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Festa del papà ? PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Marzo 2014 23:14

È la Festa del Papà ma come ogni anno tanti padri separati o divorziati la dovranno festeggiare da soli.

Ma anche chi potrà godere della compagnia dei propri figli sa che per un giorno in più trascorso con loro, ci sono settimane in cui non li vede. Tanti parlano della "qualità" del tempo che trascorri con i figli e vogliono convincerci che non è importante quanto tempo passi con loro ma come lo passi. Ebbene non siamo d'accordo, e come noi la pensano molti altri padri.

Qualcuno ha scritto: "l'aspetto più importante della paternità è la presenza e il tuo sguardo sul bambino. Quando gioca dice sempre: "Papà, guardami!". Questo gli fa capire che gli vuoi bene e che sei con lui e questo gli permette di crescere autonomo e sicuro".

Ma per tante madri e purtroppo anche per Pretori e avvocati questo non conta, secondo loro conta la "qualità" del tempo che si trascorre assieme. Ma fateci il piacere!

Certo che se cominciassero con il lasciarci qualche soldino in più in tasca, si potrebbe anche fare qualcosa di più interessante che non andare sempre al parco giochi... ma questo è un argomento tabù. Non bisogna lamentarsi, perché guai a dire che noi padri abbiamo pochi soldi, eh no, perché se lo diciamo siamo i cattivi, quelli che affamano le ex-mogli, poverine, siamo quelli che le condannano ad una vita di stenti.

 

Dobbiamo finirla con tutti questi luoghi comuni, noi diamo quello che possiamo e anche di più: pensateci bene. Nel contributo alimentare viene calcolata anche la nostra tredicesima (chi ce l'ha). I più fortunati di noi hanno i figli, tra fine settimana e vacanze, circa 1 mese e mezzo all'anno se non 2. Le nostre ex ricevono gli alimenti per i figli anche per quei 2 mesi in cui noi siamo con i figli. I ragazzi mangiano anche quando sono con noi e non solo con loro. Usano il letto, la doccia, guardano la TV, insomma "costano" anche a noi.

So che la stragrande maggioranza di noi pagherebbe ancor di più per poter passare più tempo con i figli, ma quello che conta è il concetto: se i figli costano quando sono con la madre affidataria che li cura (e noi paghiamo per questo), costano anche quando sono con noi e nessuno ci paga, anzi paghiamo due volte!

A Berna è in atto la revisione del diritto al mantenimento dei figli, per noi è l'occasione per rivendicare il diritto di poterci occupare della cura e della educazione dei nostri figli, al pari delle madri, e non essere solo il loro "bancomat". Cari padri, ora più che mai dobbiamo sforzarci di far sentire la nostra voce, ora più che mai è il momento di non mollare, di lottare per i nostri diritti e per quelli dei nostri figli. Perché un domani non si trovino anche loro nella nostra stessa situazione.

Essere padri è comunque un'esperienza unica che vale la pena di essere vissuta. Ma ci vogliono le condizioni affinché anche in caso di separazione si possa continuare a "vivere" la crescita del proprio figlio, altrimenti ci riduciamo ad essere dei semplici "donatori di sperma", facendo trionfare quello stupido (a distanza di 40 anni possiamo dirlo) slogan delle femministe di allora che rivendicava la "proprietà" dell'utero, quando asserivano che il maschio non aveva alcun diritto. Salvo poi, 50 anni dopo, non farsi alcun problema ad "affittare" lo stesso utero per denaro...

Buon 19 marzo, buona Festa del Papà.

E buona fortuna a tutti

I membri del comitato di AGNA

Lugano 16/03/2014

 
 

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