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Tg2 Insieme 3 mar 2015 | L'affido dopo il divorzio

con la partecipazione del  Dr.med.  Vittorio Vezzetti

Uno sguardo all'estero, in nazioni dove l'affido condiviso è già realtà da molto tempo.

 
Tutele, dalle Arp alle Preture

da - La Regione - 24 dicembre 2014

Paolo Ascierto e Andrea Manna

Il governo fa i compiti: bilancio e proposte. Gobbi alla ‘Regione’: ora il parlamento decida entro la fine del 2015.

Tutele e curatele: il 1° giugno 2018 si passerà al modello giudiziario, con le Preture competenti dell’applicazione delle disposizioni in materia di protezione del minore e dell’adulto. È lo scenario proposto dal Consiglio di Stato nel corposo messaggio (una trentina di pagine) varato ieri all’indirizzo del parlamento. Un messaggio confezionato dal Dipartimento istituzioni e sollecitato dal Gran Consiglio. Che nella legge modificata nel 2012 per adattare le strutture ticinesi al riformato diritto tutorio federale ha inserito una norma transitoria, in base alla quale il governo avrebbe dovuto, entro la fine di quest’anno, fare due cose. La prima: allestire un rapporto sull’“efficacia” della nuova organizzazione cantonale, scattata il 1° gennaio 2013 e caratterizzata da tre elementi, ossia le Autorità regionali di protezione (Arp), che hanno preso il posto delle Commissioni tutorie regionali; la professionalizzazione dei rispettivi presidenti, il cui grado di occupazione non deve essere inferiore all’80 per cento e la Camera di protezione, la quale, in seno al Tribunale di appello, si pronuncia sui ricorsi contro i provvedimenti delle Arp, vigilando nel contempo sul loro operato per il tramite di ispettori. La seconda cosa: suggerire “i necessari adeguamenti legislativi” per la riorganizzazione delle Autorità regionali di protezione “in autorità giudiziaria”.

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Arriva il messaggio del Consiglio di Stato - ARP verso il giudiziario

Trasmissione del 24 dicembre 2014 - RSI - Quotidiano

Il rapporto del direttore del Dipartimento delle Istituzioni DI, Norman Gobbi ha pubblicato il "Rapporto del Consiglio di Stato in materia di protezione del minore e dell’adulto e proposte legislative per la riorganizzazione del settore".

Pubblicheremo al più presto la documentazione completa, per il momento vi lasciamo alle prime impressioni "a caldo".

 
Mozione parlamentare urgente

tratto dal sito ufficiale del  Dr. Orlando Del Don:  http://www.orlandodeldon.ch/

Un caso di malagiustizia e di disfunzionamento nella gestione delle pratiche assunte dall’ Autorità Regionale di Protezione (ARP) e dall’ Ufficio Autorità di Protezione (UAP). Occorre intervenire.

Da parecchio tempo le associazioni che si occupano di problemi familiari dovuti a conflitti ingenerati da  separazione o divorzio ricevono testimonianze di “malagiustizia” nella gestione delle pratiche da parte delle Autorità Regionali di Protezione (ARP) e dell’Ufficio Autorità di Protezione (UAP). Succede a volte che spinti dalla disperazione i cittadini denuncino i loro problemi attraverso i media provocando sul momento reazioni indignate da parte della  popolazione e spesso anche da parte di alcuni politici. Peraltro poi, purtroppo, altri argomenti e temi caldi si sovrappongano a far notizia …. con la inevitabile conseguenza che le reazioni di questi cittadini passano poi in secondo piano e  vengono dimenticate, mentre purtroppo i problemi rimangono e la sofferenza regna sovrana. Con l’inevitabile esito che, regolarmente, il tutto viene rimandato sine die e che l’impegno a voler affrontare seriamente e sistematicamente queste modalità di intervento si stempera e si accantona per la buona pace di tutti … lasciando dietro di se inevitabili strascichi di sofferenza, iniquità e sfiducia della popolazione nelle istituzioni pubbliche preposte.

Nei giorni scorsi l’Associazione Genitori Non Affidatari  (AGNA), da anni attiva nella consulenza di coppie conflittuali con figli a carico, ha segnalato pubblicamente un caso emblematico quanto urgente e grave. Nel fare ciò la stessa associazione ha posto un quesito di peso alle autorità preposte –  dal titolo “A chi tocca verificare l’operato delle ARP e dell’UAP?” – sottoponendolo ai Dipartimenti delle Istituzioni,  della Socialità e Sanità, ai Municipi dei Comuni Ticinesi, ed ai membri del Parlamento, tutto ciò focalizzando l’attenzione su quello che a loro avviso sembrerebbe essere “l’ ennesimo caso di gestione sconcertante da parte dell’UAP e della ARP3 di Lugano-Breganzona”.  Situazione questa che, come segnalato e ribadito dalla stessa Associazione “avrebbe come protagonista una bimba di sei anni, strappata improvvisamente alla famiglia affidataria in cui viveva da 5 anni e posta in affidamento in un’altra famiglia, tutto ciò senza un`adeguata preparazione  degli operatori sociali coinvolti nella situazione, e con il risultato che la nuova famiglia non ha più potuto tenerla dopo soli due mesi,  per poi, come fosse un oggetto, essere inserita presso il CPE di Stabio in attesa di essere poi definitivamente affidata ad un foyer del Mendrisiotto che però avrebbe avuto difficoltà a causa della non disponibilità nell’accogliere stabilmente la bambina”. Sempre AGNA denuncia ancora, cito: “Altra grave decisone dell`UAP e dell`ARP 3, è stata quella di impedire, senza una ragionevole  giustificazione,  al padre, alla zia e alla nonna paterna – con la quale la piccola trascorreva regolarmente e da sempre i fine settimana – di  incontrare  e di sentire  la  loro figlia e nipote”.

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