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Mozione parlamentare urgente

tratto dal sito ufficiale del  Dr. Orlando Del Don:  http://www.orlandodeldon.ch/

Un caso di malagiustizia e di disfunzionamento nella gestione delle pratiche assunte dall’ Autorità Regionale di Protezione (ARP) e dall’ Ufficio Autorità di Protezione (UAP). Occorre intervenire.

Da parecchio tempo le associazioni che si occupano di problemi familiari dovuti a conflitti ingenerati da  separazione o divorzio ricevono testimonianze di “malagiustizia” nella gestione delle pratiche da parte delle Autorità Regionali di Protezione (ARP) e dell’Ufficio Autorità di Protezione (UAP). Succede a volte che spinti dalla disperazione i cittadini denuncino i loro problemi attraverso i media provocando sul momento reazioni indignate da parte della  popolazione e spesso anche da parte di alcuni politici. Peraltro poi, purtroppo, altri argomenti e temi caldi si sovrappongano a far notizia …. con la inevitabile conseguenza che le reazioni di questi cittadini passano poi in secondo piano e  vengono dimenticate, mentre purtroppo i problemi rimangono e la sofferenza regna sovrana. Con l’inevitabile esito che, regolarmente, il tutto viene rimandato sine die e che l’impegno a voler affrontare seriamente e sistematicamente queste modalità di intervento si stempera e si accantona per la buona pace di tutti … lasciando dietro di se inevitabili strascichi di sofferenza, iniquità e sfiducia della popolazione nelle istituzioni pubbliche preposte.

Nei giorni scorsi l’Associazione Genitori Non Affidatari  (AGNA), da anni attiva nella consulenza di coppie conflittuali con figli a carico, ha segnalato pubblicamente un caso emblematico quanto urgente e grave. Nel fare ciò la stessa associazione ha posto un quesito di peso alle autorità preposte –  dal titolo “A chi tocca verificare l’operato delle ARP e dell’UAP?” – sottoponendolo ai Dipartimenti delle Istituzioni,  della Socialità e Sanità, ai Municipi dei Comuni Ticinesi, ed ai membri del Parlamento, tutto ciò focalizzando l’attenzione su quello che a loro avviso sembrerebbe essere “l’ ennesimo caso di gestione sconcertante da parte dell’UAP e della ARP3 di Lugano-Breganzona”.  Situazione questa che, come segnalato e ribadito dalla stessa Associazione “avrebbe come protagonista una bimba di sei anni, strappata improvvisamente alla famiglia affidataria in cui viveva da 5 anni e posta in affidamento in un’altra famiglia, tutto ciò senza un`adeguata preparazione  degli operatori sociali coinvolti nella situazione, e con il risultato che la nuova famiglia non ha più potuto tenerla dopo soli due mesi,  per poi, come fosse un oggetto, essere inserita presso il CPE di Stabio in attesa di essere poi definitivamente affidata ad un foyer del Mendrisiotto che però avrebbe avuto difficoltà a causa della non disponibilità nell’accogliere stabilmente la bambina”. Sempre AGNA denuncia ancora, cito: “Altra grave decisone dell`UAP e dell`ARP 3, è stata quella di impedire, senza una ragionevole  giustificazione,  al padre, alla zia e alla nonna paterna – con la quale la piccola trascorreva regolarmente e da sempre i fine settimana – di  incontrare  e di sentire  la  loro figlia e nipote”.

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A chi tocca verificare l’operato delle ARP e dell’UAP ?‏

questo è il quesito che AGNA ha sottoposto :  Appello AGNA x Natale 2014Appello AGNA x Natale 2014

  • ai Dipartimenti delle Istituzioni e Sanità e Socialità
  • ai Municipi dei Comuni Ticinesi
  • all'Associazione dei Comuni Ticinesi
  • e anche a tutti i membri del Gran Consiglio

Il motivo, come potete leggere nei documenti allegati, è la diffusa insoddisfazione da parte dell'utenza delle ARP e dell'UAP segnalataci al nostro sportello di consulenza.

AGNA già l'anno scorso aveva lanciato un appello a tutti gli operatori affinché si adoperino almeno per Natale per fare in modo che i conflitti dei genitori, ma anche le procedure burocratiche di loro competenza,  non abbiamo la meglio sul bisogno di affetto dei figli.

Un appello probabilmente  dai più ritenuto esagerato, ma che la cronaca degli scorsi giorni (vedi ultimo Mattino della Domenica) purtroppo dimostra che è più che  fondato al punto che abbiamo ritenuto doveroso rivolgerci alle autorità  sottoponendo il quesito citato in apertura.

Alcuni Municipi, già in passato ci hanno comunicato che la verifica della qualità del lavoro della ARP non è di loro competenza, ma AGNA contesta decisamente questa interpretazione dei ruoli.

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Costretti a fare i genitori: capita ai figli di divorziati

Da 20 minuti del 9 ottobre 2014

Dopo il divorzio molti genitori si attaccano ai figli in
maniera morbosa. Una tendenza potenzialmente molto pericolosa.

20min-9-10-2014«Vai, vai pure, io starò benissimo» dice mamma alla figlia 17enne. Lei però sull’uscio esita un attimo e la guarda, sdraiata sul divano mentre segue una serie tv qualsiasi. I suoi si sono lasciati da poco, papà sta con un’altra ma invece, lei, è sola. Anche se sostiene il contrario si vede benissimo che sta male, i segnali sono evidenti. «A volte mi abbraccia e non mi vuole più lasciare andare. Ora come ora non ha più nessun altro!». Un caso, il suo, che non è isolato, come ci conferma lo psicoterapeuta Matthias Zingg:

«Almeno un terzo dei figli digenitori divorziati finiscono per trovarsi in una situazione del genere». Mamma e papà separati sono tendenzialmente più instabili a livello emotivo e, inconsciamente, si attaccano ancora di più ai loro figli. Una dinamica che, però, non è sana:

«I genitori non dovrebbero essere deboli e dipendenti emotivamente da loro, ma piuttosto il contrario: devono essere ben presenti per aiutarli in una situazione difficile».

Daniela Melone, direttrice del centro di Consulenza per genitori, chiama questo processo «parentification» proprio perché i figli diventano spesso e volentieri dei sostituti – a livello puramente emotivo – del partner che non c’è più. Una pressione, spesso anche morbosa, e un peso che molti semplicemente non riescono a sopportare. «Riceviamo ogni settimana almeno 5 chiamate al 147 di giovani e giovanissimi che soffrono per questo tipo di situazione, il 15% in più rispetto all’anno scorso». Una deriva di questo tipo, se non risolta può causare gravi scompensi come ansia, bassa autostima, problemi comportamentali e depressione».

 
La casa dei papà

20 settembre 2014 - su ReteUNO - intervista a Rudy Novena

 
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