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Ai Comuni il regolamento sulle Tutorie
La Regione - 17 maggio 2013 - Cantone
di Andrea Manna

‘Attendiamo le loro osservazioni. L’auspicio del Dipartimento istituzioni è di sottoporre a breve all’approvazione del governo le modifiche indicate’.

Guido_SantiniIl testo è in consultazione. La scorsa settimana il Dipartimento istituzioni ha trasmesso ai Comuni sede delle Autorità regionali di protezione (Arp) il progetto di modifica del Regolamento di applicazione della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Modifica necessaria per dar seguito alle norme sulla professionalizzazione delle stesse Arp, nel senso che dal prossimo 1° luglio il “grado di occupazione” dei loro presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. Così ha voluto il Gran Consiglio nel settembre del 2012 adeguando la legislazione ticinese al nuovo diritto tutorio federale, in vigore dal 1° gennaio.

«Aspettiamo ora le osservazioni dei Comuni», dice dal Dipartimento il responsabile della Divisione interni Guido Santini: «Sono stati invitati a prendere posizione in tempi brevi, dato che come abbiamo scritto loro il Dipartimento istituzioni intende ancora questo mese sottoporre all’approvazione del Consiglio di Stato le modifiche del regolamento». Il testo inviato ai Comuni sede delle Arp (come si chiamano da quest’anno le Commissioni tutorie regionali) «corrisponde nelle grandi linee a quello che abbiamo presentato nell’incontro del 24 aprile». Santini allude alla riunione indetta dai vertici del Dipartimento con i Comuni e svoltasi a Bellinzona nella sala del Gran Consiglio.

Nel frattempo il ministro Norman Gobbi ha risposto alla lettera del Comitato battutosi, con successo, per il sì alla professionalizzazione delle Arp in vista della votazione popolare del 3 marzo scorso. Composto fra gli altri dalle associazioni Genitori non affidatari e Famiglie monoparentali e ricostituite, il Comitato aveva scritto al capo del Dipartimento istituzioni dopo l’incontro del 24 aprile, chiedendo spiegazioni in merito anche alla designazione dei presidenti delle Arp. Annota al riguardo Gobbi: “I presidenti già in attività al 30 settembre 2012 – la cui carica scade solo nel 2016, salvo loro dimissioni – e che ossequiano le condizioni della legge e del regolamento, qualora disponibili per incrementare la loro attività quantomeno all’80 per cento, potranno essere confermati senza la procedura di concorso e ciò in applicazione della legge”. Inoltre Dipartimento e Comuni sede “sono giunti alla conclusione che la migliore soluzione ‘transitoria’ per ossequiare il mandato parlamentare, fosse il mantenimento delle vigenti 17 Arp con 8 presidenti, di cui 6 itineranti”.

pdf1 lettera di risposta dell' on. Norman Gobbi

 
Valli Non fusione ma un presidente per le tre Tutorie

Corriere del Ticino - 27 aprile 2013 pag. 14 - Bellinzona
Restano sedi a Faido, Acquarossa e Biasca I termini fissati non saranno però rispettati


MAURO VEZIANO

Una volta erano le Commissioni tuto­rie e ora sono le Autorità regionali di pro­tezione (ARP). Cambia non solo il nome ma anche la sostanza ed importanti deci­sioni sono state prese mercoledì sera per tutto il Ticino in generale (diviso in 17 ARP) e in particolare per le Tre Valli, che hanno già comunicato al Consiglio di Stato stupore e critiche, soprattutto per la tempistica, ma anche le loro decisioni. Eccole: i Comuni sede delle Tutorie, Fai­do, Acquarossa e Biasca, hanno deciso di mantenere quanto più possibile del siste­ma attuale, nel senso che rimarranno fisi­camente tre ARP nelle loro sedi geografi­che storiche. Dato che però la nuova leg­ge impone un presidente professionista, impiegato almeno all’80%, il giurista che verrà assunto dai tre Comuni di fatto sarà itinerante, percorrendo tutte le Tre Valli per svolgere la sua attività. Per attuare la professionalizzazione l’alternativa sareb­be stata quella della fusione delle tre Tu­torie in un’unica ARP con una sola sede fisica e un presidente «sedentario».
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Tutorie, il presidente itinerante

Incontro il 24 aprile 2013 fra Dipartimento e Municipi. Tra i nodi i costi della professionalizzazione

di Andrea Manna

article4 1Il Dipartimento istituzioni ha presentato ai Comuni sede delle Arp un progetto di regolamento per l’applicazione delle nuove norme in materia di tutele.

La futura organizzazione Tutele, il Dipartimento istituzioni ha confezionato un progetto di regolamento e ieri a Bellinzona lo ha illustrato ai rappresentanti dei Municipi dove hanno sede le Arp, le Autorità regionali di protezione (ex Commissioni tutorie regionali). Quanto sfornato dal Dipartimento è una revisione del precedente regolamento. Revisione necessaria per poter applicare le norme – in particolare quelle sulla professionalizzazione dei presidenti delle Arp –che il Gran Consiglio ha varato lo scorso settembre, adattando la legislazione ticinese al riformato diritto tutorio federale. Il pacchetto di regole uscito dal parlamento è stato avallato in marzo dal popolo dopo il referendum lanciato da una settantina di Comuni contrari alla professionalizzazione. Le disposizioni riguardanti quest’ultima scatteranno a breve: dal 1° luglio il “grado di occupazione” dei presidenti dovrà essere almeno dell’80 per cento. L’incontro con i Municipi si è svolto nel tardo pomeriggio nella sala del Gran Consiglio. Dalla riunione – tenutasi rigorosamente a porte chiuse – è emersa anche quella che sarà verosimilmente la futura organizzazione. Il numero delle Autorità regionali di protezione – oggi 17/18– – resterà sostanzialmente immutato. Una diminuzione minima. Peraltro già avvenuta, dopo che tra i Comuni sede Bellinzona e Giubiasco hanno dato vita di recente a una sola Arp. Si ridurrà invece in maniera importante il numero dei presidenti delle Autorità: in pratica verrebbe dimezzato. Ci saranno persone alla testa di più Arp e dei rispettivi comprensori. Saranno, come sono stati definiti, presidenti itineranti.

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Ora aspettiamo il Tribunale di famiglia

pdf1  La Regione - Cantone - 28 settembre 2012

Tutele, Vanetti (Agna): emendamenti accolti, non ricorreremo. Killer (Atfmr): dalla politica un segnale forte

Aula_GCUn mercoledì da incorniciare per la ticinese Agna, l'Associazione genitori non affidatari. A Berna un'ampia maggioranza del Nazionale dice sì all'autorità parentale congiunta. A Bellinzona il Gran Consiglio vota gli adeguamenti normativi cantonali in materia di tutele e curatele alle nuove disposizioni federali in vigore dal prossimo 1° gennaio: soprattutto sottoscrive, a netta maggioranza, gli emendamenti formulati da quattro deputate (Rückert della Lega, Kandemir Bordoli del Ps, Gysin dei Verdi, Viscardi del Plr) e caldeggiati dall'Agna, ma anche dall'Associazione delle famiglie monoparentali e ricostituite. Tutto questo l'altro ieri. « Per noi, due ottime notizie. Per giunta in un solo giorno, che ricorderemo a lungo », gongola il presidente di Agna Pietro Vanetti. E a proposito del testo legislativo nel campo del diritto tutorio appena sfornato dal parlamento ticinese, aggiunge: « Ovviamente non ricorreremo al Tribunale federale e non lanceremo alcun referendum ».

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