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Consegnata la petizione per riconoscere l’alienazione genitoriale come abuso psicologico
Consegnata la petizione per riconoscere l’alienazione genitoriale come abuso psicologico
Una petizione di 292 firme chiede al Gran Consiglio di riconoscere l’alienazione genitoriale come abuso psicologico e familiare. Agna: "È una forma di violenza che danneggia i bambini"
Nella Giornata internazionale dei diritti dei minori, l’Associazione Genitori nell’Accudimento (AGNA) ha consegnato al Gran Consiglio una petizione che chiede il riconoscimento ufficiale dell’alienazione genitoriale come forma di abuso psicologico e familiare. Il documento, sottoscritto da 292 persone, invita le istituzioni ticinesi a intervenire su un fenomeno che – secondo l’associazione – colpisce in silenzio molti bambini coinvolti in separazioni conflittuali.
Cos'è l'alienazione genitoriale
L’alienazione genitoriale si verifica quando un genitore ostacola o compromette il rapporto del figlio con l’altro genitore, generando rifiuto, paura o diffidenza. Pur non lasciando segni fisici, produce effetti profondi sul benessere emotivo del minore. AGNA sostiene che questa pratica sia una vera forma di violenza psicologica, che mina il diritto del bambino a crescere con entrambi i genitori, come sancito dalle convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia.
Nessuna caccia alle streghe contro le madri
Secondo l'associazione una parte del dibattito pubblico teme che un eventuale riconoscimento legale possa trasformarsi in una "caccia alle streghe" contro le madri, accusandole automaticamente di manipolare i figli. L’associazione respinge questa visione, definendola infondata e lontana dalle evidenze scientifiche. Nessuna linea guida internazionale – sottolinea AGNA – attribuisce l’alienazione a un solo genere, né presume che l'alineazione sia una condizione tipicamente materna. La distinzione tra rifiuto giustificato e rifiuto indotto è invece centrale proprio per "evitare abusi, semplificazioni ideologiche e letture distorte. L’identificazione delle due situazioni si basa su criteri clinici, studi validati e indicatori osservabili che permettono agli operatori di capire quando un bambino rifiuta per proteggersi e quando, invece, è vittima di un condizionamento emotivo".
Gli obiettivi
La petizione punta a quattro obiettivi: inserire l’alienazione genitoriale tra le forme di abuso riconosciute dalla legge; promuovere una cultura della separazione responsabile; sensibilizzare operatori sociali, sanitari e giuridici per riconoscere il fenomeno; garantire ai minori relazioni equilibrate con entrambi i genitori.
"Quanto richiesto è in contrasto con le linee guida"
Pronta la presa di posizione dell'Associazione Ticinese Famiglie Monoparentali e ricostituite e l’Associazione Consultorio e Casa delle donne di Lugano. "Quanto richiesto nella petizione è in chiaro contrasto con le attuali linee guida promosse anche a livello svizzero", scrivono in una nota. "Il contesto istituzionale svizzero ed europeo offre, infatti, indicazioni chiare in materia. Il GREVIO, gruppo indipendente di esperti incaricato di valutare l'applicazione della Convenzione di Istanbul in Svizzera, ha espressamente affermato che il concetto di alienazione genitoriale è 'privo di fondamento scientifico' e ha raccomandato alle autorità svizzere di informare i professionisti sul 'carattere infondato' di tale nozione e dei concetti analoghi". Non si tratta, concludono, "di negare che possano esistere situazioni di conflittualità genitoriale che influenzano negativamente i minori. Tuttavia, la griglia di lettura dell'alienazione genitoriale, che attribuisce la responsabilità a un solo genitore senza esaminare adeguatamente altri fattori, si rivela inefficace (e spesso anche controproducente per il genitore che si sente ‘alienato’), aggravando la conflittualità invece di risolverla".


