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Tutorie, bilancio a fine anno

da: La Regione - 13 maggio 2014 - Andrea Manna

In vista del rapporto del governo, Agna e Atfmr organizzano un pomeriggio di studio
Tutorie, bilancio a fine anno
di Andrea Manna

Il seminario si terrà il 19 maggio a Bellinzona. Poi un documento all’indirizzo del Consiglio di Stato.
Arp e Camera di protezione in funzione dal gennaio 2013

Tutele e curatele, si avvicina il momento dei bilanci. Entro la fine di quest’anno il governo dovrà redigere e sottoporre al Gran Consiglio un rapporto sulla nuova organizzazione ticinese, caratterizzata principalmente da tre elementi: le Autorità regionali di protezione (Arp), la professionalizzazione dei rispettivi presidenti e la Camera di protezione. La “verifica” è stata chiesta e inserita dal parlamento nella legge proposta a suo tempo dal Consiglio di Stato per adattare norme e strutture cantonali al riformato diritto tutorio federale. Quest’ultimo è entrato in vigore all’inizio dello scorso anno e dal 1° gennaio 2013 sono in funzione anche le Arp, che hanno preso il posto delle Commissioni tutorie regionali, e la Camera di protezione, ovvero l’autorità giudiziaria, attiva in seno al Tribunale d’appello, chiamata a deliberare sui ricorsi contro i provvedimenti delle Autorità regionali di protezione e a vigilare sul loro operato per il tramite di ispettori. Accolta dal popolo nella votazione del marzo 2013, la professionalizzazione dei presidenti (grado di occupazione pari almeno “all’80 per cento”) è scattata alcuni mesi dopo, in autunno. Ebbene, in vista del rapporto che il governo stilerà, l’Associazione genitori non affidatari (Agna) e quella delle famiglie monoparentali e ricostituite (Atfmr) organizzano due «pomeriggi di studio». Il primo lunedì prossimo, dalle 14.30, all’Auditorium di Banca Stato a Bellinzona. All’incontro Agna e Atfmr hanno invitato rappresentanti fra gli altri dei dipartimenti Istituzioni e Sanità e socialità, della polizia, delle Arp, dell’Ordine degli avvocati e della Piattaforma azione famiglie. «Abbiamo invitato pure i Municipi: vorremmo infatti conoscere anche il parere dei Comuni sul lavoro svolto dalle Arp e quali eventuali correttivi auspicano gli enti locali», tiene a puntualizzare il presidente dell’Associazione genitori non affidatari Pietro Vanetti nella conferenza stampa indetta per illustrare contenuti e obiettivi del seminario del 19 maggio dedicato ai “Primi riscontri sulle modifiche intervenute nella professionalizzazione delle Arp”.

‘Incontro costruttivo’

L’obiettivo del pomeriggio di studio, spiega la giornalista Katya Cometta , che lunedì fungerà da moderatrice, «è di elaborare, sulla base di quanto emergerà dall’incontro, un documento che indirizzeremo al Consiglio di Stato». Un documento «che vuole essere un complemento a quello del governo e che conterrà le osservazioni e i suggerimenti che scaturiranno appunto dalla giornata». Si intende quindi dar vita, il 19, a «un incontro costruttivo», aggiungono il segretario generale di Agna Rudy Novena e Simone Banchini , operatore dello Sportello di consulenza attivato dall’Associazione genitori non affidatari e dall’Associazione famiglie monoparentali e ricostituite. Nel rapporto che in virtù della legge cantonale in materia di protezione del minore e dell’adulto sarà tenuto a redigere all’attenzione del parlamento, il Consiglio di Stato dovrà non solo fornire una valutazione dell’“efficacia” delle misure legislative adottate e “delle disposizioni di esecuzione ai sensi del diritto federale”. Ma anche “proporre i necessari adeguamenti” normativi “per la riorganizzazione delle Arp in autorità giudiziaria”. In altre parole, per il passaggio, verosimilmente nel 2018, dal modello amministrativo a quello giudiziario (si parla del Tribunale di famiglia). A confezionare il rapporto, fa sapere il segretario generale del Dipartimento istituzioni Guido Santini , sarà il citato dipartimento «in collaborazione con la Camera di protezione».

 
2014 – Verifica dell'efficacia delle misure in merito alla riorganizzazione delle ARP in autorità giudiziaria

19 maggio 2014 - Pomeriggio di studio

Primi riscontri sulle modifiche intervenute nella professionalizzazione delle ARP,
analisi dell’efficienza attuale, quali i possibili correttivi?

Nell’ambito dell'approvazione della revisione del diritto tutorio, il Gran Consiglio ha incaricato il Consiglio di Stato di

 verificare entro il 31 dicembre 2014 l'efficacia delle misure della legge e delle disposizioni di esecuzione ai sensi del diritto federale, indirizzando al Gran Consiglio un rapporto in merito e proponendo i necessari adeguamenti legislativi per la riorganizzazione delle ARP in autorità giudiziaria"

Nella fattispecie, sarà la Camera di Protezione del Tribunale di Appello, coinvolgendo il suo Ispettorato a fornire i dati necessari per permettere al Consiglio di Stato di verificare nei termini stabiliti l'efficacia delle disposizioni d'esecuzione adottate dal Gran Consiglio e a esporre la propria valutazione sulle cause di eventuali disfunzioni - con riferimento anche all'attuale sistema giuridico istituzionale - e le sue proposte per porvi rimedio. Siamo convinti che per esercitare il controllo non basti attendere un resoconto da parte di ispettori, bensì poter approfittare di qualsiasi fonte attendibile, nell’interesse del mandato pubblico ricevuto.

Per contribuire al dibattito, raccogliere le nostre e le vostre esperienze, sentire chi è direttamente coinvolto sul campo, promuoviamo un incontro specifico al quale

siete invitati a partecipare per poter trasmettere direttamente le vostre impressioni in merito a questo importante tema. Questo ci consentirà di completare le informazioni che verranno trasmesse al Grand Consiglio.

Obiettivi

Gli obiettivi di questo pomeriggio di studio sono:

  • · problemi organizzativi (presidenti itineranti: presenza e reperibilità, uniformità delle procedure, eccessivo carico di lavoro amministrativo);
  • · supporto, verifica, efficacia e tempistica delle decisioni;
  • · formazione del personale (attenzione all’aspetto umano e alle relazioni interpersonali);
  • · valutazione di auspicabili correttivi operativi.

Il materiale raccolto e le osservazioni che scaturiranno da questo incontro  verranno inviate al Consiglio di Stato quali indicazioni aggiuntive per l’elaborazione del suo rapporto al Gran Consiglio.

scarica l'invito con i dettagli


 
Relazione sulla nostra Assemblea de soci AGNA

Circa la metà dei matrimoni oggi termina con un divorzio. Questo significa che la metà dei mariti e delle mogli, ad un certo punto della loro storia, decidono di prendere strade diverse. Nella gran parte dei casi, i mariti e le mogli sono anche padri e madri. Così i figli devono seguire soltanto uno dei genitori e lasciare l'altro.L'affido, salvo casi estremi, viene sempre dato alla madre.

La legislazione esistente per regolare i nuovi rapporti tra ex marito ed ex moglie è, in materia di figli, del tutto squilibrata a favore della madre e finisce col privare il padre di ogni diritto. Sono centinaia i casi nel solo Ticino in cui questa evidenza è dolorosamente dimostrata. Basta una decisione della madre – partecipare a una festa di famiglia, mandare il figlio a una giornata sportiva – e il padre non vedrà i bambini per un mese intero. E questo se i rapporti tra i due ex non sono particolarmente difficili. Altrimenti la situazione è ben peggiore.

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Genitori: state con i vostri figli: ne hanno bisogno!

Da: Giornale del Popolo - 20 marzo 2014

Papa Francesco ha dedicato la catechesi a San Giuseppe rivolgendosi a tutti i papà e ai genitori. Il Papa ha parlato di tre dimensioni dell’educazione tratte dal Santo falegname: la custodia educativa, la sapienza e la grazia. «Sarebbe un grave errore pensare che un padre o una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio», ha detto Francesco. Al termine il Papa ha pregato con la piazza per tutti i papà: quelli in terra e quelli già in Cielo.

Udienza Centomila fedeli per la festa del papà con papa Francesco

«Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Oggi, 19 marzo, celebriamo la festa solenne di san Giuseppe, Sposo di Maria e Patrono della Chiesa universale. Dedichiamo dunque questa catechesi a lui, che merita tutta la nostra riconoscenza e la nostra devozione per come ha saputo custodire la Vergine Santa e il Figlio Gesù. L’essere custode è la caratteristica di Giuseppe: è la sua grande missione, essere custode.

La custodia educativa di San Giuseppe

Oggi vorrei riprendere il tema della custodia secondo una prospettiva particolare: la prospettiva educativa. Guardiamo a Giuseppe come il modello dell’educatore, che custodisce e accompagna Gesù nel suo cammino di crescita «in sapienza, età e grazia», come dice il Vangelo. Lui non era il padre di Gesù: il padre di Gesù era Dio, ma lui faceva da papà a Gesù, faceva da padre a Gesù per farlo crescere. E come lo ha fatto crescere? In sapienza, età e grazia. Partiamo dall’età, che è la dimensione più naturale, la crescita fisica e psicologica. Giuseppe, insieme con Maria, si è preso cura di Gesù anzitutto da questo punto di vista, cioè lo ha «allevato», preoccupandosi che non gli mancasse il necessario per un sano sviluppo. Non dimentichiamo che la custodia premurosa della vita del Bambino ha comportato anche la fuga in Egitto, la dura esperienza di vivere come rifugiati – Giuseppe è stato un rifugiato, con Maria e Gesù – per scampare alla minaccia di Erode. Poi, una volta tornati in patria e stabilitisi a Nazareth, c’è tutto il lungo periodo della vita di Gesù nella sua famiglia. In quegli anni Giuseppe insegnò a Gesù anche il suo lavoro, e Gesù ha imparato a fare il falegname con suo padre Giuseppe. Così Giuseppe ha allevato Gesù.

San Giuseppe: esempio e maestro di sapienza

Passiamo alla seconda dimensione dell’educazione, quella della «sapienza». Giuseppe è stato per Gesù esempio e maestro di questa sapienza, che si nutre della Parola di Dio. Possiamo pensare a come Giuseppe ha educato il piccolo Gesù ad ascoltare le Sacre Scritture, soprattutto accompagnandolo di sabato nella sinagoga di Nazareth. E Giuseppe lo accompagnava perché Gesù ascoltasse la Parola di Dio nella sinagoga.

Educare i figli a cercare la grazia di Dio

E infine, la dimensione della «grazia». Dice sempre San Luca riferendosi a Gesù: «La grazia di Dio era su di lui» (2,40). Qui certamente la parte riservata a San Giuseppe è più limitata rispetto agli ambiti dell’età e della sapienza. Ma sarebbe un grave errore pensare che un padre e una madre non possono fare nulla per educare i figli a crescere nella grazia di Dio. Crescere in età, crescere in sapienza, crescere in grazia: questo è il lavoro che ha fatto Giuseppe con Gesù, farlo crescere in queste tre dimensioni, aiutarlo a crescere.

«Che i papà siano sempre vicini ai figli»

Cari fratelli e sorelle, la missione di san Giuseppe è certamente unica e irripetibile, perché assolutamente unico è Gesù. E tuttavia, nel suo custodire Gesù, educandolo a crescere in età, sapienza e grazia, egli è modello per ogni educatore, in particolare per ogni padre. San Giuseppe è il modello dell’educatore e del papà, del padre. Affido dunque alla sua protezione tutti i genitori, i sacerdoti – che sono padri –, e coloro che hanno un compito educativo nella Chiesa e nella società. In modo speciale, vorrei salutare oggi, giorno del papà, tutti i genitori, tutti i papà: vi saluto di cuore! Vediamo: ci sono alcuni papà in piazza? Alzate la mano, i papà! Ma quanti papà! Auguri, auguri nel vostro giorno! Chiedo per voi la grazia di essere sempre molto vicini ai vostri figli, lasciandoli crescere, ma vicini, vicini! Loro hanno bisogno di voi, della vostra presenza, della vostra vicinanza, del vostro amore. Siate per loro come san Giuseppe: custodi della loro crescita in età, sapienza e grazia. Custodi del loro cammino; educatori, e camminate con loro. E con questa vicinanza, sarete veri educatori.

Grazie per tutto quello che fate per i vostri figli: grazie.

«Preghiamo insieme per tutti i papà»

A voi tanti auguri, e buona festa del papà a tutti i papà che sono qui, a tutti i papà. Che san Giuseppe vi benedica e vi accompagni. E alcuni di noi hanno perso il papà, se n’è andato, il Signore lo ha chiamato; tanti che sono in piazza non hanno il papà. Possiamo pregare per tutti i papà del mondo, per i papà vivi e anche per quelli defunti e per i nostri, e possiamo farlo insieme, ognuno ricordando il suo papà, se è vivo e se è morto. E preghiamo il grande Papà di tutti noi, il Padre. Un «Padre nostro» per i nostri papà: Padre Nostro…».

FRANCESCO

 
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