Il rapporto nasce per misurare i progressi compiuti verso la parità tra donne e uomini. Tuttavia, letto con attenzione, offre anche una chiave di lettura preziosa su un tema che raramente viene affrontato quando si parla di pari opportunità: la gestione della genitorialità dopo la separazione.
Le statistiche raccontano una società profondamente cambiata. Le famiglie, invece, continuano troppo spesso ad affrontare la separazione secondo modelli costruiti decenni fa, quando ruoli familiari, mercato del lavoro e organizzazione sociale erano molto diversi da quelli di oggi.
Per AGNA, questa pubblicazione rappresenta una conferma importante: la piena uguaglianza tra donne e uomini non dipende soltanto dal mercato del lavoro, ma anche da come la società organizza la responsabilità genitoriale quando una coppia si separa.
Una società che cambia
Forse il dato più significativo riguarda la formazione.
Oggi, in Ticino, oltre la metà delle donne tra i 25 e i 44 anni possiede una formazione universitaria o professionale superiore, superando gli uomini della stessa fascia d'età. È un cambiamento storico.
Le donne investono sempre di più nella propria formazione, costruiscono carriere qualificate e partecipano con crescente intensità al mercato del lavoro.
Parallelamente diminuisce drasticamente il numero delle donne che si dedicano esclusivamente all'economia domestica, mentre aumenta il numero delle famiglie che dipendono dal reddito di entrambi i genitori.
Anche il ruolo paterno sta evolvendo.
Sempre più uomini desiderano essere presenti nella crescita dei figli e cresce progressivamente il ricorso al lavoro a tempo parziale anche da parte dei padri. La famiglia ticinese del 2025 non è più quella di una generazione fa.
La vera disuguaglianza riguarda ancora la distribuzione della cura
Accanto ai progressi, le statistiche evidenziano però una realtà che continua a limitare il raggiungimento di una piena parità.
Il 57,7% delle donne occupate lavora a tempo parziale, una percentuale molto superiore a quella degli uomini.
Il rapporto mostra inoltre che, fino ai trent'anni, uomini e donne presentano percorsi lavorativi molto simili. Con la nascita dei figli, però, le loro traiettorie iniziano a divergere.
Sono soprattutto le donne a ridurre l'attività professionale per assumere il maggiore carico della cura familiare, mentre gli uomini continuano prevalentemente il proprio percorso lavorativo.
Lo stesso Ufficio di statistica conclude che permane una distribuzione diseguale delle responsabilità familiari e domestiche, individuando proprio in questo uno dei principali ostacoli alla piena parità tra donne e uomini.
È probabilmente la riflessione più importante dell'intero rapporto.
Perché dimostra che la questione della parità non riguarda soltanto stipendi o carriere, ma il modo in cui vengono condivise le responsabilità verso i figli.
La separazione non crea la disuguaglianza: la rende evidente
Quando una coppia si separa, gli equilibri costruiti durante la convivenza vengono inevitabilmente messi alla prova.
Se per anni uno dei due genitori ha ridotto la propria attività lavorativa per dedicarsi prevalentemente alla cura dei figli, mentre l'altro ha assunto soprattutto il ruolo di principale sostegno economico, la separazione rischia di consolidare definitivamente questa distribuzione dei ruoli.
Le conseguenze sono ben conosciute.
Le madri vedono spesso rallentare ulteriormente la propria carriera e la propria autonomia economica.
Molti padri, al contrario, rischiano di essere progressivamente identificati soprattutto con il ruolo di mantenimento economico, perdendo parte della quotidianità educativa con i figli.
A rimetterci sono entrambi i genitori.
Ma soprattutto sono i figli, che continuano ad avere bisogno della presenza, dell'affetto e della responsabilità di entrambi.
La separazione, quindi, non è l'origine della disuguaglianza. È il momento in cui essa diventa più evidente.
Custodia alternata: una scelta che favorisce anche le pari opportunità
Se il principale ostacolo alla parità consiste nella distribuzione squilibrata delle responsabilità familiari, diventa inevitabile interrogarsi anche sul modo in cui vengono organizzate le relazioni tra genitori e figli dopo la separazione.
Naturalmente la custodia alternata non può, né deve, essere applicata automaticamente. Ogni situazione familiare è diversa e ogni decisione deve essere assunta nell'interesse concreto del minore.
Tuttavia, quando esistono le condizioni per una collaborazione responsabile tra i genitori, la custodia alternata dovrebbe essere favorita, non ostacolata.
Non rappresenta soltanto una diversa organizzazione dei tempi di permanenza dei figli
- Essa costituisce uno strumento concreto di corresponsabilità genitoriale,
- Favorisce una distribuzione più equilibrata della cura,
- Permette alle madri di mantenere una maggiore continuità professionale,
- Consente ai padri di esercitare pienamente il proprio ruolo educativo,
- Riduce il rischio che uno dei due genitori venga relegato esclusivamente al ruolo di "genitore accudente" e l'altro a quello di "genitore pagante".
In altre parole, la custodia alternata, quando è compatibile con il benessere del minore, rappresenta anche una concreta politica di promozione delle pari opportunità.
Un luogo comune da superare: la custodia alternata non costa di più
Tra gli argomenti più frequentemente utilizzati contro la custodia alternata vi è l'affermazione secondo cui essa sarebbe economicamente più onerosa rispetto all'affidamento esclusivo.
Si tratta però di una convinzione che merita di essere ridimensionata.
Indipendentemente dal modello giuridico adottato, entrambi i genitori devono comunque poter garantire ai figli condizioni di vita adeguate.
Ogni figlio ha bisogno di uno spazio dove dormire, studiare e vivere serenamente quando si trova con la madre e quando si trova con il padre. Ha bisogno di vestiti, materiali scolastici, cure, attenzioni e di un ambiente familiare accogliente presso entrambi.
Questi costi esistono sia nell'affidamento esclusivo sia nella custodia alternata.
La custodia alternata non crea un "doppio costo": rende semplicemente coerente anche sul piano organizzativo quella corresponsabilità che continua ad esistere dopo la separazione. Le vere differenze riguardano il modo in cui tempi, responsabilità e spese vengono ripartiti tra i genitori, non il costo complessivo necessario per crescere un figlio.
Anzi, una partecipazione equilibrata di entrambi alla cura quotidiana può contribuire a mantenere la continuità lavorativa delle madri, favorire l'autonomia economica di entrambi e ridurre, nel tempo, proprio quelle disuguaglianze che il rapporto cantonale continua a documentare.
Dalle idee ai fatti: il servizio di separazione collaborativa di AGNA
Da oltre due anni AGNA ha deciso di trasformare questi principi in una proposta concreta.
Per questo ha sviluppato il proprio servizio di separazione collaborativa, un percorso innovativo nato dall'esperienza maturata nell'accompagnamento di numerose famiglie.
L'obiettivo è aiutare i genitori a costruire accordi equilibrati e duraturi, mantenendo al centro il benessere dei figli e valorizzando la responsabilità di entrambi.
La separazione collaborativa non sostituisce la mediazione familiare né il ruolo degli avvocati, li integra.
Offre ai genitori uno spazio nel quale affrontare insieme gli aspetti educativi, organizzativi ed economici della separazione, riducendo il conflitto e costruendo basi solide per una collaborazione futura.
L'esperienza dimostra che quando i genitori riescono a dialogare e a progettare insieme il futuro dei figli, diminuiscono i conflitti, aumentano la stabilità degli accordi e cresce il benessere dell'intero nucleo familiare.
È esattamente la direzione indicata anche dalle nuove statistiche cantonali.
Una sfida culturale per il futuro
Le Cifre della parità descrivono una società che è profondamente cambiata.
Le donne studiano di più, lavorano di più e contribuiscono sempre più al sostegno economico della famiglia. Anche molti padri chiedono di poter vivere una paternità più presente, responsabile e quotidiana.
Le istituzioni, il diritto e le prassi professionali sono ora chiamati ad accompagnare questa evoluzione.
Le pari opportunità non si costruiscono soltanto con migliori salari o con un maggiore accesso delle donne alle posizioni dirigenziali, si costruiscono anche nella famiglia e continuano a costruirsi quando una famiglia si separa.
Per questo AGNA continuerà a promuovere una cultura della corresponsabilità genitoriale, convinta che la collaborazione tra madre e padre rappresenti il miglior investimento possibile per il futuro dei figli e, nello stesso tempo, uno degli strumenti più efficaci per realizzare una reale uguaglianza tra donne e uomini.
Favorire, quando è nell'interesse del minore, la custodia alternata e sostenere percorsi di separazione collaborativa significa investire contemporaneamente nel benessere dei bambini, nella dignità di entrambi i genitori e nelle pari opportunità.
Perché le pari opportunità non finiscono con la separazione: è proprio dopo la separazione che devono poter diventare una realtà concreta.