La Región | 22 de octubre de 2025 | Andrea Manna
Historia
Tribunales de Protección: El Gobierno publica el esperado mensaje sobre las normas procesales
Setenta y un artículos para garantizar el buen funcionamiento de las futuras autoridades judiciales. El proyecto de ley pasa ahora al Gran Consejo para su consideración.
Elaborate dalla Divisione giustizia del Dipartimento istituzioni con la consulenza dell’ex giudice Franco Lardelli, già presidente in seno al Tribunale d’appello della Camera di protezione, e poste in consultazione dallo stesso Dipartimento nel settembre 2024, sono ora formalizzate in un messaggio governativo. Si tratta delle norme volte a disciplinare in Ticino l’attività delle future Preture di protezione nel settore delle tutele e delle curatele.
Il Consiglio di Stato ha varato il relativo progetto di legge all’indirizzo del parlamento. Settantuno gli articoli confezionati dall’Esecutivo. La legge, si spiega nel messaggio, è “destinata a garantire il corretto funzionamento delle Preture di protezione”. Una legge, indica il primo articolo, che “regola l’applicazione delle norme del Codice civile (Cc) in relazione ai procedimenti in materia di protezione del minore e dell’adulto. Essa disciplina le norme di procedura cantonali complementari a quelle federali previste dagli articoli 443–450g Cc. Disciplina pure le norme cantonali di applicazione della legge federale sul rapimento internazionale dei minori e sulle convenzioni dell’Aia sulla protezione dei minori e degli adulti del 21 dicembre 2007”.
En el fondo la reforma (a implementar)
El tan esperado mensaje, como recuerda el Ejecutivo, forma parte de la reforma de las autoridades de protección. Esta reforma incluye la introducción de tribunales ad hoc, los Tribunales de Protección (Preture di Protezione), con la consiguiente eliminación de las dieciséis Autoridades Regionales de Protección (Arp), cuyas operaciones actualmente son responsabilidad de los municipios. Esto representa un cambio de un modelo administrativo a uno judicial, basado en la Constitución del Tesino, tras el resultado del referéndum del 30 de octubre de 2022, con un 77,5 % de los votantes a favor de la cantonalización del sistema. El modelo judicial es favorable, pero la nueva organización aún debe implementarse. La reforma (planificada) tiene como objetivo principal mejorar, a través de los Tribunales de Protección (Preture di Protezione), la calidad de las decisiones sobre medidas para personas, adultas o menores, que se han vuelto vulnerables y, por lo tanto, requieren protección. Estas medidas de protección pueden afectar los derechos y libertades fundamentales de quienes las reciben. Tanto es así que hablamos de tutelas, curatelas, internamientos, privación de la patria potestad, regulación del derecho de visitas, hospitalizaciones con fines asistenciales… .
"El proyecto de ley sobre el procedimiento de protección de menores y adultos", escribe el gobierno en el comunicado que anuncia la publicación del mensaje, "se ajusta estrictamente a las disposiciones de la legislación federal". El proyecto de ley "considera, en particular, las particularidades del derecho cantonal, los avances más recientes en doctrina y jurisprudencia, las recomendaciones autorizadas de la Conferencia de Cantones para la Protección de Menores y Adultos (COPMA), así como la experiencia de los cantones que han establecido una organización judicial para las autoridades de protección". En resumen, "un texto legislativo consolidado en detalle tras una amplia consulta en la que participaron cerca de cien actores del sector de la protección de menores y adultos". El mensaje "constituye un paso concreto más en la importante reforma de las autoridades de protección, consagrada en la enmienda a la Constitución cantonal, aprobada con entusiasmo por los ticinos en 2022, destinada a crear tribunales de protección, nuevas autoridades judiciales cantonales que sustituirán a las actuales autoridades regionales de protección, dirigidas por los municipios". La reforma "representa uno de los proyectos más importantes puestos en marcha en el sistema judicial del cantón del Tesino", subraya además el gobierno.
Zali: clima de colaboración con la comisión
Il messaggio del Consiglio di Stato vede la luce a pochi giorni dall’audizione, lunedì scorso, da parte della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, del consigliere di Stato Claudio Zali, nuovo titolare nel governo post arrocchino del dossier sulla riorganizzazione delle autorità di protezione, e della responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti. Come detto, il disegno di legge sottoposto in consultazione è stato messo a punto in collaborazione con il già giudice d’Appello Lardelli. «Colgo l’occasione per ringraziarlo del lavoro certosino che ha fatto, sincronizzando le norme del diritto federale con le norme cantonali di procedura oggetto dell’attuale messaggio – dichiara Claudio Zali, interpellato dalla ‘Regione’ – È stato così allestito una sorta di manuale completo a uso delle future Preture di protezione». Nel disegno di legge, evidenzia il consigliere di Stato, «si precisano anche i diritti procedurali delle parti, come ad esempio il diritto di essere sentito. Chiarezza e prassi unificata sono fra i pregi di questa legge cantonale, che è la benzina che permetterà alle Preture di protezione di funzionare in maniera corretta».
In Gran Consiglio prima del plenum toccherà alla commissione ‘Giustizia e diritti’ esprimersi sul progetto di legge appena licenziato dall’Esecutivo. Commissione nella quale, rammenta il suo presidente Alessandro Mazzoleni (Lega), «ci si sta ora occupando degli aspetti organizzativi e finanziari della riforma, tenuto conto anche di quanto scaturito dalla recente audizione di Zali. Spero che il progetto di rapporto della ‘Giustizia e diritti’ sui citati aspetti e quindi sul messaggio governativo del 2021 concernente la proposta di istituire le Preture di protezione, accolta l’anno seguente dal Gran Consiglio e dal popolo, possa essere discusso e affinato nella prossima riunione commissionale, in agenda per lunedì 10 novembre». Già, il popolo. Sono passati quasi tre anni dal risultato delle urne. «Più il tempo passa e più il voto dei cittadini richiama i politici alla necessità di risolvere i problemi e di applicare finalmente questa riforma. Credo che questo sia uno dei punti che abbiamo condiviso in commissione. Durante l’audizione ho respirato un clima collaborativo e percepito dalle forze politiche rappresentate nella ‘Giustizia e diritti’ la volontà di andare avanti. Ciò lascia ben sperare».

