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Tutorie, il presidente itinerante PDF Stampa E-mail

Incontro il 24 aprile 2013 fra Dipartimento e Municipi. Tra i nodi i costi della professionalizzazione

di Andrea Manna

article4 1Il Dipartimento istituzioni ha presentato ai Comuni sede delle Arp un progetto di regolamento per l’applicazione delle nuove norme in materia di tutele.

La futura organizzazione Tutele, il Dipartimento istituzioni ha confezionato un progetto di regolamento e ieri a Bellinzona lo ha illustrato ai rappresentanti dei Municipi dove hanno sede le Arp, le Autorità regionali di protezione (ex Commissioni tutorie regionali). Quanto sfornato dal Dipartimento è una revisione del precedente regolamento. Revisione necessaria per poter applicare le norme – in particolare quelle sulla professionalizzazione dei presidenti delle Arp –che il Gran Consiglio ha varato lo scorso settembre, adattando la legislazione ticinese al riformato diritto tutorio federale. Il pacchetto di regole uscito dal parlamento è stato avallato in marzo dal popolo dopo il referendum lanciato da una settantina di Comuni contrari alla professionalizzazione. Le disposizioni riguardanti quest’ultima scatteranno a breve: dal 1° luglio il “grado di occupazione” dei presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. L’incontro con i Municipi si è svolto nel tardo pomeriggio nella sala del Gran Consiglio. Dalla riunione – tenutasi rigorosamente a porte chiuse – è emersa anche quella che sarà verosimilmente la futura organizzazione. Il numero delle Autorità regionali di protezione – oggi 17/18– – resterà sostanzialmente immutato. Una diminuzione minima. Peraltro già avvenuta, dopo che tra i Comuni sede Bellinzona e Giubiasco hanno dato vita di recente a una sola Arp. Si ridurrà invece in maniera importante il numero dei presidenti delle Autorità: in pratica verrebbe dimezzato. Ci saranno persone alla testa di più Arp e dei rispettivi comprensori. Saranno, come sono stati definiti, presidenti itineranti.

Gli scenari

Spiega il capo delle Istituzioni Norman Gobbi , reduce dall’incontro: «Oggi (ieri, ndr) volevamo sapere anche, come Dipartimento, quale soluzione preferissero i Municipi: fusioni di due o più Arp, in modo da avere dei comprensori di Comuni maggiormente ampi di quelli odierni, tali da giustificare la presenza (e i relativi costi) di presidenti con un grado di occupazione minimo all’ottanta per cento, oppure presidenti itineranti? A parte quei Comuni sede le cui Autorità regionali di protezione hanno già presidenti con un grado di occupazione sopra l’ottanta per cento, penso a Lugano e a Locarno, e a parte Bellinzona e Giubiasco, che hanno nel frattempo costituito un’unica Arp, gli altri optano per una presidenza itinerante». In altre parole, diverse (due o più) Autorità regionali di protezione «condivideranno» un solo presidente. Il che significa che le attuali sedi delle Arp non spariranno. «I Comuni vogliono salvaguardare quel principio di prossimità con i cittadini, che io sottoscrivo, sul quale molti enti locali avevano posto l’accento in occasione della votazione popolare di marzo», aggiunge il titolare del Dipartimento istituzioni. Rimane da chiarire la situazione «dei Comuni sede di Agno e Paradiso, dato che nell’incontro nessuno ha voluto esprimersi». Il Dipartimento «ritiene che i comprensori delle due Arp debbano avere una presidenza itinerante, anche per motivi d’ordine finanziario». E quello finanziario è stato uno degli argomenti principali affrontati ieri. Il grosso dei costi legati alla professionalizzazione «ricadrà purtroppo sui Comuni», commenta al termine dell’incontro il sindaco di Biasca JeanFrançois Dominé . È che il Gran Consiglio, osserva Gobbi, «quando ha votato le disposizioni sulla professionalizzazione non ha adeguato, per questa voce, le risorse del mio Dipartimento. Cercheremo di racimolare i mezzi finanziari da destinare al contributo cantonale». Il 1° luglio, allorché entreranno in vigore le norme sulla professionalizzazione, si avvicina. «In questa riunione – sostiene il consigliere di Stato – abbiamo intanto dato ai Municipi delle indicazioni, per esempio sulla procedura di nomina dei presidenti: se chi ora è in carica è disposto a passare a un grado di occupazione di almeno l’ottanta per cento, si potrebbe derogare al concorso, ma in questa fase, come misura transitoria. Ciò detto, affineremo ora il progetto di regolamento, anche per quel che riguarda la questione dei costi. Invieremo poi il testo ai Municipi. Dopodiché lo metteremo in vigore. Spero al più presto».

 

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