla Regione commentando a caldo il risultato delle urne, “sono ora pronte a collaborare con il Consiglio di Stato e i Comuni alla stesura del regolamento di applicazione”. Verranno coinvolte anche Agna e Atfmr? « Per il momento – rileva Santini – la direzione del Dipartimento intende privilegiare i rapporti istituzionali fra Cantone e Comuni ».

 

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