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Rendere più flessibile il concetto di nucleo famigliare PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Novembre 2016 15:52

Dopo il divorzio l’affidamento alternato ha molti vantaggi.
Di Oliver Hunziker - GeCoBi

hunziker oliver 2016A partire dal 1. Gennaio 2017, con l’entrata in vigore del nuovo diritto al mantenimento i genitori separati, ma anche i loro figli, possono richiedere al giudice di valutare se, per il bene del figlio, sia opportuno disporre dell’affidamento alternato.

Settimana scorsa e stato reso noto uno studio dell’università di Ginevra, condotto dalla professoressa di diritto Michelle Cottier che arriva alla conclusione che la svizzera non è ancora pronta per accogliere un tale modello.

L’associazione Svizzera per la bigenitorialità GeCoBi, dalla sua costituzione nel 2008 si impegna per l’affidamento alternato.

Ma l’obiettivo non è farlo diventare la regola.

La richiesta è piuttosto che l’affidamento alternato venga esaminato come primaria opzione -  e quando è nell’interesse dei figli venga sempre disposto.

Ad oggi la prassi in uso, in caso di divorzio, è che i figli vengono affidati alla madre e al padre viene garantito un ampio diritto di visita e imposto il dovere del mantenimento dei figli e spesso anche della moglie.

Tradotto dal linguaggio giuridico “ampio diritto di visita” nella realtà significa due giorni ogni due settimane, ed una parte delle vacanze scolastiche.
Dei 30 giorni di un mese i bambini ne trascorrono solo 4 con il padre.

Secondo studi internazionali condotti da più di vent’anni ciò non è sano per i bambini, per il semplice fatto che in così breve tempo non riescono ad istaurare il rapporto necessario con una figura di riferimento così importante per loro, quale è il padre.  

In tale contesto va perso uno stimolo molto importante per il loro sviluppo.

Molti nuclei famigliari in svizzera vivono secondo il modello classico (madre a casa a curare i figli, padre al lavoro a tempo pieno)

Alcuni lo scelgono consapevolmente, più spesso però vi ci sono costretti da fattori esterni.

Quando uno dei genitori guadagna nettamente meno o sceglie di dedicarsi principalmente alla cura dei figli dopo la nascita,
all’altro genitore, per far fronte ai costi della famiglia non resta che compensare la minore entrata lavorando di più

E così scatta la trappola del modello classico. ...

 

Si tratta comunque di una decisione presa di comune accordo tra due persone adulte.

Pertanto, in caso di separazione dovrà essere rinegoziata.

Oggi anche in un modello classico i ruoli non sono ben definiti.

Un padre, anche se lavora 60 ore a settimana, è pur sempre a casa per più di 100 ore, e per tanto dedica anche lui molto tempo da alla cura e all’educazione dei figli.

Tuttavia, in caso di separazione questo suo impegno non gli viene riconosciuto.

Le spese non hanno una grossa incidenza

Che l’affidamento alternato non è sostenibile economicamente è una grossa bugia.

Già oggi, in casa dei padri separati i figli hanno la loro cameretta e i loro giocattoli.

Il modello di affidamento non incide sui costi ma sul reddito.
Un affidamento alternato permetterebbe ad entrambi i genitori di continuare a lavorare o a riprendere un lavoro.

Con una occupazione di entrambi al 60% le entrate sarebbero superiori a quelli conseguite da un solo genitore occupato al 100.
 
La dipendenza dal ex-partner cadrebbe, un aspetto psicologico di non poco conto che può aiutare ad attenuare il conflitto.

Michelle Cottier arriva alla conclusione che “i conflitti sono veleno per l’affidamento alternato”.


In realtà i conflitti tra genitori sono veleno per lo sviluppo dei figli.

Ma i conflitti hanno poco a che vedere con il modello di affidamento.  

Molti conflitti tra genitori potrebbero essere risolti se entrambi riuscissero a combinare responsabilità famigliare con indipendenza economica e soddisfazione lavorativa.

Se l’affidamento alternato fosse il modello prevalente, allora i genitori si organizzerebbero da subito   in tal senso.

Bisogna trovare il giusto equilibrio.  

Le leggi influenzano le comunità.

Le comunità evolute necessitano di leggi adeguate.

Solo così possiamo continuare a svilupparci.

Oliver Hunziker
Informatico divorziato, padre di due figli maschi adulti, e presidente della GeCoBi.

 
 

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