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Costretti a fare i genitori: capita ai figli di divorziati PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Ottobre 2014 20:57

Da 20 minuti del 9 ottobre 2014

Dopo il divorzio molti genitori si attaccano ai figli in
maniera morbosa. Una tendenza potenzialmente molto pericolosa.

20min-9-10-2014«Vai, vai pure, io starò benissimo» dice mamma alla figlia 17enne. Lei però sull’uscio esita un attimo e la guarda, sdraiata sul divano mentre segue una serie tv qualsiasi. I suoi si sono lasciati da poco, papà sta con un’altra ma invece, lei, è sola. Anche se sostiene il contrario si vede benissimo che sta male, i segnali sono evidenti. «A volte mi abbraccia e non mi vuole più lasciare andare. Ora come ora non ha più nessun altro!». Un caso, il suo, che non è isolato, come ci conferma lo psicoterapeuta Matthias Zingg:

«Almeno un terzo dei figli digenitori divorziati finiscono per trovarsi in una situazione del genere». Mamma e papà separati sono tendenzialmente più instabili a livello emotivo e, inconsciamente, si attaccano ancora di più ai loro figli. Una dinamica che, però, non è sana:

«I genitori non dovrebbero essere deboli e dipendenti emotivamente da loro, ma piuttosto il contrario: devono essere ben presenti per aiutarli in una situazione difficile».

Daniela Melone, direttrice del centro di Consulenza per genitori, chiama questo processo «parentification» proprio perché i figli diventano spesso e volentieri dei sostituti – a livello puramente emotivo – del partner che non c’è più. Una pressione, spesso anche morbosa, e un peso che molti semplicemente non riescono a sopportare. «Riceviamo ogni settimana almeno 5 chiamate al 147 di giovani e giovanissimi che soffrono per questo tipo di situazione, il 15% in più rispetto all’anno scorso». Una deriva di questo tipo, se non risolta può causare gravi scompensi come ansia, bassa autostima, problemi comportamentali e depressione».

 
 

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