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Divorzio Il Nazionale si piega Sì alla custodia alternata PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Marzo 2015 10:18
 
 
Ctd 18 03 2015Nel Codice civile anche questo modello di affidamento dei figli.La modifica del Codice civile volta a rafforzare il diritto dei figli al mantenimento a prescindere dallo stato civile dei genitori è un buon mezzo per promuovere anche la custodia alternata, ossia quella situazione in cui i genitori separati esercitano non solo in comune l’autorità parentale, ma si dividono anche l’affidamento dei figli per dei periodi più o meno uguali (possono essere fissati in giorni, settimane o mesi) in maniera appunto alternata.
 
Dopo aver rifiutato per ben due volte questo principio, il Consiglio nazionale, con 103 voti contro 71 e 4 astenuti, ieri ha infine deciso di introdurlo nella revisione, eliminando così l’ultima divergenza che l’opponeva agli Stati.
La maggioranza ha introdotto due disposizioni che rafforzano la possibilità di una custodia alternata e il diritto del bambino a intrattenere regolarmente relazioni personali con entrambi i genitori. L’obiettivo non è di costringere i giudici ad optare per la custodia alternata, ma di sostenere questo tipo di affidamento, è stato sottolineato più volte durante il dibattito.
 
«Un primo passo»
 
Ciò non ha mancato di far storcere il naso all’Associazione dei genitori non affidatari, che per bocca del presidente della sezione ticinese Pietro Vanetti ha parlato di «un primo passo verso il riconoscimento di una bigenitorialità moderna», in cui non si fissano più due ruoli distinti, ma si riconosce che entrambi «sono utili e indispensabili» per crescere i figli.
 
A Vanetti spiace la formula potestativa, per cui la custodia alternata è una soluzione che il giudice può decidere. «Avremmo voluto invece che, come per l’autorità parentale congiunta, fosse data come situazione di partenza». Per ovviare a questa mancanza l’AGNA sta elaborando un’iniziativa popolare, che dovrebbe essere lanciata nei prossimi mesi.
 
La minoranza è invece rimasta ferma sulla posizione precedente, ritenendo che non sia necessario esplicitare i modelli di affidamento, poiché già oggi i tribunali cercano la soluzione migliore per il bene dei bambini e di conseguenza non vi è motivo di favorire un particolare sistema di custodia rispetto a un altro.
Le due Camere avevano invece già trovato un’intesa su tutti gli altri punti della revisione del Codice civile. Grazie alle nuove disposizioni, i figli di genitori separati che non sono mai stati sposati non saranno sfavoriti rispetto ai figli di coppie divorziate. I figli di genitori separati, sposati o meno, avranno così tutti diritto a un contributo per il mantenimento. Non ci sarà però alcun contributo minimo. In futuro inoltre il mantenimento dei figli minorenni prevarrà sugli altri obblighi di mantenimento del diritto di famiglia.
 
 

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