-->
             
Relazione sulla nostra Assemblea de soci AGNA PDF Stampa E-mail

Circa la metà dei matrimoni oggi termina con un divorzio. Questo significa che la metà dei mariti e delle mogli, ad un certo punto della loro storia, decidono di prendere strade diverse. Nella gran parte dei casi, i mariti e le mogli sono anche padri e madri. Così i figli devono seguire soltanto uno dei genitori e lasciare l'altro.L'affido, salvo casi estremi, viene sempre dato alla madre.

La legislazione esistente per regolare i nuovi rapporti tra ex marito ed ex moglie è, in materia di figli, del tutto squilibrata a favore della madre e finisce col privare il padre di ogni diritto. Sono centinaia i casi nel solo Ticino in cui questa evidenza è dolorosamente dimostrata. Basta una decisione della madre – partecipare a una festa di famiglia, mandare il figlio a una giornata sportiva – e il padre non vedrà i bambini per un mese intero. E questo se i rapporti tra i due ex non sono particolarmente difficili. Altrimenti la situazione è ben peggiore.

 

Il risultato più evidente mostrato dalla statistica è che gran parte dei genitori non affidatari finisce per non vedere più i figli. Statistica. Legislazione sbagliata. Procedure farraginose. Totale assenza di garanzie a danno di persone già colpite nel cuore degli affetti. Davanti a questo, esiste la risposta della rabbia o quella dell'impegno. L'Agna – Associazione genitori non affidatari – ha scelto la seconda strada. La lotta si svolge tutta a livello giuridico, promuovendo iniziative, tavoli di lavoro, scambi con ambienti della politica per mettere in atto quegli indispensabili aggiustamenti della legge che potrebbero evitare questa radicale cesura tra padri e figli.

Giovedì scorso – 3 aprile – si è svolta a Mezzovico l'annuale assemblea dei soci di questa associazione. La relazione del presidente – Pietro Vanetti – ha messo in evidenza i numerosi tentativi fatti per favorire il cambiamento di situazioni di evidente ingiustizia. Ad esempio l'impegno profuso dall'associazione nella modifica di legge relativa alle norme sulle tutele e curatele, dell'impegno a livello nazionale in seno all'associazione mantello svizzera sulla bi-genitorialità GeCoBi. Il segretario operativo, Rudy Novena ha invece condiviso coi soci gli importanti aspetti di lavoro in rete con le altre associazioni presenti in Ticino, di cui lui si occupa, descrivendo la ricchezza di risorse che questo comporta per il soci AGNA e i loro figli.

L'Agna offre anche un importante servizio gratuito di consulenza di tipo psicologico e giuridico, di cui ha riferito il signor Simone Banchini quale responsabile dello sportello. A questo servizio hanno ricorso quest'anno 70 persone. Per la maggior parte di loro, la difficoltà principale era quella di non riuscire a vedere abbastanza i figli, di essere bloccati da continui ostacoli giuridici che distruggono il loro diritto ad essere padri. Il tempo è sempre troppo poco. Per questo, nel corso della serata è stata presentata una interessante relazione da Nicoletta Ferri, coordinatrice per la CCG conferenza cantonale dei genitori e formatrice e arteterapeuta IRG, che ha spiegato come si possono cercare di valorizzare al massimo i pochi momenti concessi. La "qualità" del tempo trascorso coi figli non può in nessun modo sostituire la "quantità", ma può lenire alcune ferite e soprattutto favorire il ruolo educativo del padre, che viene marginalizzato o sostituito dalla nuova presenza maschile accanto alla madre.

Ci sono casi però in cui i bambini sono coinvolti in situazioni violente, come testimoni o a loro danno.

Gli organizzatori della serata hanno per questo invitato per una relazione il Commissario Marco Mombelli della Sezione reati contro l'integrità delle persone (SRIP). Molti sono gli elementi portati dal funzionario, ad esempio alcuni chiarimenti su come si deve svolgere un interrogatorio su un minore o quali sono gli strumenti in mano a questi inquirenti per aiutare i bambini coinvolti in queste situazioni. Anche in questo settore la legge non tutela il padre. Basta un'accusa infondata per far sospendere il diritto di visita. Gli accertamenti richiedono tempo, esiste un iter giuridico che potrebbe durare un anno o due, durante i quali il padre non potrà vedere i figli. Se anche al termine del percorso verrà riconosciuto innocente, si troverà a dover colmare un vuoto immenso, sempre che un recupero sia ancora possibile. Il danno è incalcolabile e la colpa non certo degli operatori, ma, ancora una volta, delle lacune del sistema che va cambiato.

C'è stato un acceso dibattito al termine della serata, è emersa fatica, è emersa rabbia, ma soprattutto determinazione e buon senso e molte capacità da mettere in campo per cercare di migliorare la situazione. È un lavoro che richiederà decenni, ma i risultati portati a casa ogni anno da associazioni come l'AGNA fanno ben sperare.

 

Fai una donazione libera

Enter Amount:

Contribuisci con la tassa sociale