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Agna rilancia: Tribunale di famiglia
laRegione | 17 Nov 2025 | Cantone
Agna rilancia: Tribunale di famiglia
Future Preture di protezione e legge sulla procedura, l’Associazione genitori nell’accudimento propone alcuni correttivi e guarda al futuro
“In prospettiva, l’istituzione di un Tribunale di famiglia unico potrebbe rappresentare una soluzione più coerente e funzionale per affrontare le sfide del diritto di famiglia in modo integrato e responsabile”. Agna, l’Associazione genitori nell’accudimento (già Associazione genitori non affidatari), rispolvera una sua vecchia richiesta. Lo ha fatto nell’ottobre dello scorso anno all’indirizzo della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni), prendendo posizione sul progetto di legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto. Lo ha fatto nei giorni scorsi all’indirizzo della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, ora che il Consiglio di Stato ha tradotto in un messaggio il disegno di legge, che aveva posto in consultazione a suo tempo, volto a disciplinare il funzionamento delle previste Preture di protezione.
Nella lettera ai deputati della ‘Giustizia e diritti’, datata 6 novembre e firmata dal presidente Pietro Vanetti e dal direttore Rudy Novena, Agna ribadisce quanto scritto alla Divisione e cioè di essere favorevole all’introduzione delle Preture di protezione, ma di ritenere che queste non eliminino completamente “i conflitti di giurisdizione”. Questi conflitti, sostiene Agna, “sarebbero superati con l’istituzione di un Tribunale di famiglia unico, competente per tutte le controversie relative al diritto di famiglia, non solo per quelle attribuite alle autorità di protezione dal Codice civile”. Un tribunale che interverrebbe quindi direttamente su tutte le questioni familiari, con conseguente “unificazione delle competenze in un’unica giurisdizione, maggiore coerenza e semplificazione procedurale”. Insomma, secondo Agna “i vantaggi” del Tribunale di famiglia sono riassumibili nei seguenti punti: “Eliminazione dei conflitti di competenza tra Preture ordinarie e di protezione, unificazione del percorso giudiziario per le famiglie, valutazione integrata e coerente delle situazioni familiari, riduzione dei tempi e dei costi per gli utenti, promozione della bigenitorialità e della responsabilità condivisa”. Aggiunge Agna: “Qualora il legislatore approvasse l’introduzione del Tribunale unico, le Preture di protezione potrebbero essere riconvertite con pochi sforzi, mantenendo il valore dell’interdisciplinarità”.
A ogni modo le future Preture di protezione si occuperanno non solo di privazione dell’autorità parentale e regolamentazione dei diritti di visita. Ma anche di tutele, curatele, collocamenti, ricoveri a scopo di assistenza… Il disegno di legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto si inserisce infatti nel contesto della riforma delle Autorità di protezione in Ticino. La quale contempla appunto l’istituzione delle Preture di protezione. Ciò che porterà alla cancellazione delle sedici Arp, le Autorità regionali di protezione, del cui funzionamento sono oggi responsabili i Comuni. Un passaggio dall’odierno modello amministrativo a quello giudiziario che, raccogliendo l’invito di governo e parlamento, il popolo ticinese ha ancorato alla Costituzione cantonale il 30 ottobre 2022. La nuova organizzazione – ancora da implementare – si prefigge di migliorare la qualità delle decisioni riguardanti persone, adulti o minori, diventate vulnerabili e che pertanto necessitano di misure di protezione. Tornando alla lettera di Agna alla ‘Giustizia e diritti’, l’associazione ricorda di operare “per affermare il diritto dei bambini a mantenere un rapporto paritario con entrambi i genitori, anche in caso di separazione o divorzio”. E di difendere “la bigenitorialità come principio che pone al centro il benessere dei figli e il loro sviluppo armonioso”. I capisaldi “della bigenitorialità, oltre al dialogo tra i genitori, nelle situazioni di separazione o divorzio sono: l’accudimento e affido condiviso, l’equità dei contributi per l’accudimento, l’efficienza ed efficacia delle istituzioni di supporto”.
‘Nei collegi giudicanti, entrambi i sessi’
È partendo da questi tre principi e valutandolo “nell’interesse dei bambini di genitori separati o divorziati” che, scrive Agna, “abbiamo letto e analizzato il disegno di legge”. Un approccio dal quale derivano una serie di proposte all’attenzione della commissione parlamentare cui spetta la stesura del rapporto sul progetto di legge governativo concernente la procedura e dunque l’attività delle Preture di protezione. L’associazione chiede ad esempio la presenza di “entrambi i sessi” nel collegio giudicante (formato da pretore e specialisti) e di considerare questo aspetto “nel regolamento”. Per quel che attiene a conciliazione e mediazione, Agna propone di “promuovere modelli come la separazione collaborativa” e di “obbligare i genitori a rivolgersi a centri specializzati”. Osserva inoltre che “la mediazione è valorizzata, ma manca una norma vincolante. Da rafforzare nel regolamento”. In merito alle perizie l’associazione propone “l’assegnazione di mandati peritali a coppie di periti di entrambi i sessi”. Queste e altre le proposte.
‘Un piano genitoriale’
Ma Agna formula pure quello che definisce un “suggerimento aggiuntivo”, ispiratole dalla riforma della giustizia in Italia nota come riforma ‘Cartabia’. Ossia: il “piano genitoriale”. In Ticino “la prassi attuale prevede che l’autorità di primo grado rediga una decisione formale che include l’affidamento, il diritto di visita, il mantenimento e l’abitazione. Tuttavia manca un documento strutturato che descriva la gestione concreta della vita dei figli dopo la separazione”. Agna propone quindi di integrare nella Legge sulla procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto “un articolo che preveda l’obbligo, per i genitori coinvolti in procedimenti di separazione o divorzio con figli minorenni, di presentare un piano genitoriale”. Che dovrebbe contenere almeno: “La routine settimanale del minore (scuola, attività extrascolastiche, tempo libero), le modalità di frequentazione con ciascun genitore, la gestione delle vacanze e delle festività, le decisioni educative e sanitarie, la gestione della comunicazione tra i genitori”.

