Telegiornale RSI - San Gallo, poliziotti parlano coi violenti

Servizio di RSI
Telegiornale - 26.04.2026

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Estratto della trasmissione del 26 aprile 2026 - telegiornale.

Durata 4 minuti

Esempio di come sia possibile attivare un servizio proattivo e preventivo della violenza domestica.

Sono migliaia ogni anno gli interventi per casi di violenza domestica in Svizzera. A San Gallo la polizia cerca di intercettare e contenere il fenomeno anche attraverso il dialogo preventivo.

Il Canton San Gallo ha un approccio particolare per affrontare il problema.

Dei poliziotti intercettano in anticipo potenziali autori e li invitano a un colloquio, a volte davanti a un caffè, per suggerire soluzioni prima che le situazioni possano degenerare, magari in delitti e femminicidi. La polizia sangallese interviene 2000 volte all'anno per casi di violenza tra le mura di casa. Per evitare che il numero aumenti, in servizio ci sono anche dei poliziotti buoni. Non arrivano con le manette, ma ti invitano a bere qualcosa in un bar per parlare. Per parlare del rischio che, se già destato sospetti, la situazione non degeneri in violenza domestica grave o addirittura in femminicidi.

"Ci si incontra in uno spazio pubblico, in un caffè o un ristorante, ad esempio, vestiamo abiti civili, non siamo in uniforme. È la persona che decide se incontrarci così oppure in una centrale dipolizia."

L'unità di gestione delle minacce della polizia sangallese affronta così il problema della violenza domestica. Intercetta, magari su segnalazione delle vittime o di terzi, gli autori o potenziali futuri autori di violenza e cerca il dialogo, parlando con loro del problema, cercando la de-escalation e suggerendo un accompagnamento psicologico specialistico per evitare che la situazione peggiori. L'obiettivo è evitare altri episodi di violenza domestica, magari più gravi. 

"Prendiamo contatto con la persona, cerchiamo di sostenerla, di capire la sua situazione, di capire come la vede. Proattivi invece che reattivi. Spesso le fasi più difficili sono le separazioni e i divorzi. In quel momento il rischio che litigi e diverbi prendano una piega violenta aumentano". 

"Quando la famiglia va in pezzi è un momento difficile, ci si sente soli, magari si deve lasciare l'appartamento. Notiamo che spesso le persone sono felici che qualcuno parli con loro, anche se è un poliziotto. Qualcuno che non punti il dito, che capisca la persona anche se non capisce i suoi atti. Per questo la quota di successo è alta".

Secondo l'Associazione di aiuto alle vittime dei cantoni di Appenzello esterno e interno del Canton San Gallo, questo approccio è uno strumento utile per affrontare il fenomeno della violenza domestica, anche se servono leggi severe e la repressione. Quando si parla di violenza domestica ci sono varie fasi di peggioramento della situazione. Il livello più grave è il femminicidio. È quindi utile intervenire ai livelli precedenti e evitare che si arrivi a un reato grave.

Secondo la polizia sangallese, il 90% dei potenziali autori contattati accetta aiuto da parte di questi operatori sociali con le manette a portata di mano. 

"Abbiamo già vissuto situazioni dove era meglio prendere un po' d'aria, magari andare a fare una passeggiata. Talvolta siamo intervenuti in situazioni di rischio imminente. Il nostro intervento ha permesso di calmare la situazione. Quando prendiamo contatto coi potenziali autori, notiamo che non c'è un escalation, un aggravamento della situazione. Ci sono degli effetti."

Lo scorso anno in Svizzera gli episodi di violenza domestica grave sono aumentati dell'8%. Per questo nel Canton San Gallo si cerca anche un altro approccio per invertire una tendenza preoccupante.

 

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