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Ai Comuni il regolamento sulle Tutorie PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Maggio 2013 12:59
La Regione - 17 maggio 2013 - Cantone
di Andrea Manna

‘Attendiamo le loro osservazioni. L’auspicio del Dipartimento istituzioni è di sottoporre a breve all’approvazione del governo le modifiche indicate’.

Guido_SantiniIl testo è in consultazione. La scorsa settimana il Dipartimento istituzioni ha trasmesso ai Comuni sede delle Autorità regionali di protezione (Arp) il progetto di modifica del Regolamento di applicazione della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Modifica necessaria per dar seguito alle norme sulla professionalizzazione delle stesse Arp, nel senso che dal prossimo 1° luglio il “grado di occupazione” dei loro presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. Così ha voluto il Gran Consiglio nel settembre del 2012 adeguando la legislazione ticinese al nuovo diritto tutorio federale, in vigore dal 1° gennaio.

«Aspettiamo ora le osservazioni dei Comuni», dice dal Dipartimento il responsabile della Divisione interni Guido Santini: «Sono stati invitati a prendere posizione in tempi brevi, dato che come abbiamo scritto loro il Dipartimento istituzioni intende ancora questo mese sottoporre all’approvazione del Consiglio di Stato le modifiche del regolamento». Il testo inviato ai Comuni sede delle Arp (come si chiamano da quest’anno le Commissioni tutorie regionali) «corrisponde nelle grandi linee a quello che abbiamo presentato nell’incontro del 24 aprile». Santini allude alla riunione indetta dai vertici del Dipartimento con i Comuni e svoltasi a Bellinzona nella sala del Gran Consiglio.

Nel frattempo il ministro Norman Gobbi ha risposto alla lettera del Comitato battutosi, con successo, per il sì alla professionalizzazione delle Arp in vista della votazione popolare del 3 marzo scorso. Composto fra gli altri dalle associazioni Genitori non affidatari e Famiglie monoparentali e ricostituite, il Comitato aveva scritto al capo del Dipartimento istituzioni dopo l’incontro del 24 aprile, chiedendo spiegazioni in merito anche alla designazione dei presidenti delle Arp. Annota al riguardo Gobbi: “I presidenti già in attività al 30 settembre 2012 – la cui carica scade solo nel 2016, salvo loro dimissioni – e che ossequiano le condizioni della legge e del regolamento, qualora disponibili per incrementare la loro attività quantomeno all’80 per cento, potranno essere confermati senza la procedura di concorso e ciò in applicazione della legge”. Inoltre Dipartimento e Comuni sede “sono giunti alla conclusione che la migliore soluzione ‘transitoria’ per ossequiare il mandato parlamentare, fosse il mantenimento delle vigenti 17 Arp con 8 presidenti, di cui 6 itineranti”.

pdf1 lettera di risposta dell' on. Norman Gobbi

 
 

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