Per i genitori significa invece ricominciare con orari, zaini, materiale scolastico, attività extrascolastiche, riunioni, comunicazioni e appuntamenti.
E nelle famiglie separate tutto questo deve riuscire a funzionare tra due case.
Il rientro scolastico è infatti uno di quei momenti nei quali tanti piccoli problemi organizzativi rischiano di presentarsi tutti insieme.
Si conclude il calendario estivo e riprende quello ordinario, cambiano gli orari, riprendono sport e attività, arrivano le prime comunicazioni dalla scuola, ci sono materiali da acquistare e spese da sostenere.
E bisogna ricominciare a capire chi accompagna, chi riprende, dove deve trovarsi il bambino e cosa deve avere con sé; nulla di particolarmente complicato, almeno finché mamma e papà riescono a comunicare.
Quando invece il rapporto è difficile, anche uno zaino rimasto nell’altra casa può trasformarsi nell’ennesima occasione per discutere.
Forse allora questo fine settimana può essere utilizzato anche per fare qualche verifica molto pratica.
- Il calendario è chiaro?
- I figli sanno dove dormiranno, chi li accompagnerà e chi li andrà a prendere?
- Entrambi i genitori conoscono gli orari scolastici e quelli delle attività che stanno per ricominciare?
Non serve organizzare ogni minuto dei prossimi dieci mesi, ma sapere almeno come funzioneranno le prime settimane può evitare parecchie incomprensioni.
Poi c’è il materiale.
Chi vive regolarmente in due case conosce bene il problema del quaderno, del libro o della tuta da ginnastica rimasti sempre dalla parte sbagliata. Quando è possibile, avere in entrambe le case almeno il materiale di base per studiare può sembrare una banalità, ma può evitare molti trasferimenti e soprattutto impedire che sia continuamente il bambino a doversi ricordare tutto.
C’è poi un altro tema che puntualmente accompagna l’inizio dell’anno scolastico: le spese. Materiale, attività, trasporti e altre necessità possono concentrarsi in poche settimane.
Anche qui può aiutare qualcosa di molto semplice:
sapere prima quali spese devono essere condivise secondo gli accordi della propria famiglia, conservare giustificativi e fatture e, soprattutto per gli acquisti più importanti, parlarne prima anziché presentare successivamente all’altro genitore una decisione già presa.
E poi c’è la scuola.
Una cosa sulla quale insisto spesso è che il bambino non dovrebbe diventare il sistema di comunicazione tra i genitori.
«Dì a papà che c’è la riunione», «Ricorda alla mamma che deve firmare il foglio»
No, quando possibile, entrambi i genitori dovrebbero poter ricevere direttamente le informazioni che riguardano il figlio e avere accesso agli strumenti messi a disposizione dalla scuola.
Lo stesso vale per i colloqui, se mamma e papà riescono a partecipare insieme, tanto meglio.
Quando questo non è possibile senza creare tensioni, è probabilmente preferibile trovare con gli insegnanti una modalità diversa piuttosto che trasformare un colloquio scolastico nell’ennesimo luogo di confronto tra adulti.
In momenti come questo può essere utile anche avere uno strumento condiviso.
AGNA mette gratuitamente a disposizione Parenting.family, una WebApp pensata per aiutare i genitori separati a organizzare meglio la quotidianità dei figli e a condividere calendari, attività e informazioni utili tra due case.
Non risolve naturalmente il conflitto e non sostituisce il dialogo, ma può togliere dal conflitto almeno una parte della logistica, e qualche volta è già molto.
Potete provarla subito gratuitamente su:
https://parenting.agna.ch
Infine c’è forse la parte più importante; come stanno vivendo i nostri figli questo rientro?
Noi vediamo calendari, trasporti, fatture e organizzazione.
Loro possono vedere una classe nuova, la paura di non ritrovare gli amici, un insegnante che non conoscono o semplicemente la fatica di ricominciare.
E se vivono tra due case devono anche rimettere in moto tutti i passaggi da una all’altra.
Per questo credo che alla vigilia della scuola possa essere utile farci una domanda molto semplice: "cosa posso organizzare meglio io per rendere più facile la ripresa scolastica di mio figlio?"
Non cosa dovrebbe fare l’altro genitore ma cosa posso fare io.
Preparare un calendario. Condividere un’informazione. Comprare un secondo astuccio. Avvisare la scuola. Mettersi d’accordo su una spesa.
Sono piccole cose ma spesso una buona collaborazione tra genitori non ricomincia da grandi dichiarazioni di principio.
Ricominincia proprio dalla capacità di risolvere insieme i piccoli problemi della vita quotidiana e domani mattina ce ne sarà uno molto concreto, fare in modo che i nostri figli possano entrare a scuola pensando alla loro giornata, e non ai problemi organizzativi degli adulti.
Buon anno scolastico a tutti i bambini, i ragazzi e le loro famiglie.
e Buona domenica da AGNA.